Et oui, on parlait d’amour

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C’è un ricordo dolce, amore mio, che riassetta con calma le valigie del nostro viaggio: calze spaiate, lenzuola consunte dalla fretta dei corpi, un lucidalabbra e la tua crema da barba che profuma ogni cosa, anche il mio cuore, lo sai.
Siamo rimasti sul ciglio del mare a guardare la luna, racchiusi ognuno nei propri pensieri, gli sguardi fissi, rubati, la stessa linea nella mente, lo senti da fuori il rumore che fa, ma dentro, dentro si assenta. Siamo rimasti vicini, incollate le spalle, il solo rimorso è che ci fosse la pelle, vorresti sentire le ossa, fino al midollo, ardere d’amore per te; vorresti togliermi i vestiti, io le scarpe, per vedere chiaro dentro all’anima che c’è.
Sono passati anni, amico mio, forse secoli, non so, appoggiati sulla stessa piastrella, nati dalla stessa terra, dalla stessa madre, non sento l’amore carnale, sento una mano dentro, profonda che squarcia e non lascia il tempo del riposo, si chiama appartenenza, dicono così, io dico fratelli, ma sbaglio lo so, tu lo chiami amore, io la chiamo vita e fanne ciò che vuoi della tua vita, della mia no.

C’è un ricordo dolce ogni volta che torno, amore mio.
E uno amaro.

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