Il mio arcobaleno

Questa mattina, complice un tempo metereologico che variabile è dire poco, mi sono svegliata con un bellissimo doppio arcobaleno.
Gioco forza è stato fermarsi ad ammirarlo.
Io, del mio arcobaleno, ne ho fatto meraviglia dentro, sforzandomi di avere occhi bambina, di cercare la pentola colma d’oro, di indovinare le svariate sfumature di colori. Ci voglio poi fare un acquerello, fermando quell’attimo così breve e felice.
Io, del mio arcobaleno, ne faccio quello che voglio.

Così è per tutti. Anche per i “per tutti” che hanno fatto una foto e l’hanno postata sui social.
E che ora si dividono in fazioni: arcobaleno sì, arcobaleno no. Chi lo ha postato è felice di averlo fatto, chi non lo ha postato deride chi lo ha fatto; allora chi l’ha postato manda a quel paese chi lo critica, di conseguenza chi ha criticato e deriso si offende di essere stato a sua volta criticato e rincara l’offesa e via, si crea un parapiglia, una confusione che genera insulti, rancori, offese che arrivano indietro fino alla terza generazione di avi.
Questo accade con un arcobaleno, ma succede anche per molto peggio, e in questi giorni, tra Virginia Raggi, Tiziana Cantone, Di Canio, solo per fare 3 nomi, assistiamo a una platea di orride violenze, come animali da macello, scannati fino alle ossa, spolpati di dignità e coerenza.
Tutto e il contrario di tutto, sempre e comunque con la ragione incollata sul petto e tatuata sulla fronte. La propria ragione, ovvio, mai disposta a cedere, mai pronta ad ascoltare.

Ci si trova a litigare, troppo spesso, di cose di cui non si sa, solo si ipotizza, si segue la scia, fatta di preconcetti. Questa condizione genera inevitabilmente una sensazione di disagio, di tensione, di malumore, sempre in allerta sulle cose che si fanno e scrivono, diviso tra chi provoca per professione e chi invece cerca solo di creare un dialogo. Stanno nascendo generazioni di insoddisfatti, sempre in corsa verso l’approvazione e il contrario della stessa.

E pensare che basterebbe solo alzare gli occhi e godere dell’arcobaleno.