Perché ti chiami così? (Come nasce il nome del vostro blog)

Come nasce il nome del vostro blog? 

Questa mattina ho ricevuto la quotidiana mail di “Una parola al giorno.it(ne ho scritto qui, qualche mese fa), un bel progetto che racconta le parole, parole di uso quotidiano o inconsuete, desuete, moderne o inventate.
Un dizionario dei sinonimi, stimolo a non fermarsi a “fare e dire” ma a costruire nuove emozioni in parole. Chi usa a suo agio le parole è giocoliere di parole, ed è bello leggerli.
Altri meno, forse poco inclini a sperimentare.

La parola spiegata, studiata, analizzata di questa mattina di  Una parola al giorno.it  è
SQUARCIARE

“La parola del giorno è

Squarciare

[squar-cià-re (io squàr-cio)]

SIGN Lacerare ampiamente e con violenza

dall’ipotetica forma del latino parlato [exquartiare], derivato di [quartus] ‘quarto’, propriamente ‘dividere in quattro’.

È chiaro: siamo davanti a una parola di violenza rara, e il fatto che sia comune richiede un uso particolarmente consapevole.

La sua radice è la stessa di ‘squartare’; ma mentre questo ha conservato il significato di spaccare in quattro ed estensivamente di fare a pezzi, squarciare è passato a significare più specificamente un lacerare ampio e violento. Significati parimenti cruenti, ma piuttosto diversi.

Sorvolando sui casi d’uso più spiacevoli, se non atroci (che comunque sono fin troppo consueti), si squarcia il sacchetto di biscotti che tentavamo di aprire con discrezione, il vento squarcia le nubi nere e compatte rivelando un cilestrino abbacinante, l’incontro inaspettato squarcia la noiosa routine. Come dicevamo, oltre ad essere caratterizzato da una violenza suprema, da un’ energia senza pari, l’atto dello squarciare comunica anche un’ampiezza del tratto tale che non permette ricuciture o guarigioni – volentieri in senso figurato e iperbolico. Ciò che viene squarciato non potrà più essere come prima.

Una freccia importante al nostro arco, capace di dare al discorso una forza descrittiva meravigliosa, a volte tremenda.

* * *

Grazie a Federica per il suggerimento!

A domani, con la parola del giorno!”

Interessante!
Squarciare, squarci, è parte del titolo del mio blog. 
È affascinante pensare a quanta potenza abbiano le parole: squarciare, un’apertura che non si può ricucire, uno strappo violento anche: “Ciò che viene squarciato non potrà più essere come prima”

Ho scelto il nome di questo blog pensando ad una voce che rompesse il silenzio di cui spesso portiamo il peso, non certo pensavo a cambiamenti radicali.
Ma sono contenta della definizione che Una parola al giorno.it ha dato; rende la potenza, la forza, il nucleo intorno al quale ruota l’universo.
E io, noi tutti, con lui.

Così mi viene da chiedervi: Come nasce il nome del vostro blog? 

Chiara

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34 pensieri su “Perché ti chiami così? (Come nasce il nome del vostro blog)

  1. Nel mio caso è molto semplice: Orso Chiacchierone è il nome che mi hanno dato agli scout, una sorta di nome indiano basato sulle mie qualità e sul mio aspetto.
    Il mio blog è il posto in cui mi riparo, mi rilasso, in cui vivo e ospito chi vuole leggermi.
    È semplicemente la mia tana, la tana dell’Orso Chiacchierone!

  2. Nel mio caso è un po’ una cretinata… Amavo molto una persona, a cui avevo dato affettuosamente il soprannome di “scintilla” essendo questa un tipo molto attivo, energico, solare. Poi non è andata bene, e siccome la scintilla è un elemento collegato al fuoco ho pensato di dare un nome al blog che andasse in contrasto con questo elemento. E da qui “Pirofobia”, paura del fuoco. In realtà non ne ho paura, anzi, mi affascina molto. Ma visto che il mio blog raccoglie i ricordi legati a quella persona con cui è andata a finire male ho pensato di legare il fuoco (elemento positivo, la persona che amavo) alla paura (elemento negativo, legato al mio errore). Semplice e stupido 🙂

  3. Quando ho apero il blog la mia intenzione era quella di raccontare storie e “Bloggastorie” mi sembrava il nome più indicato. Lo faccio a modo mio, spesso con molta sintesi, a volte giocando con le lettere come nei blogst it, altre (poche) con narrazioni “fantastiche”.
    Le parole hanno sempre dietro una storia e mi piace scrivere pensando che chi legge magari ne farà una storia diversa…almeno per adesso 😉
    Un forte abbraccio 🙂

    • Il nome del tuo blog è molto evocativo e riporta quello che tu stessa spieghi.
      I blogs it sono molto efficaci; il mio plauso va alla tua sintesi, talento di cui io sono esente (nota per essere prolissa )
      Un abbraccio a te e buon fine settimana 🙂

