WRONG WAY – Femminicidio

Tra le tante cose lette sull’ennesimo omicidio in nome della “passione” e dell'”amore”, questa è quella che meglio rappresenta il mio pensiero, pensiero che ripercorrendo a ritroso il mio blog troverete molto spesso.
Non si usi MAI la parola Amore in questi casi, ma Possesso.
Chiara

Parole a passo d'uomo

femminicidio_il-manifestoIl femminicidio è il risultato di un percorso sbagliato intrapreso verso un insipido progresso che oggi omologa persino i sentimenti. Li trasforma in merce.
L’amore per cui si uccide non chiamatelo AMORE.
Chiamatelo POSSESSO.
Sì, esattamente come quello di un oggetto che avete acquistato.
Non chiamatelo “PAURA DI PERDERE LA PERSONA AMATA”.
Chiamatelo paura di perdere qualcosa che si possiede, come un oggetto.
Chiamatelo PAURA DI RESTARE SOLI.
Chiamatelo paura di perdere il controllo conquistato, su qualcuno che come il “possessore” in questione, pecca di inconsapevolezza.
Impariamo innanzitutto a chiamare le cose con il loro vero nome.
La paura, come avete notato può giocare brutti scherzi, sia che siate le vittime, sia che siate i carnefici.
E se c’è una cosa che amiamo davvero, in un contesto simile, è quella di riuscire a controllare il prossimo poiché attraverso il controllo esercitato sul prossimo ci illudiamo di riuscire a controllare noi…

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10 pensieri su “WRONG WAY – Femminicidio

  1. E’ esattamente così, la penso come te. Tutto si può riassumere in una distinzione così semplice, chiamando le cose con il loro vero nome, eppure non è affatto semplice invece trovare il modo di rendere consci di ciò ancora tante, troppe persone.

    • Forse manca l’educazione dal basso, dai bambini, nelle scuole.
      Forse noi genitori andiamo troppo di fretta.
      Perché una falla nell’insegnamento c’è, se no non si spiegano questi adulti malati

      • Manca, credo, un’educazione ai sentimenti. A riconoscerli, a canalizzarli nel modo giusto. Il vedere una donna come un oggetto da possedere è anche una questione culturale ancora, purtroppo, ma la rabbia e il gesto estremo derivano dalla troppa paura di restare soli e sentirsi persi, dall’incapacità di bastare a se stessi, dal terrore di non avere il proprio modo sotto controllo.

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