Il salotto letterario di Juliette Recamier

Il lavoro di restauratore è un lavoro molto pratico, fatto di manipolazione: colla, stucco, solventi, colori sapientemente dosati, portano al risultato.
Se però così fosse, sarebbe limitativo; ogni oggetto infatti ha una sua storia che parte dalla materia fino al marchio della manifattura; dal soggetto rappresentato fino al ceramista che lo ha realizzato.
Restaurare un oggetto comprende quindi anche studiarne la storia.

Così è successo con la statua in porcellana bianca con particolari in oro zecchino, firmata Capodimonte,  Madame Recamier inciso in pasta nella base.recamier chiararte

La posa suggestiva della figura e il suo nome inciso nella base, mi hanno spinta a ricercare le fonti.
Jeanne Françoise Julie Adélaïde Bernard, nota come Juliette Récamier o Madame Récamier (Lione, 3 dicembre 1777-Parigi, 11 maggio 1849), fu una famosa salottiera francese nell’epoca del Direttorio e del Primo Impero. (da wikipedia)
Juliette, figlia di banchieri, viene data in sposa a Jacques Recamier, anziano banchiere, di trentanni più vecchio di lei, con il quale ebbe una relazione affettuosa e platonica. Giovane donna, attraente e spigliata nei modi, il gusto di vestire alla greca, con abiti semitrasparenti di mussola bianca, il piacere per la musica e il ballo, creò nel suo salotto il ritrovo di una società di elitè intellettuale e politica.
Nel 1800 commissionò a Jacques Louis David (1748-1825) un suo ritratto. Jacques la ritrasse seduta su di un divano di stile Impero, le vesta leggere, il capo reclinato. La giovane dama aveva fretta di vederne la realizzazione, ma l’artista voleva invece seguire il suo estro: fu così che il quadro non venne mai ultimato e la sua prima apparizione pubblica fu l’esposizione al Louvre nel 1826, incompiuto.

Madame Recamier - Jacques Louis David- Museo del Louvre-Parigi

Madame Recamier – Jacques Louis David- Museo del Louvre-Parigi

La figura di Juliette è rappresentata di schiena con il capo voltato; lo sfondo è essenziale, colmato solo da un candelabro: questi dettagli riconducono alla purezza estetica di gusto neoclassico, con un senso virginale ed idealizzato della figura femminile.

Molti furono gli artisti che decisero di copiarne i tratti
Francois Pascal Gerard (Roma 1770. Parigi 1837)

Madame Recamier - Francois Gerard

Madame Recamier – Francois Gerard, Musée Carnavalet

Firmin Massot (Genova 1766- Genova 1849)

Juliette Recamier, Firmin Massot,Musée des Beaux-Arts - Lyon, Rhône-Alpes

Juliette Recamier, Firmin Massot,Musée des Beaux-Arts – Lyon, Rhône-Alpes

Joseph Chinard (Lione 1756-Lione 1813)

Madame Recamier, Joseph Chinard

Madame Recamier, Joseph Chinard

Scorrendo su google immagini “Juliette Recamier” potrete trovare tantissime versioni, fino a quella surreale di Renè Magritte “Perspective”, dove al posto di Juliette è dipinta una bara, segno della fallacità dell’eternità della bellezza.

Perspective- Renè Magritte, Bruxelles

Perspective- Renè Magritte, Bruxelles

Il salotto di Juliette  divenne  il fulcro dell’opposizione al regime di Napoleone Bonaparte, tanto che la dama venne esiliata da Parigi ove vi tornò solo alla fine dell’Impero, nel 1819;  e di nuovo diede vita al suo salotto letterario.
Morì nel 1849 di colera e venne seppellita nel cimitero di Montmartre

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Quanta bellezza vero dentro ad una storia?
Quello che può parere un semplice lavoro artigiano, molto spesso di questi tempi snobbato per lavori d’ufficio, è invece una fucina di conoscenza.

Chiara

Link utili
La pagina Wikipedia su Juliette Recamier https://it.wikipedia.org/wiki/Juliette_R%C3%A9camier
Il blog Viadellebelledonne con la storia della vita di Juliette, l’angelo fatale https://viadellebelledonne.wordpress.com/2011/06/27/l%E2%80%99angelo-fatale-di-chateaubriand-juliette-recamier/
La pagina del Museo del Louvre con la descrizione del quadro di David http://www.louvre.fr/en/oeuvre-notices/madame-recamier
Il sito del mio laboratorio di restauro Chiarartè http://www.chiaraarte.it/
Il video che parla di me e del mio lavoro

 

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10 pensieri su “Il salotto letterario di Juliette Recamier

  1. CARA CHIARA,
    LA TUA RICERCA E’ MOLTO INTERESSANTE ED E’ EVIDENTE CHE, NEL TRATTARE UN OPERA E’ BELLO CONOSCERNE LA STORIA, MA E’ ANCHE FRUTTO DI AMORE PER IL PROPRIO LAVORO QUALE CHE SIA. LEVI HA SCRITTO CHE AMARE IL LAVORO -PRIVILEGIO DI POCHI- COSTITUISCE LA MIGLIORE APPROSSIMAZIONE ALLA FELICITA’ SULLA TERRA.
    TU SEI UNA PRIVILEGIATA. BUON WE. antonio

  2. Dietro un semplice lavoro di artigianato c’è la conoscenza degli strumenti che si usano, studio, fatica e creatività, nonché la storia di un paese che era l’eccellenza in questo settore…e che sta scomparendo. Come tu ben saprai, molti artigiani silenziosi operano al posto di artisti che non sanno da che parte si incomincia a muovere le mani. Quindi se improvvisamente scioperasse chi la materia la conosce e la sa gestire, sai quanti artisti famosi rimarrebbero in sosta forzata 😉

    Io credo che di questo secolo rimarrà poco e niente artisticamente, vuoi per la poca conoscenza dei materiali che si usano, vuoi per le forti pressioni economiche che di artistico hanno poco e nulla. Quindi consolati Chiara : il prodotto artigianale sarà l’unico ad uscire indenne e a sopravvivere per meriti propri.

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