Espresso book machine

Il mercato dei libri subisce continui scossoni: la mancanza di lettori, la mancanza di contenuti, la predominanza delle grandi case editrici e il pullulare di piccole case editrici o pseudo tali (più volte associazioni travestite da).
Il lettore forte non si lascia traviare ma il piccolo lettore, quello dei due o tre libri l’anno, o il lettore occasionale, quello del “compero il libro – 50 sfumature di grigio –  perché lo leggono tutti” (e poi lo lasciano sul comodino alla terza pagina) vengono travolti da questo fiume in piena di editoria e carta stampata, senza conoscere la direzione.

Ma a me, del piccolo lettore, importa poco; lo lasciamo ai grandi network, alla pubblicità, a Domenica in e all’influenza dei like sui social.  Io mi interesso del grande lettore, del lettore seriale che spesso inizia una caccia al tesoro per trovare quel raro testo mai più ristampato, quel libro di cui ne sono state stampate 1000 copie e di cui non c’è più traccia nelle librerie. Certo ci sarebbe la biblioteca, ma spesso il forte lettore è anche possessivo e il libro vuole che sia solo suo.
Il problema del fuori catalogo spesso paralizza un lettore, perché rende vana ogni sua ricerca se non nei mercatini dell’usato, in una smania che solo raramente trova pace.

Espresso book machine è un innovativo processo di stampa di libri che può venire in soccorso a situazioni del genere. Dal sito di Promedia che in Italia si occupa della sua distribuzione: “ L’Espresso Book Machine è un impianto di stampa e legatoria installato presso una libreria o biblioteca, capace di produrre in pochi minuti un libro.”espresso book machine

A tutti gli effetti è una macchina che, utilizzando un particolare software (Espressnet) converte file in libri nel tempo di pochi minuti. La stampa è di livello medio, ma ha una buona rilegatura, pagine a colori e copertina morbida.
Si rivolge a case editrici che, invece di gestire magazzino, trasporto, resi e l’inevitabile fuori catalogo, possono lasciare il loro libro in un catalogo online da stampare su richiesta del lettore. A tutti gli effetti un ebook che diventa cartaceo.
Le macchine che stampano libri sono 100 in tutto il mondo, una sola in Italia presso il Mondadori Store in piazza Duomo. Questo effetto capillare di diffusione delle macchine stampanti di libri permette all’editore di distribuire il file del suo libro in tutto il mondo, così da poterlo ritrovare stampato in Giappone come in Russia.

 

mondadori espresso book machine

Il sistema è semplice: la casa editrice concede i file dei libri in catalogo (potendo così tenere un catalogo sempre aperto); il cliente arriva il libreria, cerca il suo libro e con pochi passi, è pronto per essere stampato.
Il costo è medio basso, visto che come detto prima, la qualità è media, ma il risparmio di tempo e ricerca per l’utente è tutto ripagato.
C’è poi tutta una categoria a parte, quella degli autori senza casa editrice: questi possono evitare le pseudo case editrici che promettono editoria a pagamento, caricando direttamente i propri file su Espresso Book Machine, effettuando una vera pubblicazione on demand.
Il sistema viene anche usato per stampare tesi, libri di cui si vuole avere solo una copia.
Qui il link di Book on Demand, con l’intero catalogo di 7 milioni di titoli pronti per essere stampati e eventuali richieste per libri rari o introvabili. http://www.mondadoristore.it/book-on-demand

Insomma, un sistema dinamico e economico per ritrovarsi tra le mani il libro agognato.
Per ogni info in Italia il sistema è gestito da Promedia (qui scarica la brochure informativa) 

Chiara 

 

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20 pensieri su “Espresso book machine

  1. Chissà se la Mondadori si deciderà a stampare o far ristampare Il popolo dell’autunno di Bradbury. Nell’ormai lontano 2009 volevo regalarlo ad una ragazza ma non potei per il fuori catalogo… e la cosa si è ripetuta piú volte!

  2. Non ho mica capito, in realtà. Se come utente ho un libro cartaceo fuori edizione non posso ristamparlo. Se l’editore ha un file (ebook) allora è già oggi disponibile digitalmente. Se voglio il libro cartaceo, ma ho solo il file, lo posso stampare (vedi blurb, ect..) su qualsiasi carta e formato di alta media o bassa qualità – dipende da quanto voglio spendere. Avendo acquistato il file (ebook) e stampandoselo per sè (non è quindi ulteriormente vendibile) non vedo problemi. Ma nemmeno novità. .. Credo mi sfugga in realtà qualcosa. Forse il tempo di attesa? Ma un libro di 600 ppgg mica lo faranno al volo, no? Boh!

    • La novità sta nel fatto che puoi farlo fisicamente, senza spese di spedizione, intendo se vivi a Milano.
      Vai, porti il tuo libro o scegli quello che c’è, stampi (credo qualche giorno) e torni a riprenderlo.
      Per quello che ho letto, sono libri scannerizzati, salvati in pdf e pronti per la ristampa, quindi non veri e propri file originali. Inoltre, se vuoi un libro non presente puoi richiederlo e se possibile, verrà scannerizzato e stampato.
      Tengo a precisare che non ho provato la stampa, quindi le mie sono informazioni prese dai link che ho citato.

  3. Molto interessante è la proposta promedia rivolta agli editori. Per quanto riguarda l’offerta Mondadori mi sembra un modo per farci su qualche soldo. La maggioranza delle piattaforme di selfpublishing sono gratuite sia per formato ebook, sia per il print-on-demand. E’ vero che sono quasi tutte americane e che quindi più complicato per un autore italiano a ottenere visibilità ma come un vero selfpublishing non costa nulla. Al limite il puro costo del libro cartaceo. Se osserviamo i prezzi di Mondadori si va da un minimo di 39€ a un massimo di 254€. Solo per avere in esposizione il libro? Boh! Mi pare una idea furba per spremere dei soldi alla vanità degli autori.

    • Io la vedo come una cosa utile per gli editori e per trovare un libro raro di cui si è persa la ristampa.
      L’autopubblicazione è, come dici bene, un’aggiunta tesa a colmare questo desiderio mai così pressante, di vedere pubblicato il proprio libro nascosto nel cassetto, appunto un’idea furba che cavalca l’onda del “siamo tutti scrittori”. ( mi permetto di scrivere “siamo”, solo perché scrivo su questo blog. Per il resto, non sono scrittore)

      • Come idea per i libri fuori catalogo è ottima, quindi per gli editori è utilissima. Per gli scrittori della domenica – così mi ritengo – serve solo per farsi spennare un po’ meno dagli pseudo-editori.

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