450 milioni di dollari, la bellezza ha un prezzo?

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Salvator Mundi, fonte Rep.it

Salvator Mundi, quadro attribuito a Leonardo, è stato battuto da Christie’s per 450 milioni di dollari. Un prezzo esorbitante, il più alto prezzo mai conseguito da un’opera d’arte.  La vendita supera quella dell’opera Interchange’ di Willem de Koonin, avvenuta nel 2015 per 300 milioni di dollari.

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Interchange’ di Willem de Koonin

Salvator Mundi era stato acquistato nel 2013 dal magnate russo Dmitry Rybolovlev per 127 milioni di dollari (più in basso alcune curiose informazioni del magnate); nulla si sa invece dell’identità del nuovo acquirente. Di sicuro è che il venditore ha fatto un grande affare e l’acquirente una enorme spesa!
L’attribuzione a Leonardo non è unanime e questo rende ancora più avventurosa la cifra di 450 milioni di dollari.

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Momenti dell’asta fonte Rep.it

Quello che invece è certo a tutti, o almeno credo e per questo vi chiedo di scrivere nei commenti il vostro pensiero, è che quest’opera è di una rara bellezza: parto dalla cornice, in lacca nera e decori in oro e resto estasiata ad ammirare il quadro.
Lo sguardo fisso verso un punto lontano, i boccoli fini, le dita affusolate, il prezioso ricamo in oro del vestito azzurro. Pochi contrasti cromatici, molti giochi di luci e ombre, un’atmosfera soffusa e delicata, il volto quasi etereo, pare una sinopia rispetto al resto del corpo. Ma il particolare che maggiormente accentua la bellezza è il globo di vetro: la trasparenza lascia intravedere il vestito senza perdere la sua rotondità.

Sono estasiata. Resto colpita da tanta bellezza, potrei sentire la sindrome di Stendhal se potessi rimanere a guardarlo. Cosa che forse non accadrà mai visto che un’opera così eccezionale ora è in mano a un privato.

E voi, considerate quest’opera un esempio di bellezza estrema o vedete solo la mera operazione commerciale? La bellezza ha un prezzo, e sì, è possibile che sia così alto? O forse non ha prezzo e quindi è impagabile?

 

Info curiose
Dmitry Rybolovlev
Rybolovlev è il proprietario della Uralkali, società produttrice di potassio, e a partire dal 2011 ha iniziato a investire nella squadra di calcio francese AS Monaco. Nel 2010 si è classificato 79º nella lista dei miliardari per Forbes. Nel 2012 è stato classificato 119º tra i miliardari di Forbes, con un patrimonio netto di 9,1 miliardi di dollari. Il 21 maggio 2014 è stato protagonista del divorzio più caro del secolo, con il quale si impegna a pagare la cifra di 3,2 miliardi di euro alla ex moglie Elena Rybolovleva, ridotti però da una successiva sentenza a 564 milioni di euro. Le due parti hanno poi comunicato di aver raggiunto un accordo privato riguardo alla somma da versare all’ex moglie. Rybolovlev ha anche comprato dall’ereditiera Athina Russel Onassis l’isola di Skorpios per la figlia Ekaterina.

Sindrome di Stendhal 
La sindrome di Stendhal, detta anche sindrome di Firenze[senza fonte] (città in cui si è spesso manifestata), è una affezione psicosomatica che provoca tachicardia, capogiro, vertigini, confusione e allucinazioni in soggetti messi al cospetto di opere d’arte di straordinaria bellezza, specialmente se esse sono compresse in spazi limitati.

 

25 pensieri su “450 milioni di dollari, la bellezza ha un prezzo?

  1. La bellezza indubbiamente c’è, ma il prezzo è fuori da ogni logica, se non quella di creare artificiosamente un mercato dell’arte (come avviene per i diamanti, che non sono affatto rari: il loro valore è stato stabilito per convenzione).

  2. La bellezza ha sicuramente un prezzo in tutti i campi, difficile stabilire quale prezzo. Mi limito a dire che è un’opera di straordinaria bellezza, e avendo un budget illimitato probabilmente l’acquisterei…

  3. Quest’Opera a prescindere dall’attribuzione è di grande spessore artistico ed estetico. Le regole del mercato dell’arte sono però folli!

    • Folli e per pochi ricchi che giocano a rimpiattino tra di loro. Non credo si possa considerare questo il mercato dell’arte, ma un evento sporadico e, appunto, folle!
      Sì, quest’opera, anche non dovesse essere proprio di Leonardo, è di altissimo valore artistico.

  4. Una domanda niente affatto banale. La bellezza non ha prezzo, è soggettiva, è soggetta alle mode e soprattutto è effimera, non assoluta. Per quanto riguarda il costo, be’ lì ci sono in ballo discorsi di unicità, collezione, autostima e chissà cos’altro. Perfino una sorta di investimento per il futuro per quanto ne sappiamo. Ma per rispondere veramente alla tua domanda, no, per me quel quadro non ha prezzo, non lo comprerei, sta bene in un museo perché spiega un certo periodo (se è di Leonardo o meno a quel punto poco importa) e deve essere visto da tutti.

