Affinità

affinità

Avrebbe potuto piovere, lo so. Il cielo oggi sconfinava tra nuvole tempestose e limpido azzurro e non se ne capiva l’umore. Fu un il vento a decidere, lo fa quando non possono le decisioni umane.
Ci incontrammo dentro ad un desiderio, affacciato alla porta senza neppure un saluto; fu come ogni volta un riconoscersi, senza vedersi, toccandosi piano la pelle, il tatto tra tutti il senso più acuto e vigile.
Alle volte non ti capaciti di come corpo e anima siano un respiro solo.
Avrebbe potuto piovere, l’ho detto, ma restò il vento a fare da strada ai nostri passi. Nello srotolarsi del giorno ci scambiammo anelli ricamati di parole, desideri cuciti al presente, un filo d’aria tra i nostri nomi, un pacco da scartare, uno già scartato, omesse le promesse che non servono mai, le promesse sono di chi si perde, non di chi si trova.

Avrebbe potuto piovere, così come avrebbe potuto non sorgere il sole mai.

E invece il sole venne, tra filamenti d’oro intinti d’inchiostro.

Chiara 

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11 pensieri su “Affinità

  1. altro notevole affresco (il vento dev’essere di bora o tramontana). mi piace soprattutto il cielo a “sconfinare” e in ogni caso se alla fine qualcuno “venne”, beh, nonostante tutti i condizionali, godimento ci fu. sole o in compagnia.
    : ))))

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