Di privacy, social, web e intimità.

C’è ancora qualcuno che crede di riuscire a far rispettare la propria privacy una volta entrato nel web?
No, perché se ancora c’è, si faccia avanti che gli spiego una cosa: nel web la privacy non esiste, i dati vengono copiati da tutti e serviti su di un piatto d’argento per operazioni di marketing. Anche restringendo tutti i parametri, chiudendosi tra quattro mura, alcuni dati sensibili restano in chiaro e da lì, sparsi in ogni direzione, che si sia dato il consenso o no. E sono di complessa, direi impossibile cancellazione.

Quindi? Come fare?
Beh, basta non dire quello che non si vuole si sappia, no?
E dire quello che si vuole si sappia.

Io, come spesso ho detto, ho deciso di dare informazioni dei dati, ma di quelli che decido io, nella modalità che decido io, nella quantità che decido io. Ciò che c’è in rete di mio, a parte quello che non ho messo io, lo conosco e proprio perché lo conosco e ho deciso di pubblicarlo, posso controbatterlo in un eventuale contenzioso.

Che poi, di questi dati sensibili, che cosa se ne faranno mai le aziende?

Gli auguri di compleanno, ad esempio 🙂

Cattura

Chiara 

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28 pensieri su “Di privacy, social, web e intimità.

  1. Concordo con te. Basta dire quello che si vuole e omettere ciò che non si vuol far sapere in giro 😉 d’altronde siamo tutti iscritti su qualche social o semplice newsletter per cui siamo in qualche modo tutti “schedati”, anche quelli che sostengono di essere fuori da questo mondo informatico!
    Dei tuoi dati io non me ne farei nulla ma gli auguri di compleanno te li posso fare volentieri 😀 🎉 🎂 🎈

  2. Dunque, allora. Vediamo un pochettino. Se la mulino bianco ti manda gli auguri forse sei l’italiana che acquista più merendine. O forse vuoi partecipare alla prossima pubblicità con banderas… Sai mai che ti mandano qualcosa perché fai il compleanno???? Tanti auguri se è quello (ed un abbraccio)

  3. non sono cosi’ ottimista, Chiara, sulla base della mia esperienza pesonale.

    in rete ci sono anche cose che ci riguardano che noi non abbiamo pubblicato, e che magari neppure sappiamo, e la rete e’ potentissima a mettere i dati in collegamento fra loro.

    quando ho aperto il blog sono stato attentissimo (anche per il lavoro che facevo) a non collegare il blog alla mia identita’ personale: bene, e` bastato che un’amica sventata mi chiamasse una volta in un commento con nome e cognome e da quel momento chiunque digitava il mio nome in google veniva indirizzato al blog, dove avevo pubblicato anche cose che forse col nome e cognome non avrei pubblicato in quel momento.

    cosi` mi sono rassegnato e oggi la mia identita’ personale di blogger non cerco neppure piu’ di tenerla riservata: so che sarebbe una fatica vana.

    ma hai idea di che cosa ha voluto dire identificarmi per quel troll che girava per quella piattaforma?

    noi non abbiamo piu’ nessuna privacy, questa e’ la verita’, e non ci rendiamo conto che questa e’ una spada di Damocle sospesa sulla nostra testa.

    • Lo dico anch’io che abbiamo controllo, ma solo su quello che pubblichiamo noi, non certo su quello che fanno gli altri. Abbiamo mezzi per controllare ogni tanto, ma di sicuro qualcosa sfugge.
      La tua esperienza non è stata bella, mantenere l’anonimato non è sempre facile se dai a qualcuno la chiave del tuo segreto.

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