Pazienza

Entrare in rete è un azzardo: restarvi è da dementi. Più di un bar, un luogo di lavoro, un centro commerciale, la rete è un tutto che avviluppa. Strangola anche un po’, diciamocelo. Altre allevia, rinfranca, fa sorridere ed è per questo che nonostante tutto restiamo.

E tacciamo, talvolta, per il quieto vivere, per non sprecare tempo ed energie dietro a fatti e persone negative.

Non ho mai ricevuto in dono un fallo nei messaggi privati e spero di non riceverlo mai, ma mi è successo ben di peggio, secondo i miei metri di paragone, in questi anni di permanenza nel web.
Ho quasi sempre detto “pazienza”, tacendo, per non perdere tempo, ritenendo il tutto stupidaggini infantili;  ma forse, sapete cosa vi dico? Ha ragione Camilla.

Zelda was a writer in “Colti in fallo” (leggi il post) 

Chiara

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30 pensieri su “Pazienza

  1. Pericoloso chiedere misure estreme perché portano facilmente alla censura culturale. Proprio culturale ritengo il problema in questione: internet non è un’occasione meravigliosa, è piú paragonabile, se vogliamo, ad una piazza, una strada, una casa. Si direbbe che una piazza è un’occasione meravigliosa?

  2. Eh, si stare sul web, nei social in particolare può essere rischioso. Sono a conoscenza di storie fuori dal mondo….
    Comunque…
    A me non è mai capitato niente di grave tipo molestie o altro che potessero in qualche modo nuocermi o disturbarmi
    Solo fatti curiosi quando qualcuno, ad esempio, mi ha scritto proprio: “scusa non mettere più -mi piace- perché mia moglie si ingelosisce…) O_o
    ….
    Internet è il mondo…il mondo è fatto di persone che, tutto sommato, tengono di base gli stessi atteggiamenti sia nel virtuale che nel reale…

    buona giornata
    .marta

    • Sono io la prima a dire che tra virtuale e reale non c’è differenza alcuna. Solo che questo caso di cui tratta Zelda, riguarda un atteggiamento online e lei cerca di trovare delle soluzioni online, che in parte sono diverse se i fatti accadono di persona.
      beh, i fatti curiosi sono svariati, ma quando cominciano a violare la libertà, allora non sono più curiosi.
      Bacio di compleanno, in attesa della soluzione 🙂

  3. È fuori discussione che voi donne siate esposte a tali distorsioni dell’uso della rete. Esistono metodi efficaci per porre fine che, ovviamente, passano per l’autorità giudiziaria. Ciò, mi rendo conto, espone a una forma di pubblicità che non sempre si riesce ad affrontare con “coraggio” e porta in qualche modo a passare oltre. Mi spiace dell’accaduto. Mi spiace che esistano imbecilli di tal fatta. Mi spiace che un mezzo di comunicazione così potente (molto di più e ben diverso nelle dinamiche, dalla “piazza” evocata da Ysin), sia svilito così. Il punto è che c’è gente che pensa che l’essere presenti su piattaforme di comunicazione, preveda l’abolizione prima della privacy e della dignità altrui e poi del proprio decoro. Ciao, Piero

  4. Problema serio, e il tono di questo fervido scambio di commenti è la risposta più potente che possiamo dare agli idioti, virtuali e no, prendendoci per mano.. Anche in rete, come là fuori, ci sono persone, uomini, donne..animi..opinioni.. Un bellissimo post!

  5. ti riporto il commento che ho lasciato da Zelda, lo ritengo appropriato…

    il web è proprio coma la piazza di Colonia, affollata da quella varia umanità fatta di bellezze, utilità, attività ludiche e becerume. Non sono in grado di consigliare o meno la denuncia, come tu stessa hai scritto, mi auguro la polizia postale investa mezzi ed energie per perseguire pedofili, terroristi, ecc. ecc. Nel caso ci si imbatta in calunnie e diffamazione è meglio rivolgersi a un avvocato e sporgere querela.

    • È un commento pertinente e vero. Però posso dirti che la polizia postale segue anche casi di calunnie e diffamazioni sulla rete,sono competenti e adatti a quel ruolo. Il passaggio da un avvocato è molto più complicato, dispendioso e molto spesso l’avvocato non conosce la fitta rete del web, le dinamiche sottese, cosa che invece la polizia postale sa.
      Saranno poi loro, in seconda battuta, a consigliare un avvocato, qualora comprendano non sia di loro competenza.

      • sai Chiara… ho un figlio avvocato, una nuora avvocato e pure un altro figlio magistrato, sei così convinta che la polizia postale sprechi tempo e risorse per indagare su un coglione che manda una foto sconcia per scherzo o goliardia da birra???

        • Apperò, che famiglia 🙂 A proposito di quella foto: chi ti assicura che sia davvero solo uno scherzo? Che non si celi sotto una figura più complessa, perché no un maniaco. Sai bene che molto spesso i pazzi hanno una parvenza molto normale. E chi più della polizia postale ha le carte in mano per capirlo?
          L’avvocato ti difende,ma non fa le indagini.
          Ho imparato leggendo nel web e a mie spese, che uno scherzo non è mai fine a se stesso, ma porta dietro condizioni ben più complesse ed articolate.
          Detto ciò, alla fine, che sia un avvocato o la polizia postale, se qualcuno si comporta in maniera che troviamo disdicevole,offensiva, minacciosa per noi e per la nostra libertà, sappiamo di avere a portata di mano gli strumenti per agire: sta a noi decidere come e se.

  6. Su internet c’è tutto. Come nel mondo. Anzi internet non è nient’altro che un mondo, con una possibilità in più: nascondersi (che se ci pensi però…avviene anche nel mondo reale). Mi dispiace che tu abbia avuto noie… E mi dispiace che tu abbia scritto questo post, perchè ciò vuol dire che queste “noie” ti hanno toccato… Un abbraccio chiara…

    • Non ho mai fatto distinzione tra reale e virtuale, anzi. Solo che in questo specifico post si parla di offese, violenze, volgarità, quali che siano in base alle nostre percezioni, avvenute tramite web. Un tentativo di capire come comportarsi. Un abbraccio grande

  7. la rete offre la parvenza, l’illusione se vogliamo (finte)
    dell’anonimato e del tutto è possibile, compresi pruriti più o meno bassi. Anche io ho assistito a episodi molto spiacevoli in questi anni, qualche minaccia, un plagio, piccoli episodi di poca importanza.
    Nulla che abbia suscitato la necessità di interpellare la polizia postale , però non fatico a credere che in alcuni casi il limite si sia davvero oltrepassato.
    Un caro saluto Chiara, solidale ovviamente
    🙂

  8. Pingback: Non si può fare finta di nulla | squarcidisilenzio

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