Chemiocreatico di Rosita Cupertino

Diciassette anni sembrano tanti, non lo sono quando segnano gli anni che sono trascorsi da quando ho perso la mia mamma.
Una perdita lenta, durata cinque anni, anni passati tra ospedali e cure, speranze e sconforto, dolore e serenità.
Anni in cui il cancro ha fatto la sua strada, sebbene si sia provato in ogni modo a spostarne il tiro, ogni volta con una chemio più potente, ogni volta ritornava, ogni volta lo spazzavi, ogni volta si ripresentava fino a che l’ha avuta vinta lui.
Diciassette anni fa ed ero una donna formata ma madre da un mese ed è stata dura, dura anche ora, dopo diciassette anni.

 

Rosita Cupertino

Rosita Cupertino

Rosita Cupertino con le sue opere oggi mi ha riaperto il cuore, quello che ogni tanto, spesso, chiudo, perché la vita va avanti, dicono, sì, va avanti, anche se fa fatica, molte volte.
CHEMIOCREATICO, due opere donate oggi all’Ospedale degli Infermi di Biella, realizzate con i tappi colorati dei farmaci chemioterapici: due termografie di un seno affetto da cancro.
Quando passate in ospedale, soffermatevi davanti a CHEMIOCREATICO, godete della bellezza dei colori e pensate, per un attimo a quelli che non ce l’hanno fatta.
Ma pensate soprattutto a chi, proprio per merito di quei farmaci racchiusi dai tappi ora sono qui, tra noi, a testimoniare che di cancro si guarisce.
Grazie Rosita.

Questo slideshow richiede JavaScript.

Annunci

In Busta Chiusa

Inizia oggi un nuovo ed entusiasmante progetto di Carta Resistente : In Busta Chiusa 

26 lettere dell’alfabeto, tre parole ciascuna, 26 blogger scelti dalla redazione, 26 disegni realizzati con la tecnica “Print Matters”, 26 racconti-poesie-saggi scritti tenendo conto delle tre parole a disposizione.

Ogni settimana Carta Resistente pubblicherà nel blog una busta chiusa; per aprirla basterà aprire il link e si verrà proiettati nel blog che ha scritto il testo, la busta aperta, la storia svelata.
Vi ho partecipato anch’io e ringrazio la redazione di Carta Resistente per avermi contattata per partecipare a questo progetto, detto “follia collettiva” o forse solo una grande catena di storie e vite.
La mia lettera è la Q, “quoziente, quarzo, quantità”, devo ancora fare il conto ma sarà dopo l’estate; per ora godetevi la lettera A, il primo racconto di Marco Montanaro