Quando ascolto il cuore, vengo da te

Quando ascolto il cuore, connetto stretta la ragione, imposto le ore seguendo la tua luna e regolo in armonia la distanza tra me e te. Sulle labbra poggio il tuo desiderio, ne assaporo lenta la dolcezza, nell’aspro dei giorni acri dipanandone il senso, mi appoggio alla tua schiena deponendomi ai piedi della serenità, tra le braccia, gli occhi, tra i muti pensieri che diventano aria e vento e delicata tenerezza. E forza.

Quando ascolto il cuore, si rinnova la forza, la decisione di ciò che siamo e non appongo sigilli né muri ma vengo da te. Ogni volta che si apre il tempo, non chiedo perdono a chi mi sta accanto, vengo da te, non aspetto il verbo né la processione, vengo da te, la fede è nella presenza, non serve rosario per recitarla ma guardarsi negli occhi, sentendo la voce. Vengo da te che mi scosti i capelli dal viso e con le dita disegni l’esistenza intera, e il coraggio folle e vero di essere qua. Non demando ad altri la mia penitenza, la dipano in fretta lungo la strada per esserne vuota davanti al portone, vuota e poi colma quando apri l’uscio, nessuno è rimasto fuori perché il tempo dei miei presenti è tuo: se sei il destino corro veloce per arrivarti.

Quando ascolto il cuore mi riempio di girasoli.

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