Perché siamo qui?

Restringi la privacy
apri la privacy
controlla il testo
cambia il soggetto
attento alle date
capovolgi il senso
non usare alcune parole
qualcuno c’è
qualcuno no
scrivi un post
cancella un post
aggiungi una foto
togli la foto

Questi ed altri pensieri mi sono fatta per tanto tempo. Sono arrivata a credere che si potesse avere la propria privacy con un profilo Facebook, o Linkedin, o con un blog. Per fare ciò, ho ristretto ogni parametro possibile, sono anche arrivata a rendere privato il blog, a controllare ogni parola, immagine.
Un vero supplizio, a ben vedere.
Perché se io sono qua, “sull’internet” come dice Domitilla Ferrari, è perché voglio apparire, voglio esserci.
Quindi a cosa serve restringere la privacy e richiederla a gran voce? Tanto poi chi vuole arrivare a noi, ci arriva comunque.

Per scelta tutto quello che pubblico è pubblico, non ho moderazione nei commenti, nessun filtro.
E questo perché quello che scrivo è quello che voglio che si sappia.
Il resto, miei cari, lo tengo per me.

E voi, perché siete qui?
Come vi comportate con la privacy?

Chiara 

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55 pensieri su “Perché siamo qui?

    • Quelli sono protetti, e poi sono la mail e basta, non metto mai il numero di telefono. Per il resto, io mi presento come Chiara, titolare Chiarartè e quindi con tutti i miei dati visto che quello serve a fare pubblicità alla mia azienda.
      Del resto quello che pubblico è quello che voglio che si sappia, non vedo come potrebbe essere un furto.
      Grazie per il consiglio.

          • Possono fare di tutto: clonarti carte di credito e carta d’identità e fare acquisti e contratti a tuo nome ecc. Ho visto un servizio in TV e c’è d’aver è veramente paura. Delle mie amiche blogger si sono trovati alla porta di casa individui che volevano entrare in casa a forza. Metti pure i dati ma cambiali un pò, purtroppo la rete è il luogo ideale per tanti psicopatici.
            Buon pomeriggio

  1. E tosto ti rispondo

    Il blog è una cosa, Facebook ed i social forum un’altra.
    Nel blog (se è pubblico) speri di essere letto e di raggiungere più persone, sennò che scrivi a fare? Ma un conto è essere letti da tutti e un conto è scrivere cose personali che tutti leggeranno. Se si scrivono cose personali, giocoforza estranei conosceranno di te cose personali.
    Questo il blog. Facebook se usato come piattaforma social e non come piattaforma commerciale (e lo è più di quanto si pensi) ha un altro scopo, socializzare e quindi raccontare di sé.
    Dove sta la privacy? La privacy è la garanzia che se tu non vuoi, niente venga divulgato e credo che il punto sia questo. Se ti racconti e lo dici a tutti, tutti sapranno di te, ma qui la privacy non c’entra niente. Se clicki sul mio profilo gravatar e io ho messo tutti i miei dettagli sono io che ti dico come sono.
    Se poi scrivi e ti firmi è ancora diverso: quando arrivi a pubblicare o autopubblicare con print on demand come nel caso mio, un racconto, il nome e cognome quantomeno viene evidenziato (a patto di non creare uno pseudonome e usare quello) viene reso pubblico ed è googolabile. Ma anche lì, se scegli di vendere su Amazon e Mondadori net, non puoi pretendere di non venire “visto”.
    Anche in questo caso qual è la privacy? Che nessuno venga a sapere altro che tu non vuoi.

    Questo è il mio pensiero, spero non troppo sconnesso.

    • Non è sconnesso e siamo sulla stessa linea. Io aggiungo che usare Facebook come mezzo personale è un errore, pubblicare le foto dei bambini piccoli, dei momenti intimi, dire quando vai in vacanza, con chi. È bello, vero, ma non ci sono davvero restrizioni così forti che non permettano di raggiungerci.
      Ti faccio un esempio. Ieri ho letto l’articolo di Concita De Gregorio sull’ultimo femminicidio. Le parole dei due protagonisti, non potendoli di certo intervistare, una è morta, l’altro in carcere, le ha attinte da Facebook, usandole come verità vera. Ma siamo poi sicuri che tutto quello che si scrive sia vero?
      http://www.repubblica.it/cronaca/2015/10/08/news/femminicidio_donne-124576683/

  2. Il problema è, come ha fatto notare TonyM, che tu sei qui per dire qualcosa e qualcuno potrebbe carpire piú di quanto tu non voglia dire.
    Scrivere su un blog al costo di avere i propri dati venduti ad aziende che non conosco perché cosí possano sapere cosa mangio, cosa preferisco, cosa detesto e prepararmi il prodotto adatto a me, è un prezzo troppo alto per me.

