Verrò di notte

notte

Verrò di notte a rubarti l’amore, mon coeur, quello che chiuso hai nel petto.
Inciderò piano, la mano entrerà lenta, a piccoli morsi ne staccherò i fili che caparbi lo ancorano. Soffermarmi tra gli occhi e la bocca può essere fatale, nel tremore della mano potrei tagliare l’aorta, devo fare attenzione, l’emozione pulsa nelle vene. È la tua pelle che mi frega, non occorre toccarla, mi basta pensarla. Chiudo gli occhi, mi basta l’odore, lo riconosco il tuo amore, lo sai? E non mi chiedere di cosa sa, non saprei raccontarlo, sa di quello che è stato e quello che è, sa del ventre fecondo, il divano, la mano, del bacio, le labbra, sa e non so dire, sa e lo comprendo, basta viverlo, cosa mi chiedi, taci.
Taci e dormi nel mentre ti rubo l’amore, non sono una ladra, è che quell’amore è mio, mi appartiene, e senza sono monca, amputata, zoppico, mi vedi? E non farti ingannare da chi dice che sono le ossa che non vanno, è che mi manca la mia parte d’amore. Che hai tu.

Chiara

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