S-fortuna o caso?

“Nulla accade per caso” : così spesso si usa dire come se ci fosse una sorta di disegno stellare che determina gli eventi, una concausa che porta a fare scelte invece di altre, a fermarci in alcuni progetti e a spingerci in altri.
Non è facile leggere i segni e spesso, per semplicità, etichettiamo i fatti con fortuna e sfortuna: fortuna per gli accadimenti che ci sembra ci spingano, sfortuna per quelli che ci fermano. Spesso fortuna si abbina a felicità e sfortuna a dolore.

Due giorni fa camminavo lungo Po a Torino.

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Un paesaggio suggestivo a due passi dal centro.
La piena del mese di Novembre ha lasciato segni visibili e inconfutabili di una natura che non chiede, agisce.

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La sabbia ha coperto i viali, pezzi di plastica sono finiti fin sui rami delle piante che costeggiano la passeggiata, rami spezzati sono sparsi sul terreno, anche se in minima parte perché è stata fatta una accurata pulizia da parte del comune.
Proprio uno di questi rametti, appuntito per un taglio netto con il falcetto, è finito sotto al mio piede; come una leva perfetta, il ramo si è ribaltato verso la mia gamba e si è piantato sotto al ginocchio, ferendomi in modo non proprio lieve tanto da dovermi fare mettere i punti.
Il medico che mi ha curata ha continuato a ripetere “che sfortuna, ma come è stata sfortunata”.
A ben vedere non mi  reputo sfortunata, piuttosto maldestra, ma ho riflettuto sulla casualità di questo fatto.

Voi cosa pensate della fortuna e della sfortuna? Siamo vittime di sfortuna e meritevoli di fortuna? I fatti accadono per caso o per un disegno del destino?
E se i fatti parlano, cosa avrà voluto dirmi quel bastone che si è conficcato nella mia gamba?

Forse lui lo sa. O nemmeno se lo domanda.

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