Una foglia sparsa

torsolo

Lo lasciò posato sul davanzale ad aspettare ogni mattino il consueto vociare della strada. Spolpato del cuore, una rinsecchita pelle a ricoprirgli le terga, qualche grano di buccia avvizzita e i semi, aridi e deposti.
Per qualche tempo pensò fosse un viaggio di ritorno, il bicchiere di caffè lasciato finché si freddi, il bucato steso, la pentola a bollire; ma nulla accadde se non il vento. E qualche foglia sparsa.

Quando fu chiaro che nessuno sarebbe tornato, cartolina mai spedita a un mittente ignoto, non fu preso dalla desolazione, dall’isteria del pianto o della solitudine avverata.
Vide il calore del sole che l’aveva scaldato sempre, fuori dalla fitta rete.
E s’accorse di esserne fuori.

 

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12 pensieri su “Una foglia sparsa

  1. ciò che abbandoni sul davanzale della vita , potrà pure volar via o asciugarsi all’alternarsi dei giorni… ciò che persiste è l’indelebile gentilezza del ricordo

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