quando ti mostrano la realtà

Cos’è l’ottimismo?”
“Ahimè!” disse Candido “è la mania di sostenere che tutto va bene quando si sta male”

Quando ti mostrano la realtà, sbattuta cruda, senza condimento, senza alibi e menzogne, sagoma da centrare;
quando ti mostrano l’interezza, a te che avevi curato solo i dettagli, tutti i contorni, un tutto tondo di verità;
quando asfaltano le tue convinzioni e ti lasciano a terra, incredula e incapace di dire;
quando ti mettono di fronte a cose che non sai, ma che apprendi, che non intuivi così gravi e grevi;
quando le carte sono scoperte, tutte, nessuna esclusa e le mosse finite;

quello è il momento di smettere di essere te.

Chiara

 

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38 pensieri su “quando ti mostrano la realtà

    • Si deve anche menare le mani? 😉
      Pensa che questa riflessione mi è venuta dando una mano a mio figlio con il Candido di Voltaire, attuale nel suo confronto con il mondo e la società. Nulla cambia, mio caro 🙂

      • Questa è la risposta di una persona che si è arresa. “Nulla cambia, mio caro”. Mette un po’ di tristezza!
        Ps. Se serve menare le mani è un ottimo esercizio per l’autostima!! 🙂

        • Intendevo dai tempi del Candido, 1798, ad oggi. Ciò che si trova scritto è una società retta dalla guerra, dalla violenza sulle donne, da persone troppo ottimiste o troppo pessimiste. Nulla di diverso da nostri giorni

          • L’avevo inteso come un atto di resa. Nel senso “nulla cambia ed io non posso farci nulla, quindi amen!”. Pardon, era invece, solo una disamina disincantata tra la società moderna e quella del Voltaire. Potrei aggiungere che nulla cambia, ma tutto è anche peggiorato!! 😉

    • Se vogliamo seguire il filo di Voltaire, l’antiottimismo mette l’ottimista di fronte a verità a lui sconosciute e lo obbliga, suo malgrado, a cambiare visione della vita.
      Nella mia realtà personale, di solito, ma non te lo do come certezza, che certezza non c’è, io preferisco restare me stessa, nonostante le difficoltà. Ma metto in conto anche di cambiare, se necessario, se l’ottimismo è troppo simile a quello quasi ridicolo di Pangloss.

      • ma, per come ti conosco, non sei un’ottimista superficiale, del tipo di quelli contro cui se la prende Voltaire (o nel suo piccolo bortocal ai tempi di Renzi 🙂 ).

        fai bene a volere restare te stessa: che non significa affatto non accettare di cambiare idee o posizioni.

        infatti noi non siamo le nostre idee, o se qualcuno lo e` e` soltanto troppo rigido, direi…

        buona serata, Chiara.

    • Io quella mania ce l’ho, se mi chiedi come va, per natura e per istinto non mi verrà mai di rispondere “male”, ma sempre “bene”.
      Essere ottimisti per me non vuol dire chiudere gli occhi per non vedere, ma riuscire a credere in un esito positivo nonostante quello che vedo, nonostante la realtà e le carte scoperte. E se poi non va, posso dire a me stessa di averci almeno provato.

      • Siamo molto simili in questo. E d’altronde anche il tuo post per cui sono arrivata a te parla di questo, no?
        Dici bene, rimarcare a se stessi di aver fatto tutto il possibile è linfa per l’autostima.
        Una visione del mondo positiva porta a stare bene, a rimandare il bene. Ovvio che le delusioni sono dietro l’angolo e anche la cattiveria. Ecco, io quando sono di fronte alle carte scoperte, soprattutto se sono altri dalle storie a farmele vedere, devo chinare il capo al mio ottimismo spinto e cedere. Pronta alla prossima occasione, ovvio.
        A spegnere un ottimista vien proprio da averne davvero voglia…

  1. Ho finito di leggere il tuo post con un punto interrogativo in testa. La stessa considerazione di Bortocal. È il vostro scambio mi ha chiarito le idee. Sono d’accordo rispetto al dover abbandonare l’ottimismo “ingenuo”. Continuiamo a essere noi stessi, più maturi e consapevoli, non per questo cinici o disillusi…
    Buona giornata, Chiara! 🙂

    • Rileggere Voltaire, Manzoni, Leopardi con mio figlio è stata una scorpacciata di idee. Non ricordavo mi piacessero così tanto e fossero anche così attuali. L’ottimismo ingenuo è appunto quello del non vedere, di dire che sempre tutto va bene. E’ cieco.
      Occorre essere pronti a vedere oltre, ed eventualmente decidere di accettare quello che non va.
      Posso chiamarlo, alla moderna, un ottimismo consapevole? 🙂
      Buona giornata a te e grazie che passi spesso a condividere i tuoi pensieri con me.

  2. 66 che bellissimo anno 😉 è anche il mio, ma poi ci sarebbe anche la famosa strada americana la route ’66 che forse potrebbe essere sinonimo di libertà : cavalcarla e sentirsi Dio e anche per mandare affanculo un po’ di gente che non ci merita. Un abbraccio Chiara

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