Quando avrò sistemato le cose

Quando avrò sistemato le cose, il tempo finito, il nuovo da vivere, le porte chiuse, la parole da rinnovare, i libri da leggere,
mi trasferirò in Calabria.

Ho più amici lì che qui; è una terra dura che mi affascina, la sua cultura sgorga dalla radice e ho voglia di studiarla ed impararla. Il mare e la montagna racchiusi, lo sguardo fiero della gente, i calli sulle mani, il fazzoletto nero in testa, i riti antichi, l’ndrangheta e i figli, che crescono puliti. La musica, l’olio, il vino, la carta dei libri, Federico II di Svevia, la chiesa ortodossa, l’emigrazione, la terra secca, le arance mature, la conserva di pomodoro, la piazza. I castelli, le chiese di fede, i boschi inesplorati. Le corse e i silenzi. L’omertà. La fedeltà, l’amicizia. La famiglia.

foto Nicodemo Misiti

foto Nicodemo Misiti

Scegliere un solo scorcio di Calabria è un sacrilegio che non mi sento di affrontare, quindi rimando il mio futuro e la mia scelta tra le immagini meravigliose di Calabria di Nicodemo Misiti e il suo blog Calabria foto (qui il link) .

E voi, avete un luogo dove riporre la vostra vita futura? O siete già lì?

Chiara 

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26 pensieri su “Quando avrò sistemato le cose

  1. ALLA TUA ETA’ PROGETTAVO UN FUTURO IN UNA PICCOLA BARCA ITINERANTE SULLA COSTIERA AMALFITANA, BASE A SALERNO DOVE VIVEVO CON GIOIA. INVECE. BASTA. TI AUGURO DI POTER ANDARE DOVE TI PORTA IL CUORE. BUONA FORTUNA. antonio

  2. …gli ulivi, la luce gialla dell’estate, il silenzio sospeso del paese, le pietre delle case, le piante nate pure nella sabbia, una terra che ha la testa bianca della Sila ma un piede immerso nel tirreno e l’altro nello jonio…e quanto ancora su questa mia Calabria!
    😀

  3. Ho tanti luoghi che amo, snodi del mio cammino, dove ho raccolto o lasciato qualche emozione. Però non so dire dove davvero vorrei vivere. Quello che so con certezza è che vorrei stabilire con il luogo in cui vivo un rapporto forte ed intenso, un legame di conoscenza meravigliata, una consuetudine fatta di passi, visioni, parole.
    Mi rendo conto sempre di più che la vita fatta di impegni e scadenze, di veloci trasferimenti, comunicazioni essenziali ed utilitaristiche ci sradica dai luoghi, quali che essi siano.
    Ecco, io vorrei riuscire a ritagliarmi uno spazio maggiore per camminare, osservare, parlare ed ascoltare.
    Dovunque mi capiti di vivere.

    • Questa cosa che la vita sia fatta di impegni e scadenze è una verità che è faticoso da accettare, almeno per spiriti liberi quali io mi sento e mi pari anche tu.
      Dici che non conta il luogo ma il come; e se invece ti chiedessi un dove? Riusciresti ad immaginarlo?

    • Quello che noto in quasi tutti voi, è di fare coincidere i luoghi con gli affetti, con le emozioni.
      Io invece contavo di tirarvi fuori dal sentimento e farvi entrare nella terra, a contatto con l’erba, il mare, le montagne, i monumenti.
      Ma va bene anche così 🙂
      Grazie e ciao

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