Billy Lee, bambole inquietanti.

Lost, Forgotten, Abandoned , Displaced, Decayed, Neglected, Discarded, Disrepair

Billy Lee è un artista giapponese che realizza foto collage.
Impressionante il suo album dedicato a vecchie bambole, rose dal tempo, dall’umidità, dall’incuria.
Spaventano ed inquietano, ricordando film dell’orrore.
Qui i collage di Billy Lee.

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Il mio mestiere di restauratrice di bambole mi porta spesso a trovarmi di fronte teste rotte, occhi staccati, sporco sedimentato. Ma nessuna inquietudine da parte mia, anzi, le teste rotte sono la mia vera passione!
Qui le bambole restaurate da me, Chiarartè.

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Chiara

Link utili
La pagina facebook di Billy Lee https://www.facebook.com/billy.lee.71271466
Il sito del mio lavoro Chiarartè http://www.chiaraarte.it/
La pagina facebook di Chiarartè https://www.facebook.com/Chiaraarte/

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6 pensieri su “Billy Lee, bambole inquietanti.

  1. A qualcuno piace l’orrore gratuito. Non basta quello che succede ed è successo anche da noi, o poco lontano da noi.
    Vedo che fai proprio dei bei lavori, anche se non sono un intenditore di bambole.
    Complimenti.

  2. Sono d’accordo con te, mostrare e giocare con la paura e l’inquietudine è un buon modo per lasciarsi alle spalle quelle sensazioni stesse. A me capita di farlo con le parole, scrivendo racconti che parlano di ciò che mi spaventa e che, d’improvviso, sembra essere meno terrificante, meno aggressivo 🙂 Ad ogni modo adoro i collage di Billy Lee, li trovo meravigliosi e ben costruiti. Complimenti però a te che sfidi una delle più grandi fobie dell’uomo riattaccando i cocci di meravigliosi esemplari di bambole!

    • Sai una cosa? Restauro bambole da tempo ma solo ultimamente mi sono accorta, come dice tu, che sono una fobia per alcuni, e non pochi. Non capisco come sia possibile, io anzi mi sento attratta verso questi volti così forti e simili ai bambini. Pensa che addirittura le teste in cera (di cui ho messo una foto) venivamo fatte somiglianti al figlio morto, o per ricordo e i capelli sono spesso veri. Beh, per me è un lavoro bellissimo.
      Quello che dici sulla scrittura ti fa onore, mettere in campo se stessi per comprendere è una buona terapia.
      Di questi tempi si trovano nel web tanti blog di persone malate di cancro, o vittime di cocenti delusioni o depressioni e gli stessi blog vengono usati come terapia verso la guarigione.
      Grazie e buon pomeriggio 🙂

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