Il Sigillo di Grazia – Anno 2813

Talvolta accade di trovare sotto il tappeto, nei cassetti, ripiegati e dimenticati, pezzi di noi che non ricordiamo, oggetti, regali, ricordi.
Così succede oggi con “Il Sigillo di grazia- Anno 2813” da me scritto e pubblicato nel marzo 2013.
Di questo racconto breve ricordo il tempo, la metafora che vi appare, il senso che ho tentato di dargli e ve lo rendo, così, nella sua integrità.
Non è mai male rileggersi.
Chiara

squarcidisilenzio

Anno 2813, nello spazio siderale governa un vuoto di materia assoluto.
Anni di lotte intestine hanno portato alla completa distruzione della terra, sommersa da detriti cosmici. Lo spazio occupato da meteoriti e pianeti assillati da esiliati dalla terra, da bande di nuovi eversori e pacifisti, è esploso oramai da 500 anni  in un reloop del primigenio Big Bang, collassando su di sé.
Un buio nero pece colora il vento che naviga libero.
Dalla navicella Starmet il comandante John Piller lancia sguardi vuoti all’esterno, nel nulla silente.
Non è felice del suo ruolo di unico sopravvissuto, non lo avrebbe augurato nemmeno al suo peggior nemico, ma ha dovuto suo malgrado accettarlo.
Quando gli venne dato il Sigillo di Grazia, sapeva che non avrebbe potuto mai pentirsi nè tradire quel dono: il dono della vista e del ricordo. Il dono dell’immortalità era prezioso quanto unico e serviva a preservare la specie nella speranza…

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