The box

Un lento risveglio da ancestrali paure, ristrette, rattrappite le membra, braccia incrociate, la mente non è da meno, sotterra il subconscio.
Evado dal presente, inscatolato -non fear- s’allargano i polmoni -breath- l’aria invade e acceca, blocca per un attimo il cuore -immobilized, non death, only breath-
Stropiccio le ossa, i nervi attendono al comando, scatti irregolari di pulsioni sessuali, morbide, sinuose attraversano la corrente, muscoli, rinasce, rivive, cambia, evolve, risveglia-non fear- è l’esistenza che batte, la scatola è stretta, il vetro, trasparente, fuori si vede il mondo, la testa piegata -vivo- smodata vita.
Esco. 

P.s: ho ascoltato questo brano qualche ora fa alla radio, non lo conoscevo. Mi sono vista dentro a una scatola di vetro, come una contorsionista. Ne sono nate delle parole psichedeliche, il senso di una rinascita.
A casa ho cercato il video e ho trovato una donna in una scatola.
Non credo di avere doti di preveggenza; può una musica evocare immagini?

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5 pensieri su “The box

  1. Al di là della tua domanda finale…vedo uno splendido video metafisico (sospensione o epoké, stanza grigia, scatole del tempo e nel tempo corpi e oggetti in nascita da un apriori inscatolato) Tutto molto, molto raffinato, tutto degno di riflessione e stupore. ciao Chiara

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