Una parola al giorno.it

…leva il medico di torno? Forse no, ma almeno lenisce l’ignoranza e incrementa la conoscenza.
Il nostro vocabolario, è risaputo, è ricco di vocaboli (all’incirca 125.000) che forti della sintesi tra mail e messaggi, stiamo miseramente perdendo ( ne usiamo in media dai 1000 ai 5000); termini antichi, desueti, ma anche nuovissimi.
Non dico di tornare a scrivere come Dante, sarebbe ridicolo, ma ogni tanto dare uno sguardo alla ricchezza delle parole può sicuramente aggiungere fascino alla nostra scrittura quotidiana.
“Una parola al giorno.it” è un progetto divertente: Massimo e Giorgio si propongono di donare agli utenti iscritti via mail una parola al giorno. Non si tratta di uno scorrere pedissequo del vocabolario, ma di una scelta spinta dai consigli degli utenti o semplicemente dall’ispirazione del momento. La rappresentazione della parola non è una copiatura da vocabolario ma l’assunto della stessa definita dai commenti degli utenti, dalla ricerca: una discesa nelle profondità della parola, il suo smembrarsi per ricomporsi.
Ecco  l’esempio della parola di oggi:

La parola del giorno è
Assecondare
[as-se-con-dà-re (io as-se-cón-do)]

SIGN Favorire; compiacere; accompagnare
derivato di [secondare], preceduto da una [a] rafforzativa.
Parola comune, e al solito la sua meraviglia spesso sfugge.
Si tratta di un derivato del verbo ‘secondare’, ormai desueto, che aveva i suoi stessi significati. Tale verbo viene dal latino secundare, cioè favorire, a sua volta derivato di secundus ‘secondo’. Ma che vuol dire ‘secondo’? In latino secundus (dal verbo sequi ‘seguire’) è sia ciò che segue, sia ciò che è favorevole: l’immagine da cui scaturisce questa coppia di significati è quella del vento in poppa alla nave, che segue e spinge. Un’immagine potente ed eloquente.

Innanzitutto, assecondare significa quindi favorire, aiutare: assecondo una richiesta sindacale, assecondo lo sforzo dello studente, assecondo l’intenzione di chi si vuole scusare. Ma in questo senso, il confine col compiacere è piuttosto evanescente: se assecondo un desiderio o un capriccio, semplicemente gli vado dietro, senza opporre resistenza e anzi soffiando nelle sue vele. E infine ‘assecondare’ può così prendere anche la sfumatura di ‘invitare’ o ‘accompagnare’: assecondo la musica con i miei movimenti, assecondo l’attacco per far cadere l’aggressore, assecondo la critica per mostrare un punto di forza.

Tutti questi significati, nella loro complessità sfumata – non difficile, e anzi adatta sia a registri quotidiani sia elevati -, non sono altro che declinazioni della primigenia immagine del soffiare del vento o del sospingere della corrente dietro alla nave. Ben descritta, fra l’altro, dal suono scorrevole e morbido di questa parola.

Come si nota, la descrizione è più simile alla narrazione che ad una mera catalogazione di significati e sinonimi, un modo diverso per entrare nel mondo affascinante e sconosciuto della nostra lingua, così impoverita dai media odierni.
Vi invito a leggere il Manifesto del progetto “Una parola al giorno.it” (qui il manifesto)  ed eventualmente ad aderirvi.

La pagina chiede anche la nostra collaborazione nel suggerire parole e l’invito ad adottare una parola; io sceglierò “ispirazione”, se non è già stata scelta.
E voi? Avete una parola preferita? Una parola che non vorreste vedere sparire, che volete salvare da morte certa?

Chiara 

Link utile
Una parola al giorno il sito http://unaparolaalgiorno.it/

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9 pensieri su “Una parola al giorno.it

  1. …Interessante… Io spesso lavoro con il “Sinonimi e contrari” e con l’etimologico… Mi piace molto a volte indagare fino in fondo il senso vero delle parole (spesso perso nel’uso comune)… E non ti nascondo che a volte mi piace dopo aver scritto un testo, modificare i lemmi attraverso il banalissimo Sinonimi di word che da varietà al tessuto narrativo e lampi di luce inattesi. Un abbraccio

  2. Pingback: Perché ti chiami così? (Come nasce il nome del vostro blog) | squarcidisilenzio

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