Un no

Riusciremo a far brillare di nuovo il cielo di bellezza e amore?
Ho letto molto oggi, c’è chi sa dire meglio di me.
Chiara

La poesia e lo spirito

da qui

Mai funerale mi ha fatto più male. La Chiesa usata per una manifestazione famigliare e sociale di potenza, l’arroganza del potere che schiaccia ogni logica giuridica, morale, religiosa. Scomunicati: termine che oggi manda un’eco sinistra, l’indifferenza cinica di chi la fa in barba a ogni potere. Perché? Ci si chiede. Perché il male ha una tale garanzia d’impunità? Perché in circostanze simili non risuona un no liberatorio, che permetta di credere in qualcosa, in questa vita difficile? La risposta, amico, soffia nel vento. La risposta soffia nel vento.

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6 pensieri su “Un no

  1. Perché la Chiesa non è portatrice di spiritualità. Al netto di singole eccezioni. Numericamente non significative. E in generale, rispetto a qualunque forma religiosa, e con particolare riguardo alle tre monoteiste, credo non si sia ancora risolta l’annosa questione del potere temporale. Libera chiesa in libero stato è ancora una mera utopia, purtroppo. Basta osservare le ultime performance di Galantino. O la micro-diatriba sulla sentenza che impone alle scuole private di pagare l’ICI. Durata appena due giorni e poi “scomparsa nel nulla”. E soprattutto, qualunque religione ha davvero poco a che fare con la ricerca spirituale di una soprannaturalità qualsivoglia. Stasera La7 ha tentato di rintracciare il parroco della chiesa dove si è celebrata la nefandezza, e ovviamente non lo ha trovato. Questo secondo me significa qualcosa. Aspettiamo i prossimi giorni e vediamo cosa succede. Credo sinceramente che non succederà proprio nulla.

    • Sì, non succederà nulla, non succede mai nulla. C’è un po’ di indignazione, qualche minaccia a non far mai più succedere situazioni così e poi? Poi tutto tace.
      E mi fa incazzare a mille, perché alla fine è il male e l’arroganza e la presunzione che vincono. E la Chiesa? Che ruolo ha in tutto questo? Come posso credere in una chiesa che mi chiede la povertà, che pretende di assolvere i miei peccati, quando i propri sono peggiori?
      Sono senza parole oggi.

  2. Il Vicariato di Roma non ha concesso[27] a Welby la funzione secondo il rito religioso come nei desideri della moglie cattolica:

    « In merito alla richiesta di esequie ecclesiastiche per il defunto Dott. Piergiorgio Welby, il Vicariato di Roma precisa di non aver potuto concedere tali esequie perché, a differenza dai casi di suicidio nei quali si presume la mancanza delle condizioni di piena avvertenza e deliberato consenso, era nota, in quanto ripetutamente e pubblicamente affermata, la volontà del Dott. Welby di porre fine alla propria vita, ciò che contrasta con la dottrina cattolica (vedi il Catechismo della Chiesa Cattolica, nn. 2276-2283; 2324-2325) »

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