  3. Mi ritrovo abbastanza nella tua filosofia di blog.
    Io non ho nesso nome e cognome, le mie foto personali sono ridotte al minimo e solitamente poco riconoscibili, però non ho moderazione né filtri. Trovò abbastanza assurdo rendere un blog privato. Mi piacciono i commenti ma anche solo i like, i molestatori possono comunque essere tenuti alla larga e, sinceramente, un eventuale plagio non mi preoccupa più di tanto, non scrivo per vivere e non scrivo in modo tanto efficace da essere copiata.
    Se sono qui è perché voglio esserci, quando non mi sentirò più a mio agio prenderò provvedimenti.

  4. PER ME UN BLOG E’ COME UN GIORNALE, ANZI MIGLIORE PERCHE’ NON HA COSTO PER CHI LEGGE ED E’ ANIMATO SOLO DALLE EMOZIONI DI CHI SCRIVE E DECIDE DI CONDIVIDERLE PERCHE’ SEMBRANO VALIDE E LO SONO SENZ’ALTRO PER ALLARGARE LA CONOSCENZA DI CHI SEGUE E PUO’ REPLICARE CON ALTRE INFORMAZIONI.
    OVVIAMENTE QUESTO PUO’ PIACERE PIU’ O MENO E PER I PERICOLI DELLA PRIVACY FORSE TRASCURATA, DOVREBBE VALERE IL BUON SENSO.
    MI SEMBRA PIU’ NEGATIVA L’IMMEDIATEZZA COMUNICATIVA DI FACEBOOK: NELL’ANSIA DI RISPOSTA NON SI MEDITA, MA E’ UN PARERE DEL TUTTO PERSONALE.

    • L’immediatezza comunicativa è un grave rischio a cui bisogna fare attenzione. Sull’onda emotiva si rischia di dire cose di cui dopo poco ci si pente e stai tranquillo che c’è sempre qualcuno pronto a fare un bel screenshot per poi fregarti.
      Però vale lo stesso nella vita comune, gli sbagli fatti d’istinto alle volte sono catastrofici. Ma le cose fatte d’istinto possono essere anche meravigliose.
      ciao e grazie.

  5. Assolutamente d’accordo. L’unico limite che da sempre mi sono imposto sono le ingiurie, non tanto quelle contro me che pure ogni tanto spuntano, quanto quelle rivolte agli altri lettori. E’ un qualcosa che non tollero! Per il resto, sono qui per esser letto e commentato, e quindi ogni pensiero è sempre il benvenuto, suscitare una reazione sia anche solo un mero smile, è sempre un formicolìo all’ego di blogger!

    Baci

  6. Grazie x il tuo interessantissimo blog trovato x caso seguendo il filo dei miei pensieri. lo leggo con curiosita’ imparando poesie nuove diventando un legame con amiche e lo spunto per discussioni. comprendo che bisogna difendersi dai malvagi, ma non voglio farmi condizionare dalla paura!
    Nicole

    • La paura alle volte assale e ti confesso che mi è successo alcune volte. Ma poi io penso che, come te, se uso questo mezzo con curiosità, imparando e creando legami, cose tanto gravi non possono capitarmi.
      Grazie a te che passi a leggere.
      Ciao

    • Credo sia il modo giusto, non poco, non troppo.
      Una vetrina che ogni giorno cambiamo secondo i nostri intenti. Sta poi a noi approfondire privatamente i rapporti e le confidenze. Questa parte di vita è la superficie.
      Grazie.

  7. La penso in generale come te, scrivo sul blog perché altri leggano, su certe cose sono più riservata che su altre, ma è una scelta personale. Non ho particolari preoccupazioni, neanche sul fatto che certe aziende possano in parte conoscere i miei gusti o le cose adatte a me, un po’ perché ho imparato con l’esperienza che tanto in qualche modo almeno un po’ ci riescono quasi sempre, un po’ perché vabbè, e con ciò? Se vado dal panettiere e compro del panfocaccia, magari la prossima volta mi chiederà se voglio ancora lo stesso tipo di pane. Poi sta a me dirgli “oh che bello, sì, sono contenta che abbia ricordato i miei gusti” oppure “No, oggi mi va un’altra cosa”. Oppure decidere di cambiare panettiere, o di non comprare pane… la scelta resta mia, no?
    Ingiurie (per ora non me ne sono capitate per fortuna) e spam comunque le eliminerei senza rimorsi e senza stress.

