Le puttane

Le puttane stanno lungo la strada che porta al monastero. Non ero mai passata di là, mi sono trovata per lavoro a passarci più volte durante il giorno per diversi giorni e loro erano sempre là, lungo la strada.
Nere, vestite succinte, altre meno, lungo la strada stretta, alberata, una strada di grande passaggio, passano auto, camion, autoarticolati, è a due corsie ma si sta stretti e si fa fatica a tenere il proprio spazio se trovi qualcuno che corre forte . Nere, camminano ancheggiando, in fila indiana, a volte sparse, raggiungono da non so dove la loro piazzola, sporca di immondizia, legni bruciati, un bidone, carta, viscere umane e dignità. No, quella no.
È un corridoio senza fine quella strada, arriva da una parte lontana e finisce in una parte lontana, corrono uomini, donne, macchine, biciclette, moto e loro sono lì, ferme nelle piazzole sporche e agitano le braccia, fanno segno di fermarti, che c’è carne anche per te, ma sono una donna, non mi hai vista? e ho anche una figlia accanto, guarda bene, non tutti vanno a puttane, magari qualcuno si salva, qualcuno è fedele, qualcuno non mette il sesso sopra ogni cosa, si farà una sega, forse è meglio che andare a puttane, no?
E invece qualcuno si ferma, una macchina, due, ogni giorno qualcuno si ferma, sono uomini, hanno una macchina e la targa, qualcuno li conoscerà, ma loro si fermano nella strada stretta, in fila indiana e se ne ne fregano se dietro c’è traffico, loro devono andare a puttane e del resto quello è una sorta di bordello a cielo aperto, se solo avessero messo un parcheggio non avrebbero parcheggiato no, questa gente se ne frega anche delle regole, dei sentimenti, deve solo scopare e via e cosa importa se quella donna nera che hanno di fronte non ride, non parla, non ansima, non gode, godono loro no?
Tanto le pagano, come galline da batteria, che importa se godono? Non è compreso nel prezzo l’orgasmo, forse se lo fosse costerebbe di più, e dovrebbero anche perdere del tempo per farle godere, no, a quegli uomini bastardi conta solo il loro godimento, pochi spicci, veloci, nel prato nascosto, forse c’è anche un materasso chissà, fetido di fluidi umani, ma che importa, hanno messo il preservativo, che conta se prima c’era qualcuno, fammi godere, su, svelta, che devo tornare a casa per la cena.

Le puttane stanno lungo la strada che porta al monastero.
Vorrei potermi fermare a raccontarle quanto è straordinario l’amore.

 

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5 pensieri su “Le puttane

    • Le donne, almeno in questo caso, sono le vittime. Le chiamo puttane con un gergo che non mi è consono, l’avrai capito, per sottolineare la volgarità, lo schifo, la violenza allla quale sono sottoposte da uomini senza scrupoli. E dignità.

      • Assolutamente. Ma al di là di queste donne, mi mettono tristezza anche tutte coloro che nella quotidianità si lasciano usare, quelle sposate che tradiscono per mezz’ora di sesso, quelle che non danno valore a ciò che significa fare l’amore…

  1. Davvero mi chiedo che gusto ci provino…loro fanno un po’ tenerezza, un po’ orrore. Stessa scena anche nelle nostre strade verso il mare, giovani, vecchie,spesso straniere. Ma poi, possibile che nessuno può fare nulla?

    • un pomeriggio ne ho vista una scappare e nascondersi nel grano mentre un uomo le inveiva dall’auto.
      Non so, la prostituzione se vogliamo è anche un’arte, ci sta, io non sono bigotta su questo, ma quello che si vede nelle strade e tu me lo confermi, è un mercimonio abominevole che calpesta ogni dignità.

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