  4. Esso è nato da un’idea mentre ero in giro per Milano e mi è venuto in mente di condividere un evento capitato in autobus! Da li l’idea iniziale, poi evoluta e cambiata, col tempo

  5. Forse è banale, non so, ma essendo un blog dedicato all’arte in ogni sua forma espressiva, ho scelto il titolo ‘Gli occhi di Nora’ in rimando ai miei occhi ovviamente, che sono la parte che più amo di me, in rapporto alla mia sensibilità, unico strumento e unici occhi che l’uomo ha per guardare e comprendere, appunto, l’arte 🌸

  6. Il mio è nato da un gioco di parole. Le mie iniziali del mio nome e cognome sono M M. Quindi sarei “m al quadrato”. Ho deciso di unire le tre parole in un’unica parola “malquadrato”. Mi piaceva il fatto che richiami “mal quadrato” e che quindi ci sia qualcosa che non va, qualcosa di strano, che descrive un po’ come sono io. Quindi ecco “Malquadrato ai fornelli”. Malquadrato sono io, i fornelli la mia passione che voglio condividere con gli altri 😊

    • Io te lo dico: le storie che raccontate sono davvero originali; non c’è nulla di buttato al caso tra i blog, ma si presuppone uno studio, una ricerca, una motivazione.
      Complimenti 🙂
      (ora vado a girare tra i tuoi fornelli )

  7. La prima volta che mi sono innamorata, un giorno di primavera siamo saliti su questa collina, chiamata il Bricco Lu. L’erba era alta e verdissima, intorno i cipressi si piegavano al vento fortissimo che soffiava quel giorno. Siamo rimasti lassù a giocare, non sentivamo nè vedevamo nulla, e, in quel vento, sembrava anche il tempo si fosse fermato.

  8. Anch’io seguo Una Parola al giorno, è interessante.
    Quanto al nome del blog, lo spiego proprio in una pagina apposita. Tutto nasce dal mio “amore” per Rimbaud e da una sua poesia che mi ispira sempre in modo particolare Ma Bohème appunto, l’evocazione del vagabondare. Da qui l’idea che la scrittura sia un peregrinare nell’esistenza in genere, non solo nella mia, alla ricerca di orientamenti, che ricordi una strada, non necessariamente lineare, da percorrere proprio come un bohémien registrando in parole emozioni, fatti, idee e che nel cammino intrapreso ci si possa inebriare di vita e di parole.
    Primula

  9. Prima di creare il mio angolo virtuale c’ho pensato su parecchio, ero assai indecisa, non mi sentivo pronta, all’altezza, non sapevo se mi avrebbe letto qualcuno e soprattutt perché avrebbe dovuto farlo. Io non sapevo di cosa parlare in realtà,non avevo una categoria in cui sentirmi me stessa creando un blog di settore (moda,trucco,arte,libri,attualità…) e fu così che optai per “E se ti dicessi che”: io sapevo solo che avrei voluto scrivere per gli altri e me stessa, condividere e migliorare ma non sapevo di cosa avrei parlato; così mi dissi che lo avrei deciso di volta in volta. “e se ti dicessi che” è lo spunto,la miccia da cui parte il tutto. Un po’ come se ogni volta che aprissi WordPress io iniziassi i post con “e se ti dicessi che… oggi si parla di questo?!”. È un invito alla lettura,discussione,allo scambio di chiacchiere semplici e spensierate o anche più impegnate e soprattutto per me è un invito alla scrittura: del tipo,non importa su cosa, ma ricorda,scrivi!
    È andata un po’ così 😀

    • Ringrazio anche te per il tempo dedicato a raccontarmi la storia del nome del tuo blog.
      Mi affascinano le storie e oggi me ne avete regalate tante. Soprattutto mi piace che ogni blog ha avuto una nascita pensata, legata ad un attimo, un pensiero, un’intenzione, nulla di lasciato al caso.
      Grazie e buona notte 🙂

      • È stato un piacere rispondere!
        È vero, ogni blog nasconde una storia dietro il proprio nome,ho letto i commenti ed alcuni sono davvero affascinanti! Brava che hai avuto l’idea di domandare, hai dato il via a commenti speciali.
        Buona notte a te 😉

  10. Che bello il tuo post 👏👏👏👏 Partecipo pure ioooo!!! La mia risposta è semplice e rapida. LA DIMORA DEL PENSIERO: non riuscendo mai a smettere di pensare, tranne quando dormo, e non potendo o volendo esternare tutto ciò che mi passa per la mente, mi vivo come una DIMORA silenziosa del PENSIERO . 😘

    • Mi piace l’idea che tu sia un luogo per i tuoi pensieri, so che li sai accudire per bene.
      Qualche volta però è bello quando si spegne il pensiero, vero? La mente si rilassa, le spalle si distendono, il cuore si placa.
      Buon fine settimana

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