Like fasulli: il 50%?

Il blog Squarci di Silenzio ha 968 follower, un numero per me grande di utenti, considerato che il mio è un blog di tutto e nulla, non targhettizzato, nel quale non investo nulla, senza piano editoriale. E ha una media di 120 visualizzazioni giornaliere, che sono pochissime se le stimiamo in un blog di lavoro ma che sono molte per me, che gioco e mi diverto nel condividere qui pensieri e passioni.
Il mio profilo Instagram (chiara_chiararte) ha 327 follower e una media di 20 like a post. Un numero davvero basso per qualsiasi pensiero di marketing, consolante invece per chi, come me, ancora una volta gioca e inventa.

I miei mi piace e i follower sono arrivati leggendomi e guardando le mie immagini, non sono solita a campagne di inviti ai like o a scambi, chi mi legge lo sa. Vero è che sia il blog che Instagram potrebbero essere veicoli per il mio lavoro, il laboratorio di restauro Chiarartè e vero è che più like, più condivisioni, più follower potrebbero portare a farmi conoscere più lontano.

Ma è davvero così?
Vi ricordate ieri e il post sull’analfabetismo funzionale (leggi qui il post)? Parlavo di Salvatore Russo. Sì, sempre lui. Nel suo intervento di sabato a Mammacheblog, Salvatore ha parlato di bot.

Cosa sono i bot (abbreviazione di robot)?
Ci aiuta Wikipedia “Il bot (abbreviazione di robot) in terminologia informatica in generale è un programma che accede alla rete attraverso lo stesso tipo di canali utilizzati dagli utenti umani (per esempio che accede alle pagine Web, invia messaggi in una chat, si muove nei videogiochi, e così via). Programmi di questo tipo sono diffusi in relazione a molti diversi servizi in rete, con scopi vari ma in genere legati all’automazione di compiti che il network fa credere all’utente di comunicare con un’altra persona umana. Questi bot migliorano di anno in anno ed è sempre più difficile distinguere un bot da una persona umana.”

Lo sapete che per merito/demerito dei bot il 50% dei like su Instagram e nei blog sono fasulli? 
Non il 10%, ma il 50%!
Vi linko due articoli, così per gradire:

“Come aumentare follower su Instagram” http://www.stylology.it/2015/04/come-aumentare-follower-su-instagram/
Instagram like bot and twitter auto liker https://robolike.com/

Torniamo al post di ieri e aggiungiamo un tassello con quello di oggi: quando scriviamo nell’internet ci troviamo di fronte a una platea di 47% di analfabeti funzionali e i nostri like sono al 50% frutto di bot.

Ne vale davvero la pena?

Annunci

58 pensieri su “Like fasulli: il 50%?

  1. Mah!
    So solo che non ho la più pallida idea di quanti sono i miei “followers”… e mi è indifferente. So solo che gli articoli seri vengono letti pochissimo, le stupidaggini molto di più.
    Sono estraneo a Instagram, che aumentando potrebbe diventare “Instachil”.
    Buon Giorno Chiara. Ben svegliata?
    Quarc

    • Buongiorno caro, sì, ben svegliata e anche da un po’ 🙂
      Quella cosa dei post seri, ben scritti, che ci impegnano tempo e fatica e che sono poco letti è un problema di tutti, si è parlato anche di quello sabato.
      Ed è deprimente, per tutti, soprattutto per chi ci mette dei soldi e il blog è il proprio mestiere.
      Per noi che è poco più che un diletto, può essere frustrante, ma fortunatamente non dovendo farci dei soldi, possiamo scegliere bellamente se scriverli o no.
      Buona giornata anche a te.
      Ciao 🙂

  2. Come si trova un blog?
    Tramite i commenti di un blogger, tramite una ricerca per argomento oppure per tag.
    I tag servono ai motori di ricerca proprio per indicizzare il blog, e renderlo maggiormente rintracciabile.
    I like non sono falsi (o meglio: sì, se gli utenti lo mettono senza leggere l’articolo), ma il follower non sempre è coerente, perché segue il blog ma poi non fa mai presenza.

    • I bot arrivano per tag. Su instagram ci sono applicazioni che trovano e mettono like su tutti i determinati tag che hai scelto. In maniera automatica e immediata. Hai mai notato quanti like arrivano che quasi non hai ancora pubblicato?
      Con questo so bene che esistono follower e like pertinenti ma dobbiamo essere consapevoli che certi profili pieni di like, forse quei like li hanno comperati.
      O sono entrati in un circolo non troppo virtuoso.
      Altro discorso è il tuo del blogger che mette like e non legge, ma questa è un’altra storia.

        • Ti faccio un esempio. Ieri mi sono messa a seguire il profilo di un DJ famoso su consiglio di mio figlio. Tempo mezzora e sono arrivati a mettermi like persone sconosciute ma tutte legate al mondo della musica.
          Strano no?
          Credo che ognuno di loro abbia dei bot che mettano di default il like a tutte le persone che decidono di seguire il DJ famoso.
          È così: siamo in un mondo di plastica!
          Non tutto, ovvio, credo che i nostri piccoli blog ne siano esenti, e meno male.
          Sono fatti di persone, di carne, ossa e pensieri.
          E sono luoghi dove far nascere amicizie e pensieri importati di condivisione.