  8. Sono d’accordo sul fatto che alla fine deve essere tutta una questione di consapevolezza dei dati e delle informazioni che si danno su di sé, ad esempio penso a facebook e ai contenuti che magari si vuole che vengano letti solo dai propri amici. Solo che poi basta che uno di loro commenti o metta mi piace per far si che i suoi amici vedano la foto o il link. Impossibile riuscire a tenere sotto controllo davvero tutto… E sono cose che accadono anche dal vivo: incontro un amico, qualcuno mi vede e inizia a dire in giro che quello è il mio fidanzato. In paese qui da me accade e ci son state mie amiche che hanno litigato con genitori e amici per queste voci! Vale sempre il detto, solo quel che non si fa non si viene a sapere 🙂

    • Su Facebook puoi limitare al minimo le interazioni, e se un tuo amico mette mi piace ad un tuo post dove tu hai messo “solo amici” solo i tuoi amici lo potranno vedere.
      Ma come dici bene, non è poi questo che conta, è quello che gli altri vedono di noi.
      È per questo che io cerco di essere chiara quando voglio che si capisca davvero. Per il resto, se non mi interessa, non spiego, tanto so che ci sarà qualcuno che lo fraintenderà.
      Nei paesi piccoli è un gran chiacchiericcio, come a scuola, negli uffici, nei gruppi…siamo curiosi di natura 🙂

  9. Quando pubblico qualcosa la possono leggere tutti.. altrimenti apro una chat, alzo la cornetta o incontro la o le persone con cui voglio parlare in maniera “privata”.

  10. Il mio blog e la fan page del blog su fb sono aperti a tutti.Il motivo della loro esistenza è questo: condivisione e confronto (si spera costruttivo☺) quindi non avrebbe senso bloccarli.
    Per quanto riguarda la privacy sappiamo tutti che ormai siamo “schedati”: basta che tu faccia una ricerca su una borsa o un viaggio e puntualmente ti arriveranno offerte e proposte di acquisto, ma questo non mi dà troppo fastidio (del resto sono argomenti che mi interessano) forse mi inquieta un po’☺.
    Per il resto evito di postare foto private.

  11. Sono qui perchè il blog che ho aperto otre 13 anni fa si è rivelqato una grande risorsa umana e anche io distinguerei tra blog e altri social.
    Come te sono acqua limpida che scorre. Se qualcosa non voglio dire non la dico ma non ho mai barato.
    Privacy? Non esiste perchè, croce e delizia, siamo legati a un IP.
    Il grande fratello è ovunque e non servono sotterfugi. Ci ‘marca ‘ il passaggio la carta bancomat, il pasy dell’autostrada… le celle del cellulare sono le briciole di Pollicino.
    Banalmente le persone oneste (ma poi che vorrà dire?) non devono temere nulla perchè nulla di non vero potrà venire fuori.

    sheraprestoticchettandosottolapioggia

    • ciaosherazadechequandopassimifapiacere 🙂
      A quello che scrivi, a quello che ho scritto, ci sono arrivata dopo anni. All’inzio, almeno per me, questo internet pareva pericoloso. Ora ho capito che se lo usi bene è una grande risorsa.
      Buona domenica, qui c’è un mezzo solicello.

    • Sicura? Se qualcuno ti denuncia per una cosa che non hai fatto sei costretta a difenderti, prendere un avvocato spendendo migliaia di euro e se anche dopo 4 o 5 anni vieni assolta al denunciante non fanno niente, non paga una lira. Ma è una roulette russa, rischi di essere condannata e di pagare risarcimenti e spese legali. Enzo Tortora insegna.

      • Il caso di Enza Tortora è drammatico ma perfortuna molte persone ‘comuni’ non corrono grandi rischi. Invidie, cattiverie, malaffare. Non tutti e non tutti i giorni ci si deve incappare.
        Tutto può succedere ovviamente anche che inciampi cadi e ti rompi la testa.
        sherassaipiu’positivadite 🙂

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