Il santo al balcone.

Hanno mani pietose le donne sedute al tavolo della cucina, ricamano i capelli dei loro figli intrecciando cipolle. Parlano ridendo, che a riconoscersi il cuore basta l’attimo splendente dell’incontro – solo poche volte accade, anime ritrovate, affetto materno, solo poche volte l’amore bussa così chiaro-.
Parlano le donne, i bambini corrono e loro li assolvono, dei peccati, delle manie, dei piatti rotti e delle lacrime. Lacrime mai vane.

Gli uomini stanno appoggiati al balcone, il santo in piazza, la devozione, la sigaretta spenta da non far vedere. I figli passano e non li vedono, sono chiari germogli da comandare, non li ascolti mai i figli se resti al balcone, al massimo li vedi passare 

Le donne stanno sedute in cucina, parlano d’aglio, pastella, suocere e dell’ultima spesa. Ascoltano. E sanno.

Io guardo e in tutto vedo l’amore. 

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3 pensieri su “Il santo al balcone.

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