“L’ordine è disordine con scarsa fantasia”

Ivan, da qualche parte, nella notte, Milano

Ivan, da qualche parte, nella notte, Milano

Sono stati i tempi della spinta alla perfezione, al corretto, al rigore. In giacca e cravatta, omologati, in fila indiana verso il successo: impiegati di banca, dirigenti impomatati, starlette ricoperte di pailettes, insegnanti metodici, politici incappucciati nelle loro dottrine. Sono stati tempi forti, sono stati. Hanno prodotto denaro, benessere, nuove formule, portando con sè noia, stanchezza, deprivazione dei sentimenti, delle passioni.

Ora sono tempi lassi, tempi del ritorno alla terra, alle origini, al cuore, tempi del riposo, dello sbandamento, confusi tra il prima e il poi, tempi del decluttering, della decrescita, della povertà.

Non sono tempi facili i nostri, fino a pochi giorni fa sparati a mille nell’Universo, ora ricomposti nell’intimità delle case. Là dove si inneggiava al denaro, ora si apprezza chi vive con 15€ al mese, là dove si potevano trovare merci d’ogni continente, si spinge per i prodotti a kilometro zero; là dove l’ordine e il rigore mentale erano carte da giocarsi per il posto fisso, ora il disordine ha preso il sopravvento ed è diventato un valore aggiunto; là dove il tutto e il di più era una medaglia, ora la semplicità è lo strumento indispensabile per comunicare; là dove la perfezione era il goal per ogni essere umano, ora si elogia l’imperfezione come assoluta perfezione.

Ogni tempo ha la sua iperbole e la sua parabola discendente: occorre sapere che dopo ogni discesa, c’è la pianura.

Chiara

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16 pensieri su ““L’ordine è disordine con scarsa fantasia”

  1. Se ora il disordine è un valore aggiunto, allora questi sono i miei tempi.
    Il caos di cui riesco a circondarmi rispecchia solo in minima parte quello che ho dentro.
    Forse non sono così brava ad adattarmi, e questo continuo dovermi raccapezzare fra cambiamenti che vengono imposti a ritmi superiori ai miei mi disorienta.

    Buona giornata, cara Chiara! 🙂

    • Penso anch’io che la vera difficoltà sia proprio nel raccapezzarsi tra i diversi ritmi che la società propone.
      Io penso che si debba ricercare la propria armonia, al di là delle mode e delle omologazioni, che sia ordine o disordine.
      Buona giornata a te 🙂

  2. Purtroppo non intravedo questa “rivoluzione” che tu citi.
    C’è un ritorno alla terra?
    Ma che valore ha, se poi sei costretta a comprare semi OGM dalla Monsanto?
    C’è un ritorno al valore della famiglia?
    Ma poi si preferisce stare incollati allo smartphone.
    No, io sono molto più pessimista (realista?): andremo peggio, sempre peggio, e non ne usciremo davvero più.

    • Se mi concentro su di me, sui miei cambiamenti, posso dirti che vedo solo un futuro positivo. Perché così non dovrebbe essere per tutti? Perché non dovremmo tutti arrivare a prendere consapevolezza che il cambiamento è ciò che ci porterà serenità e benessere? (non parlo di benessere economico ma di benessere psicofisico)
      Cominciamo da noi, poi il resto verrà.
      E se così non sarà, assisteremo immobili alla fine di questo mondo.

      • Cambiamento non sempre è sinonimo di serenità ma, a volte, di rassegnazione.
        E penso non basti nemmeno il piccolo contributo personale che ognuno di noi può dare perché, a fare la differenza, sono i numeri.

        • Il numero, Vittorio, è fatto da tanti noi, mica da altro.
          Se ognuno da il suo contributo, il cambiamento arriva.
          Ciò che dici sul cambiamento ha due valenze, secondo me: rassegnazione se imposto, futuro se voluto.
          Sta a noi, credimi. Non rassegnamoci.

  3. PURTROPPO QUELLO DI OGGI NON E’ ORDINE SENZA FANTASIA MA… CAOS DI IDEE, PER IGNORANZA, E DI VALORI PER SETE DI DENARO. DOPO LA DISCESA C’ E’ IL BARATRO, LA FINE.

    • Però se la vediamo tutti così, nel baratro ci spingiamo da noi, Antonio.
      Non dico un becero ottimismo, ma una moderata consapevolezza del cambiamento.
      Sotto la punta dell’iceberg dell’ignoranza, della sete di denaro, c’è un humus che lavora in silenzio per migliorare.
      Io mi fido.

  4. Corsi e ricorsi come scriveva giambattista vico e dopo una discesa la pianura per riprendere le forze per una nuova risalita e cosi’ via ….questo e’ il corso della vita con tutte le incertezze che comporta vivere!
    Buona giornata

    • Concordo con te. Questo periodo ci sembra nero solo perché non abbiamo vissuto altri precedenti, forse peggiori.
      La speranza non deve mai morire, ma soprattutto la consapevolezza del nostro essere.
      Buona giornata anche a te.

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