    • Ti rispondo per punti, mi viene più facile
      1) la bellezza è soggettiva, nì. Ci sono alcune forme di bellezze che sono universali, pensa ai colori dell’alba, il blu del mare. E questo quadro, che sfido a trovare qualcuno che lo reputi brutto – se c’è, che si palesi 🙂 –
      2) Per il costo secondo me, come ho scritto anche sopra, c’è una sorta di capriccio alla base di qualche mega miliardario, non so che tipo di investimento possa essere spendere una cifra mai spesa prima. Vero è che il valore può salire, ma credo sia un prezzo arrivato.
      3) Bene che non lo compreresti, non dovremmo andare a litigare. Io lo comprerei subitissimo, poi ne farei un Museo, perché certo avrei tanti soldi, e aprirei il museo alle persone.
      PS: ho da confidarti un segreto e ho vergogna a dirlo, lo scrivo sottovoce. Ho scaricato il tuo file e non lo trovo più. Non lo trovo facendo ricerca con il titolo, sai come posso averlo scaricato? Se vado nel link di Amazon, ovvio mi dice che l’ho già scaricato…sono una cippa 2.0 😛

      • ahahaha vabbè in realtà non lo scarichi ma lo “carichi” sul tuo dispositivo Amazon vale a dire che lo trovi sul Kindle. Il Kindle può essere fisico se ne hai uno oppure software ma perdere non lo perdi perché il libro è nel cloud di Amazon, basta che tu apra il kindle (fisico o software) che è connesso col tuo account amazon e il libro appare tra i libri.

      • Riguardo il fare un museo su un quadro o anche su una piccola collezione di quadri: è quello che penso quando rifletto sull’Italia. Ci sono nelle nostre gallerie e musei dei pezzi talmente importanti per l’arte mondiale che varrebbe la pena farne un museo per ciascuno! Ci sono nazioni che fanno museoni immaginifici per 4 quadri, magari splendidi, con mostra e retrospettiva dell’autore e noi qui, che non riusciamo a coprire il fabbisogno di guardiani per tenere aperto dei musei!

        • Pensa che a Biella, dove vivo io, è conservato nel Museo del Territorio una mummia egiziana che non c’è nemmeno al Museo del Cairo. Solo che poco si conosce e il Museo fa quello che può. Certo è che mancano sempre i fondi e senza fondi, lo sappiamo, sei fuori dal giro. Inoltre aggiungi che in Italia, patria dell’arte mondiale, gli investimenti in tal senso sono pari a zero 😦

          • Come vedi va male anche il calcio, figurarsi quella cosa strana detta “cultura”, che secondo i politici, non dovrebbe sfamare… Già. Buono a sapersi per Biella, non lo sapevo proprio.

  5. La bellezza in se’ come valoro assoluto non ha un prezzo. Perche’ e’ relativa e darle un prezzo significa metterle delle catene. Ma… da un altro punto di vista lo ha perche’ il “prezzo” e’ il valore “d’apprezzabililta’” il sacrificio monetario che qualcuno e’ disposto a compiere diviene reale apprezzamento. Ti faccio un esempio magari riesco a spiegarmi meglio. Chi scrive lo fa in primo luogo per se’ stesso, ma a meno che non si trattino di “masturmazioni mentali” fini a se stesse e confinate in se stesse, uno scrive in primo luogo per essere letto. ( altrimenti noi tutti scriveremmo su un diario personale anziche’ su di un blog online visionabile dal globo intero). Ma as esempio su di un blog, il valore di apprezzamento di cio’ che una persona scrive come lo misuri? In Like, giusto? Il like testimonia quanto quello che tu hai scritto ha riscosso gradimento. Ma il like di per se’ non comporta sacrificio. Perche’ una persona puo’ decidere di mettere un like a cio’ che hai scritto per numerosi motivi ” notami”, “mettilo tu a me” etc… ( un po’ piu’ pregno di sacrificio e’ il commento perche’ questo comporta una previa -reale- lettura di cio’ che il blogger scrive e la necessita’ di elaborare e formulare pensieri inerenti). Pero’ diciamo che queste forme di riconoscimento in generale non comportano nessun sacrificio per chi le apprezza ( o finge di apprezzarle per personale tornaconto). Differente e’ invece chi scrive perche’ ne ha fatto una carriera e si fa pagare per i propri scritti. Uno scrittore di libri ha la chiara conferma d’apprezzamento se vende molte copie. Il prezzo del libro e’ un sacrificio che il lettore compie pur di “possedere” quell’opera. Quindi piu’ copie vengono vendute del libro, piu’ il gradimento e’ elevato. E da un certo punto di vista i soldi sono la forma di apprezzamento piu’ sincero ad una cosa bella perche’ sono l’unica cosa che realmente comporta sacrificio.

  6. LA BELLEZZA NON HA PREZZO MA NON SI COMPRA E NON SI POSSIEDE, E’ UN VALORE TRASCENDENTE E, NEL CASO, TUTTO SEMBRA DIRE CHE E’ UNA MERA OPERAZIONE DI MARKETING.

  7. bisogna distinguere due aspetti. Il primo è la bellezza del quadro. Senza dubbio affascinante e coinvolgente, La seconda è il prezzo per me del tutto spropositato. Che la bellezza non possa avere prezzo, questo è vero ma che un quadro, per quanto prezioso e stupendo, possa valere tutta quella montagna di quattrini… bé ce ne passa di acqua sotto i ponti.

    • Non so, che dire allora di quel calciatore di recente passato dal Real Madrid al Paris Sait Germain per 120 milioni ??? Si può azzardare un termine di confronto tra il quadro e il calciatore ? Neymar è un fenomeno che produce danaro, ma anche una importante opera d’arte produce danaro e certamente il quadro in questione ne produrrà molto di più. Insomma il vero errore sta proprio in quella assurda attività che è il calcio ed altre ad essa assimilabili.

      • che Neymar produca soldi, lo dubito assai. Diciamo ne ne incassa un bel po’ lui. Però anche i 450 milioni sono troppi. Che poi sia in grado di generare soldi, beh è tutto da vedere.
        Diciamo il valore di un bipede in mutande che corre dietro un pallone, e di un quadro di artista celebre – anche se qualche dubbio serpeggia – sono sempre sproporzionati al loro reale valore.

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