MobileGeddon: quando piccoli cambiamenti raccontano i nostri tempi

Oggi, 21 Aprile 2015, è il giorno del Mobile Geddon di Google, il giorno in cui i siti mobile-friendly, ovvero i siti costruiti per essere consultati su cellulare, avranno la preferenza nelle ricerche di Google a discapito dei siti strutturati per essere visibili su Pc.
La decisione di Google, preannunciata due mesi fa, è una decisione meramente commerciale, visto che l’incidenza dell’uso della rete con cellulare ha superato di gran lunga quella da pc. Si fanno acquisti in treno, in metro; si consultano i giornali durante le pause di lavoro, al parco o la sera, prima di dormire. Il pc è diventato un optional e molto meno efficace del cellulare.
Ecco che è venuto da sé il cambiamento radicale imposto da Google, una specie di giorno del giudizio: tutti coloro che non hanno conformato il loro sito in una versione mobile, verranno relegati agli ultimi posti delle graduatorie di ricerca di Google, a favore di chi invece per tempo si è adattato ai nuovi tempi. Cosa significa? Che anni di lavoro passati a studiare il Seo per indicizzare il proprio sito, sono da oggi spazzati da chi si è saputo innovare per tempo.

Pare, ad una visione superficiale, un piccolo cambiamento, ma guardando bene non lo è, anzi.
Questo cambiamento ci dice che siamo cambiati noi, il nostro modo di comunicare, di esistere, di fare acquisti. Che siamo un popolo di sempre connessi, che non vogliamo rinunciare a nulla e in nessun momento della giornata. E’ cambiata la nostra visione del mondo: non lo guardiamo più solo dalla nostra scrivania, ma in ogni attimo, in spiaggia, al bagno, distesi in mezzo alla natura, in ascensore.
Noi siamo cambiati: abbiamo bisogno di cose brevi ed immediate, di stimoli a spot. Non ci soffermiamo più o comunque molto poco: apriamo il nostro cellulare, digitiamo la nostra ricerca e in un secondo siamo in viaggio, siamo dove vogliamo essere in quel preciso istante, teletrasportati seguendo il filo delle nostre emozioni.

Uno smartphone che sostituisce un pc.
Il MobileGeddon per ribadire il concetto, tagliando fuori di colpo tutti coloro che non se ne erano accorti.

Alle volte ho come il sentore che il mondo abbia due velocità e che non sempre si riesca a stargli dietro.

Chiara

qui il test di compatibilità di Google per dispositivi mobili del vostro sito
Il mio Chiarartè non è compatibile, oggi vado a metterci mano!

chiararte

30 pensieri su “MobileGeddon: quando piccoli cambiamenti raccontano i nostri tempi

    • Prego, caro Bortocal. E’ compatibile perché apparteniamo tutti alla grande famiglia di WordPress che da tempo è mobile friendly. Sulle app di google per android, ma anche per altri sistemi operativi, trovi quella di wp, molto funzionale ed agevole ( io spesso pubblico e commento dal cellulare)
      Però, se vuoi passare del tempo a fare nulla, prova a mettere siti importanti, e vedrai quanti sono compatibili e quanti no…la maggior parte non lo sono e per le grandi aziende questa mossa di Google è sicuramente una mossa che pagheranno cara e per la quale dovranno correre a mettersi ai ripari per superare la concorrenza.
      Eheheh…la mia o le mie visite quotidiane le hai assicurate anche se spesso non commento, ma leggo 🙂

      • sull’android effettivamente il mio blog riesco a vederlo, anche se intervenirci su mi appare piuttosto complicato (sempre che non sia la solita difficolta` delle menti oramai un poco incartapecorite di fronte alle novita`) e quindi abitualmente posto solo col notebook (iapponese, attualmente!), salvo casi estremi di mancanza di alternative.

        interessante quel che dici su siti e aziende importanti, e direi anche stupefacente; suppongo che la mossa di google sia valida a livello mondiale e non solo italiano, vero?

        pero` i giornali on line su android si leggono…

  1. Grazie per aver condiviso il link per il test di compatibilità!!!
    Prima ancora di leggere i commenti abbiamo fatto il test, felici di essere compatibili…poi abbiamo letto della politica mobile friendly di WordPress e quindi: grazie WordPress! Stare dietro ai cambiamenti del mondo del web (o semplicemente del mondo?) sta diventando sempre più difficile!

    • E’ proprio vero. E mi domando spesso se non sia un mondo parallelo a quello reale quello che corre così veloce. Se è lecito per noi rallentare o invece correre affannati. Forze anche senza meta
      Prego 🙂

  2. Che Google abbia un modo di fare minaccioso lo so dal momento in cui ha creato un account.
    Non sai lo spavento che ho provato quando mi accorsi di leggere sulla email di google tutti i miei numeri telefonici del cellulare!
    Volevo cancellare la email senza togliere l’account e non ci sono riuscita 😦 ora me ne sono fatta una ragione però da quel momento è stata la prova tangibile che ormai la rete mi ha catturato completamente.
    Inutile dire riservatezza o altro…tutto é registrato, tutto è sotto controllo e così anche questa nuova prova di compatibilità ha lo stesso scopo…principalmente. Escluso il profitto si sa…..

  3. penso sia giusto che sia così. sempre più persone usano i propri smartphone per fare rapide ricerche sul web, piuttosto che usare il desktop, giustamente Google non fa altro che soddisfare le esigenze di una grande fetta di utenti, costringendo siti web a diventare responsive. è il corso degli eventi, solo che le scelte di Google sono semplicemente quelle che incidono di più.

    • In effetti lo è, è un cambiamento dei tempi. Un cambiamento con cui noi dobbiamo fare conto. E per noi intendo io, che ho 48 anni e sono nata con i libri. E’ un cambiamento utile; quando consulto certi siti sul telefono, li chiudo perché illeggibili restando su quelli che giustamente chiami responsive ( che ho dovuto cercare)

      • non si finisce mai di imparare u.u … ma alla fine è un cambiamento che abbiamo creato noi. molto spesso capita di lamentarsi delle novità, ma non ci si rende conto che è l’insieme che permette il cambiamento. se ora Google ha fatto questa scelta, è perché la massa lo ha già deciso da tempo, solo che quando poi diventa qualcosa di definitivo, sembra chissà cosa sia successo.

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