Appalti e concorsone: siamo ridicoli.

Scrivo siamo perché siamo italiani, così come le due storie che vi racconterò. Ma intimamente mi viene da dissociarmi e scrivere siete.

Il Mibact (Ministero dei Beni Culturali e del Turismo) ha indetto dopo 9 anni di assenza, il Concorsone per 500 funzionari: antropologo (5 posti), archeologo (90 posti), architetto (130 posti), archivista (95 posti), bibliotecario (25 posti), demoantropologo (5 posti), promozione e comunicazione (30 posti), restauratore (80 posti) e storico dell’arte (40 posti) dislocati nelle regioni.
Tale Concorsone avrà luogo a Roma tra il 26 luglio e il 4 agosto, con un test preselettivo: costo dell’iscrizione 10€. Gli iscritti sono 19479, le domande saranno 80 da risolvere in 45 minuti.

Incongruenze, errori? TANTI.
In corsa il Mibact ha annullato un titolo di studio come prerequisito; i collaboratori restauratori che hanno superato lo scoglio del bando a loro dedicato non sono inseriti, mentre lo sono i restauratori che invece quel bando non lo hanno ancora superato perché proprio il Mibact ha posticipato la sua definizione; le regioni non hanno equa distribuzione dei funzionari e il sud, patria di buona parte del patrimonio artistico, è largamente ignorato.
Le domande del quizzone sono redatte da Ripam  che usa un database di domande generali su: elementi di Diritto Pubblico e Amministrativo, elementi di Diritto del Patrimonio Culturale, nozioni generali sul Patrimonio Culturale Italiano, lingua inglese. I candidati hanno modo di studiarle consultando volumi appositi (con alti costi) e gli stessi hanno ripetutamente trovato errori.
Ne cito alcuni
-“Come è denominato il complesso delle più grandi Terme della Roma antica costruito tra il 298 e il 300 d.C. e costituente oggi una delle sedi del Museo Nazionale Romano?”. Risposte possibili: “A Terme di Diocleziano, B Terme di Stigliano, C Terme di Saturnia.”
-“La statua bronzea del pugilatore conservata al Museo Nazionale Romano è firmata da un artista greco. Quale? a. Polidoros; b. Apollonios; c. Atenodoros” 
La statua non è mai stata attribuita.
-“I Bronzi di Riace (V secolo a.C.) oggi a Palazzo Campanella di Reggio Calabria sono stati realizzati in a: In marmo; b: In legno; c: In bronzo”.
-“L’opera “All’amico Lucio” dello scultore catanese Carmine Susinni, esposta anche all’ Expo di Milano lungo il decumano, ritrae Lucio Dalla: A: in piedi con il clarinetto; B: che parla con un gatto; C: seduto su una panchina”

Il Ripam tre giorni fa ha pubblicato la griglia con le risposte a tutte le domande, sostenendo che toglierà quelle errate tra le 80 sorteggiate: questo significa che 19479 persone (ovvero 194.749€) stanno studiando su domande sbagliate con risposte sbagliate e il giorno del test dovranno invece rispondere a domande giuste con risposte giuste!

Altro giro, altro regalo.
La Gazzetta Ufficiale pubblica il nuovo Codice per gli Appalti: su 200 articoli, dopo la pubblicazione, sono stati riscontrati 181 errori. Errori di forma ma anche sostanziali. La Gazzetta Ufficiale ha dovuto quindi redigere una RETTIFICA ai propri errori (qui la rettifica, così, per ridere) 
Eccone alcuni
-alla pagina 110, all’art. 97, comma 5, al quarto rigo, dove e’ scritto: «… di cui al comma 2 …» leggasi: «… di cui al comma 4 …»;
-alla pagina 120, all’art. 104, comma 6, dove e’ scritto: «… cessa si estingue automaticamente …» leggasi: «… cessa automaticamente …»
-alla pagina 137, all’art. 123, comma 3, lettera b), dove e’ scritto: «… a norma dell’articolo 134 …» leggasi: «… a norma dell’articolo 128 …»
-alla pagina 1, nelle premesse, al settimo visto, dove è scritto: “per l’attuazionedelledirettive” leggasi: “per l’attuazione delle direttive
-alla pagina 180, all’art. 183, comma 10, lettera c), al quarto rigo, dove e’ scritto: «… nonche’ a tutti gli ad empimenti …» leggasi: «… nonche’ a tutti gli adempimenti …»

e via per 181 errori.

Siamo ridicoli, lo ripeto, lo siamo perché questo è il nostro Stato, lo abbiamo votato noi, chi più chi meno, ma soprattutto perché le persone siamo noi. Perché ormai abbiamo perso il senso del giusto e corretto, non ci interessa, mentre digitiamo frenetici sulla tastiera, che la virgola sia corretta o meno, che il punto ci sia o meno, che le parole, maledetto T9, siano appropriate.
Il dizionario non ci appartiene, tanto sappiamo che la maggior parte delle persone ci leggerà in maniera superficiale e non si accorgerà dei nostri errori.
E invece no: c’è uno zoccolo duro che ci crede ancora, che vuole a tutti i costi il meglio ed è disposto a darlo, anche se di mezzo gli si frappone una manica di idioti incompetenti.

 

 

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2 pensieri su “Appalti e concorsone: siamo ridicoli.

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