La licenza poetica

Ho chiesto ad un amico esperto in scrittura di rivedere un mio testo. È un testo che voglio sia il più possibile corretto, senza errori grammaticali, di sintassi e refusi.
Il risultato è stato che, pur avendo io riletto il testo mille volte, lui ha riscontrato comunque diversi errori. Fortunatamente non errori da matita rossa, ma errori comunque: punteggiatura in eccesso, sbagliata o mancante, alcuni refusi.
Ad esempio, ho imparato che la E verbo maiuscola non si scrive come avevo sempre fatto E’ ma È.
So che probabilmente tutti voi conoscete le regole, ma per me è stata una vera scoperta trovare nel mio pc la mappa dei caratteri

mappa caratteri

o anche trovare nel web piccoli escamotage per scrivere corretto: nella fattispecie della È si usa il tasto ALT 0200 (del tastierino laterale).

Tralasciando le mie scoperte da neofita della scrittura, mi domando quale tipologia di testo debba essere corretto e quale no. Perché, se esistono delle regole, è corretto, anzi richiesto, che alcuni testi le rispettino e per altri invece si accetta la regola della licenza poetica?

Licenza poetica: col termine licenza poetica si intende un errore voluto da parte del poeta, funzionale a rendere il suo componimento più incisivo. L’errore può essere fattuale, grammaticale oppure metrico. (Fonte wikipedia)
Quindi il poeta, o anche lo scrittore (cito ad esempio Baricco e la sua scrittura creativa), pur conoscendo alla perfezione grammatica, metrica e sintassi, volutamente la altera per dare corpo e armonia al suo testo.

Licenza poetica: il più grande vantaggio della licenza poetica nella lingua italiana è che si può facilmente prendere un 10 a ogni compito di italiano, in qualsiasi liceo di qualsiasi luogo (sei un poeta, puoi scrivere quello che cazzo vuoi, tanto va bene comunque). (Fonte nonciclopedia)

mmm, interessante visione…poetica 🙂

Chiara 

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14 pensieri su “La licenza poetica

  1. Io mi sono scontrato, in passato, con docenti ottusi che ritenevano l’anacoluto di Manzoni corretto ed anzi bello e quello dello studente qualsiasi, come avrei potuto essere io, incorretto.
    Non importava fosse ricercato e voluto quell’anacoluto, alla stregua dei piú famosi scrittori romani, cioè latini, se il professore aveva deciso non che non fosse bello ma che fosse errore, allora era errore.
    La licenza poetica per loro nasce quando sei su un libro di testo. Come avrebbe fatto il poeta ad usare la licenza poetica sapendo che sarebbe finito sui libri di testo non l’ho mai imparato a scuola, purtroppo.

    Io uso una marea di caratteri non usati spesso da chi scrive al computer, in realtà la maggior parte dei Word Processor correggono (sarà voluto o non voluto quest’errore?) automaticamente gli errori di digitazione quali E’ tramutandoli in È.
    Se tu usassi sistemi GNU/Linux avresti la vita estremamente semplificata, con sistemi Windows invece basta ricordare un po’ di combinazioni con il tastierino numerico che alle volte possono variare da macchina a macchina.
    Per i sistemi della Apple non so dire perché a tutto c’è un limite…

    • Hai colto il segno. Chi può dire chi è corretto, dove deve essere corretto e chi invece può permettersi la licenza poetica? Chi definisce il poeta? Chi mette il sigillo, l’etichetta? Lo fai da te? Lo fanno gli altri?
      Mah, io mi limito a leggere.
      Questa cosa invece dei caratteri mi intriga, ieri leggevo di tastiera americana e inglese e come dici tu, ogni sistema operativo fa un po’ quello che vuole. Ho appena aggiornato windows 10 e a me piace; conosco l’open source, ma sono talmente imbranata che mi basta il modello base semplificato e già sono in confusione.
      Devo approfondire però, questa cosa della vita semplificata mi interessa, grazie dell’info.

  2. Per quanto riguarda i caratteri, con Apple è tutto molto semplice. Ti permette di fare praticamente ogni cosa attraverso la tastiera. Per esempio, per fare la E accentata, è sufficiente tenere premuto il tasto e magicamente appariranno tutte le opzioni possibili (ÈÉÊËĘĖĒ). Passare da Windows a iOS mi ha davvero semplificato la scrittura 🙂
    Per quanto riguarda invece la scrittura, sono del tutto d’accordo con quello che ha scritto ysingrinus. Mi è capitato più volte, durante gli anni di liceo, di ricevere correzioni a frasi un po’ originali, diciamo, e di conseguenza voti piuttosto mediocri. Poi, per curiosità, andavo a leggere i temi di miei compagni che magari prendevano 9 o 10. Erano perfetti esempi di temini iper-scolastici, che seguivano alla lettera tutte le regole che ti propinano a scuola, ma mancavano di calore e originalità. Purtroppo la maggior parte degli insegnanti non capisce proprio nulla di cosa sia la scrittura, né di come fare a incentivare chi ha davvero talento. Per fortuna, sono stata premiata all’università, dove più volte ho ricevuto gratificazioni e complimenti da parte di professori che apprezzavano il mio modo di scrivere. Scusa, ti ho scritto un commento lunghissimo, ma è un argomento che mi sta molto a cuore 🙂

    • Non solo ti scuso (ma poi perché “scusa”? Qui da me c’è libertà di commenti, nessuna moderazione e nessun taglio né cancellazione) ma anzi ti ringrazio. Hai fatto nascere, come già Ysingrinus, il tema della scuola e degli insegnanti: cosa e come devono correggere i testi gli insegnanti di italiano? Seguire rigidamente le regole o l’ispirazione? E se davvero dall’ispirazione può nascere un talento, magari tarpato dalla castrazione grammaticale?
      Difficile dare una risposta, credo.
      Grazie per le info di apple, per ora resto al mio vecchio pc 🙂

  3. sto leggendo un libello molto divertente (taglio ironico, ben scritto, interessante per contenuti): “la situazione è grammatica”, di andrea de benedetti. è un bel viaggio non tanto di “colpevolizzazione dell’errore” di grammtica/sintassi quanto attraverso le cause che hanno resi alcuni errori frequentissimi nell’uso comune della lingua. consiglio!

    • Sappi che mi consiglia libri viene eletto commentatore del mese! Quindi hai vinto 🙂
      Lo leggerò volentieri -santo amazon che mi permette di comperarlo e riceverlo entro domani- anche perché sempre più mi accorgo che nella marea infinita di ciò che si scrive, si è perso il lume della grammatica. Forse la fretta del dire, non so. Ma soprattutto mi sono accorta della mia ignoranza, intesa come non conoscenza.
      Grazie.

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