La novella di Pirandello

pirandello

La vita è una pagina di un libro, spesso sgualcito, sommesso di parole, disordinato e vecchio.
Siamo pedine, pedoni, parvenze d’essere, confuse essenze partorite dalla penna di scrittori demotivati e stanchi, pazzi, pazzi da morire. Siamo puntini di sospensione, virgole, parole errate di libri autopubblicati, rose secche di storie d’amore dismesse, furgoni veloci, omicidi, sesso, righe mandate a capo per armonia, non per ragione. Siamo la morte, il respiro acre degli alcolizzati, le mani di una mamma che prega, le destinazioni vuote, le false promesse, le minacce, le desolazioni, l’amore di carta, quella delle caramelle, che apri e poi getti, il maiuscolo, la declinazione. Il lutto.

Talvolta accadi nelle pagine di qualche bravo scrittore, di quelli che mettono le virgole giuste, i congiuntivi a posto, che dispiegano parole perfette, chiare, di quelle storie che t’appassioni a leggere, senza fiato, coricato nel letto senza dormire. Diventi la storia d’amore, di guerra, il perfetto incontro d’anime. Altre, quando il vento gira, una tempesta, la confusione, finisci dentro a una novella di Pirandello, un paradosso continuo, senza tregua.

La vita è una pagina di libro, da sfogliare piano, come le rose.

 

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14 pensieri su “La novella di Pirandello

  1. il libro è , forse, la dimensione bidimensionale della vita, una dimensione bidimensionale che tende a superare se stessa quando l’autore ha la sensibilità ai fantasmi che ha schiacciato nella pagina, una sensibilità che diviene vita prepotente per i personaggi che cercheranno , attraverso il lettore di turno, a sfuggire dalla pagina ad entrare nella sua mente per albergarvi a lungo e viverci. Ti consiglio di leggere l’ultima novella scritta da Pirandello: “Effetti di un sogno interrotto”…ti sorprenderai ad inseguire personaggi che da un quadro animano, vivi , la notte di un viaggiatore… Anche Nietzsche (in “umano troppo umano”) parla della scrittura come di un ragno che tesse la sua tela,al di fuori del governo dell’autore, dando luogo a vite che finiscono per autogovernarsi….ciao Chiara. Grazie di aver lanciato questa tua bella riflessione.

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