Rete al femminile Biella. INAIL: breve vademecum (Chiara)

Anni fa mi sono ritrovata a dover affrontare un importante contenzioso con l’ente Inail, per una errata attribuzione della tariffa premio. L’aiuto di Susanna Rovere, consulente del lavoro, mi è stato prezioso, tanto che ora la mia attività di restauro ha una sua categoria e un premio congruo all’attività.
Oggi, nel blog della Rete al femminile di Biella per il quale scrivo, Susanna Rovere risponde alle mie domande su Inail.
Qui il link del post INAIL: breve vademecum con i consigli di una consulente del lavoro (clicca qui) 

E voi, impavidi liberi professionisti, come ve la cavate tra tante tasse, balzelli e doveri e i pochi diritti?

Chiara

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8 pensieri su “Rete al femminile Biella. INAIL: breve vademecum (Chiara)

  1. È possibile rispondere “stendiamo un velo pietoso”? Pur facendo autocritica spietata, non posso far a meno di constatare quanto lo Stato italiano, per mezzo di leggi, leggine, tasse, balzelli e burocrazia, ce la metta tutta a soffocare la PMI e i liberi professionisti. Abbiamo bisogno tutti di un avvocato e di un commercialista a testa. Peccato che i suddetti non amino molto la “fatturazione” delle loro prestazioni. Probabilmente un consulente INAIL è un’ottima alternativa. 🙂

    • Susanna Rovere non è consulente Inail, ma si intende di lavoro e suoi accessori e è stata davvero brava a farmi uscire dal buco nero nel quale ero precipitata; senza di lei non avrei vinto il contenzioso e forse avrei anche chiuso l’attività perché non avrei sopportato il costo esorbitante richiestomi. Devo dire che ho accettato di mettermi in gioco, ho accolto a sorpresa il sopralluogo di un ingegnere mandatomi dall’Inail stesso, che per un giorno intero ha controllato i miei strumenti di lavoro, le varie fasi, le condizioni e con tutti i dettagli ha determinato una giusta tariffa. Molto spesso si tende a non mettersi in gioco per paura di avere qualcosa non in regola.
      Comunque dici bene, lo stato italiano non ha rispetto per le PMI.

      • Un ex compagno di scuola di mia figlia ha aperto di recente una panetteria. È già indebitato fino all’osso. Ancor prima di cominciare a produrre e vendere, lo Stato lo ha spolpato ma, udite udite, dieci giorni dopo l’apertura ha ricevuto la visita della Guardia di Finanza. Aveva emesso sì e no 500 scontrini tra 0.90 cts e 3 euro. Da piangere. 😦 Ciao Chiara. 🙂

          • In compenso fanno mettere le toppe ai pantaloni. Ma poi si vantano, ipocritamente, di quei giovani che vanno all’estero trovandovi la possibilità di esprimere il loro talento. Come se ce li avessero mandati loro, sostenendoli, finanziandoli, supportandoli. E quell’altro strombazza: “Siamo un Paese solido.” Confindustria e Banche, di sicuro lo sono, con il silenzio-assenso dei Sindacati.
            Vabbè scusa non volevo finire alla politica. Stomacato, avevo deciso di disinteressarmene del tutto. 🙂

  2. Ma secondo te uno Stato degno di questo nome deve costringere i professionisti a rivolgersi a dei privati per risolvere i problemi? O sei tu Stato che mi devi mettere in condizioni di lavorare e di spiegare e anche no, suggerire cosa è il meglio per me? Poche tasse, chiare, ed espresse in un linguaggio semplice sarà mai possibile averlo?
    Ci rendiamo conto che mettono in difficoltà anche chi non vuole evadere ed essere corretto? Per chi inizia, beh… è un torno a lotto: peggio che andare sulla luna…

    boh…io sono a dir poco schifata di questo stato di cose, davvero…

    • Se non mi fossi rivolta ad una professionista non avrei ottenuto quello che: ragione. È questo che mi fa arrabbiare di più: l’ente INAIL è partito dal presupposto che io dovessi pagare la massima tariffa per gli artigiani, intendi gli edili, quando basta un attimo di buon senso per capire che una artigiana che lavora con pennelli e carta a vetro non compie le stesse azioni rischiose di un muratore su trabatelli e impalcature! Da sola non ce l’avrei mai fatta. E sì, fa rabbia, tanta.

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