Degli stolti e delle maree

piazzo

Spesso mi attardo tra i vicoli scontrosi delle strade, ripescando frasi udite gridare da strilloni eccitati; peccavano d’alterigia e vennero persino confuse per verità, quando ben si sa che la verità è solo dei matti. Degli stolti. O degli illusi.
È solo un attimo, breve e finito, il contraltare della tanto declamata eternità e torno a camminare, all’orecchio sempre più debole quel fiato lontano, sfinito, persa la forza, come una marea ormai molle, arresa alla mancanza di rocce su cui sfogarsi. Perché la potenza si sa, la violenza soprattutto, accade solo se ci sono dei muri da profanare, dei virgulti da sterminare, delle barricate da abbattere: contro il silenzio e il bianco, nulla si può, un neutro indefinito che confonde e placa. Già: lo sapevi che questo è il modo per sconfiggere i tuoi nemici?
Un giorno qualcuno mi disse che la vita è una ruota che gira; io non so se gira, so che va avanti. E certe cose restano dietro, per sempre, nemmeno più un posto hanno nei ricordi, tanto vana fu la loro esistenza.