  3. la domanda è interessante, a parer mio, dipende però dalla risposta a quest’altra domanda: perchè scriviamo? ho un piccolo blog qui, con pochi seguaci e pochissimi like. Non mi interessa averne, io scrivo per me, perchè ci riesco bene (credo) e perchè soprattutto, mi fa stare bene….allora si, merita. Potrei fare la stessa cosa su fogli e quaderni, è vero. L’ho fatto per anni e sono andati quasi tutti persi, almeno qui non occupano spazio, e rimangono!!! MERITA!

    • Domani ho in programma un altro post, e dopodomani arriverò alla conclusione che mi sento di anticipare a te, qui: sì, ne vale la pena.
      Ne vale per noi che lo facciamo per hobby; un po’ meno per chi ci lavora e che con il blog si guadagna da vivere.
      E che deve lottare contro sempre nuovi mulini a vento, imprevisti e impazziti.
      Sì, merita 🙂

  4. Quello dei bot è un problema che esiste anche su Twitter. Ne sono a conoscenza perché un paio di anni fa in un gruppo abbiamo fatto campagna contro i followers fasulli o generati. In questo caso esiste un programma che li trova, permette di cancellarli e segnalarli.
    http://www.twitterfakebotfinder.eu/
    Per Instagram non sono informata, so solo che esistono tantissimi programmi per aumentare i followers. Basta cercare su Google. E concordo con Vittorio, credo che il caso dei blog sia diverso dai social. In tutta onestà, non so nemmeno quanti ne ho, tra l’altro si interagisce sempre con le stesse persone o quasi, e non leggo mai le statistiche. Il blog è un piacere intellettuale per me, non un mercato. Per questo, anche, non scrivo a raffica.
    Che vuoi farci? L’apparenza trionfa. Per quanto mi riguarda meglio pochi ma buoni e non amo nemmeno il termine followers, troppo spersonalizzante.
    Primula

    • Come credo avrai capito, il mio post non nasce per chi, come te, come me e come molti altri, scrive per puro piacere, ma per chi lo fa come mestiere. Mi immagino io che restauro e che devo combattere con robot che imitano il mio lavoro ma solo di facciata. E a prezzi bassissimi.
      Voglio dire, la vita nel virtuale è diventata, come dici bene, solo apparenza, poco contenuto e ne ho parlato ieri, e molte discussioni (ne parlerò domani).
      Un panorama a tratti desolante, altre stimolante: penso che sapere le regole, le verità e le falsità del luogo in cui si è sia un buon modo per viverci sereni, non trovi?
      Un po’ come per le persone, meglio conoscerle fino in fondo, poi si è più liberi di decidere come comportarsi.

  5. Ma c’ è di peggio, il postumano: un algoritmo americano che legge tutto ciò che scrivi, analizza e raccoglie preferenze, giudizi e indirizzi e continua a scrivere anche quando muori……..
    Seguo con piacere il tuo blog di tutto e nulla, come dici, perché c’ è pensiero ed emozione che parla alla mente o al cuore a seconda degli argomenti ed ha un profilo superiore al libro che ha sempre un lato commerciale.
    Continua e per bot e like NON TI CURAR DI LOR…………….. antonio

    • L’algoritmo americano mi spaventa, io non voglio sopravvivere a me stessa con la finzione, ma nei veri ricordi.
      Grazie come sempre per la tua attenzione e il tuo affetto; a dire il vero non me ne curo dei like e dei bot, solo li analizzo, li conosco e proprio per questo, per averne imparato le dinamiche, non li temo.
      ciao Amico caro.

  6. È così ovunque, non solo sui social.
    Proprio ieri leggevo degli articoli su Amazon dove c’è gente che compra le recensioni positive o che fa centinaia di recensioni non sempre oneste per avere in cambio prodotti da recensire.
    Ormai i like portano notorietà e questa porta soldi.
    Nel nostro caso (io me li sogno 950 iscritti e 100 visualizzazioni al giorno! XD) questo non è molto importante perché scriviamo per essere letti, per condividere le nostre passioni.
    Chi passa al livello successivo, chi deve vendersi come un prodotto, a volte non vuole aspettare, non ha pazienza, vuole vedere subito i frutti (soldi) del proprio lavoro.
    Ed è questo il futuro di Internet.
    Chi aspetta resta indietro!

  7. La storia di Amazon la conosco, me l’ha raccontata un amico e la trovo disgustosa. E dannosa per il prodotto.
    Però è vero che i like e i follower portano soldi, è un po’ come avere le vetrine in centro e non in periferia: se ti si vede e tanto significa che vali. Nella realtà sappiamo che non è così, che qualità non corrisponde a quantità, ma sempre per il discorso del post di ieri sugli analfabeti funzionali, non per tutti: le vetrine che scintillano attraggono a discapito del prodotto.
    Come ho scritto anche negli altri commenti, a me interessa sapere le dinamiche, poi del mio blog poco cale visto che gioco è e gioco resterà; ciò non toglie che mi piace se si arriva a me, mi si legga e, come per alcuni argomenti, ci sia un vivace dibattito.
    Ciao.

