Wabi-sabi

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Wabi-sabi è la visione estetica del mondo giapponese; deriva dalla fusione di wabi -solitudine, tristezza, malinconia- e sabi -freddo, povero-. Negli anni il concetto si è evoluto ed è passato da una connotazione negativa di triste solitudine, a un concetto positivo di bellezza imperfetta.

La visione wabi-sabi racconta la caducità, l’impermanenza, l’imperfezione degli oggetti: se un’opera d’arte o un’espressione artistica o un momento della natura riescono a suscitare in noi sentimenti di profonda commozione e serena malinconia, allora hanno raggiunto la perfezione del wabi-sabi, una bellezza triste e malinconica, racchiusa in sè.

Lo stile è rustico, corrispondente alla semplicità della natura, una freschezza e linearità che si ripercuote in ogni sensazione. Non c’è ricercatezza né perfezione, quanto accettazione dell’unicità e dei difetti, senza alterazione o nascondimento. Fare propria la visione wabi-sabi comporta una serenità interiore, l’accettazione del sé e dell’altro, l’invisibile manifesto in ogni cosa.

22 pensieri su “Wabi-sabi

  1. Come lo sbocciare di un fiore o la prima emozione d’amore…tanto più ne avvertiamo la precarietà tanto più intensa sarà l’emozione di bellezza… Forse dovremmo guardare anche la caducità della nostra vita con la lieve intensità di questa fiorita esperienza estetica giapponese.

  2. mi piace molto. è una bellezza per me inarrivabile, perché comporta la delicatezza dell’accettazione del fragile, o il quieto controllo di essa, difficilissimo, doppiamente ne sono incantata.

    • La fragilità è un bene che merita attenzione. Viene ormai presentato come un difetto, una squalifica, mentre invece è un valore aggiunto, una caratteristica che rende unici.
      Incantata dalla fragilità, ecco, lo sono anch’io.

  3. Non ho fb e credo che dietro a uno schermo anche declinando nome e cognome ci si senta più forti e volgari(quando lo si è) perchè cmq tutto è fisicamente lontano.
    Quanto a Golino ho scritto qlc e credo cmq sia una brutta cantonata dei nostri egregi governanti…
    sherabuonadomenica

    • Non lo è stato. Ho dovuto esprimere un concetto molto complesso e davvero difficile da raccontare in poche semplici righe 🙂
      Comunque sì, difficile da attuare nella propria vita ma non impossibile, un pezzo alla volta.

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