I celti

È quando la luna precipita e il sole perde il suo calore, che i demoni rinascono.
Sii attento al tuo cuore.
Rinnegare il proprio passato non è mai buona cosa, che del passato s’è fatta la tua storia.
Chiara

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11 pensieri su “I celti

  1. e` quando la notte precipita e sta per arrivare, ancora invisibile, il giorno, che i demoni stanno per essere volti in fuga.

    occorre ricacciarli nel passato, dal quale provengono; ma non si puo` farlo senza guardarci dentro.

    fu forse per questo motivo che Orfeo fu costretto a guardare Euridice, e la perse per sempre.

    • Guardare nel proprio passato per comprendere, per riprendere la dignità, per rivivere, per vivere una vita nuova. Difficile, complicato e doloroso, ma possibile se abbiamo a cuore noi. Se, appunto, non temiamo i demoni.
      Ma rinnegare significa solo temere di vedere. Significa aver paura di perdersi. Aver paura di riconoscere gli errori. Avere paura di se stessi.
      Orfeo ed Euridice, quanto ho amato questa storia.

    • Si, annegare o mettere da parte, o rimediare agli errori, se ce ne sono stati. O mettere pace dentro e fuori di sé, se causa di troppi dolori. Ma rinnegare è sciocco. Non serve a nulla, perché il passato…appunto…è passato.

    • Vero, Si può allentare, si può mettere via in ordine, non vivere di ricordi, quello no. Ma rinnegarlo significa darsi del cretino, credo. Se quelle che cose le hai fatte e vissute è perché eri tu, con i tuoi difetti e pregi. Si cresce, si cambia, quello si. E si può anche ringraziare di essere quello che si è proprio per il passato.
      Ma si sa, non tutti siamo uguali e qualcuno è più sordo di altri.

  2. La sottile (ma secondo me essenziale differenza) fra coerenza e fedeltà. La prima è degli sciocchi che non riescono ad andare avanti, ad evolversi e si trinceano dietro appunto ad una coerenza di fondo che copre le paure del cambiamento. La seconda non andrebbe mai persa di vista…almeno è quello che penso!

    • La penso come te. La fedeltà è un legame che si crea vivendo. E che se si è vissuto, proprio come tale, è esperienza e frutto del nostro essere. Disconoscerlo, rinnegarlo, far come non fosse mai stato, credo sia un tentativo di cancellare qualcosa che invece resta dentro, nel cuore. Come chiudere gli occhi di fronte al sole e dire “è notte”

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