  8. Ultimamente quando si decide di “assumere” qualcuno basando la valutazione sui social si sta passando dalla mera analisi dei like a quella degli utenti “effettivi”, ovvero di coloro che interagiscono con i contenuti. Ergo, meglio avere pochi utenti ma veri, sinceri e che seguono davvero il proprio lavoro che centinaia di migliaia di bot! Le cose fatte bene, che siano professionali o no, in ogni caso prima o poi ripagheranno. 🙂

    • Mi auguro davvero sia così per coloro che vogliono intraprendere l’attività di blogger, altrimenti si presenta loro un futuro costellato di incognite farlocche.
      Sul fatto che le cose fatte bene ripaghino sono assolutamente d’accordo con te, e se anche non fosse, il solo fatto di aver creato un contenuto di qualità, appaga.
      Non sempre i soldi e il successo sono la meta, quanto la soddisfazione personale.
      Piccola o grande che sia
      Grazie per la tua partecipazione a questo che sta diventando un interessante dibattito.

  9. Se fosse una pena non varrebbe la pena … ma se si fa volentieri, forse il numero di followers e likes non sono così centrali in questo mondo come la consuetudine farebbe pensare.

    • Di un fatto questo mio post mi ha fatto arrivare forte e chiaro: i like e i follower non sono importanti per la qualità del blog e per il piacere di scriverlo e curarlo.
      Lo sono, e di questo principalmente parlavo, per chi usa il blog come lavoro; in questo caso i followers purtroppo sono l’ago della bilancia per ogni operazione commerciale.
      Per noi che qui stiamo bene, credo che sì, ne valga davvero la pena.
      🙂

  10. Io ho smesso di guardare le statistiche. Sto dedicando molto meno tempo al blog, scrivo meno e leggo meno. Però è rimasto un luogo di amici che ogni tanto incontro. E mi piace questa dimensione. Alla fine, per me, contano i pochi blogger – direi neanche una decina- che conosco da tempo e con i quali sono più in relazione/dialogo. Tu sei fra questi…
    Non ho tempo di seguire altri… coltivo gli affetti…

    • Prima di tutto grazie, quando ho aperto il blog pensavo fosse solo un luogo per scrivere, poi pensavo potesse diventare un luogo di lavoro e ora so che è un luogo dove ho trovato degli amici.
      Mi piace fare formazione perché è stimolante e poi per miss precisina come sono io, è ideale.
      Certo è che non ho manie di statistiche e numeri, l’ho fatto all’inizio per spingere tutti a pensare ai propri, a tentare di capire che valore hanno nella nostra vita di blogger.
      Io ti seguo con attenzione Chiara, quello che scrivi, la delicatezza che metti nei temi così forti di cui spesso tratti, mi rasserena. Capisco che c’è possibilità di superare le fatiche, i dolori, la sofferenza, o almeno di affrontarla, soprattutto se ci sei tu vicina.
      Buona serata. So che sei una brava coltivatrice, i tuoi affetti crescono forti e sani.

    • Hai ragione, saper rispondere a queste due domande ci colloca perfettamente dove vogliamo essere.
      È inevitabile però, e sarebbe da struzzi non farci caso, l’esistenza di un mondo finto su cui noi insistiamo. Un mondo finto e uno vero e saperli discernere non è facile.
      Anche se divertente.

  11. Di instagram non so nulla. Su twitter ci sono, ma onestamente non sto dietro a chi si iscrive, tanto è vero che poco dopo se ne vanno, per buona pace mia… Per quanto riguarda wordpress, so che dopo un certo numero di like non se ne possono più mettere, per una mezz’ora o un’ora almeno. Me ne sono accorta non trovando corrispondenza tra presenza di like e notifica arrivata: chi aveva lasciato il like non si era accorto di essere momentaneamente “scarico”. Avendo più di mille follower sto meditando di eliminare i like, non potendo seguire tutti come vorrei… Non credo che i like su wordpress siano lasciati da bot, Sicuramente una buona parte non segue sincera lettura, ma penso che, almeno per ora, siano lasciati da mano umana… Il blog per me è praticamente un lavoro, per gli obiettivi che perseguo, a tal proposito ho comprato il dominio per eliminare la pubblicità (ce l’abbiamo tutti, ma solo chi è al di fuori di wp vede) proprio per non dar l’idea che io ne tragga guadagno.

    • Questa cosa dei like sospesi mi incuriosisce, come dei like in quarantena, mi informerò 🙂
      Per il resto, hai fatto bene a comprare il dominio ma non avere vergogna qualora dovessi trarre guadagno dalle pubblicità, non è una cosa sconveniente guadagnare correttamente.
      Ah, se sei su wp gratis, anche se compare la pubblicità, non ci si guadagna un bel nulla, sarebbe bello, gratis e pure pagati 🙂
      In bocca al lupo per il tuo lavoro.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...