L’impresa è donna.

Non è mai stato facile per le donne trovare uno spazio adeguato alle loro capacità in ambito lavorativo, inserite, forzatamente alle volte, in un contesto famigliare, nel ruolo di moglie e madre. Contesto che, seppur gratificante in termini personali, restava e resta tutt’ora rinchiuso tra quattro mura, trasferiti i propri desideri sulla casa e sui figli.
Per chi invece poteva o doveva, per necessità, dedicarsi anche al lavoro fuori di casa, il ruolo scelto era quasi sempre impiegatizio o operaio, di poca responsabilità nella filiera della produzione. Questo per avere uno stipendio, seppur minimo, ma sicuro, e maggior tempo da dedicare alla famiglia.

Si assiste in questi ultimi anni ad un vero e proprio cambiamento della figura della donna nell’ambito lavorativo. Complice la crisi, la chiusura di molte aziende, il cosiddetto “posto fisso” perso; complici le separazioni che hanno indotto molte donne obbligatoriamente a trovarsi un lavoro; complice la spinta emotiva a fare di più, a chiedere di più dalla vita, a ricercare stimoli forti e profondi, desideri e necessità. Continua a leggere