Dammi il tempo per non fingere

M’è capitato, di questi tempi, di scorrere alcuni blog. E nel leggere, ricercare le persone nascoste dietro alla tastiera.
Tentare di capirne il senso, quello mascherato e quello vero.
Nessuna presunzione, sia chiaro, solo un ameno gioco di società, pari al monopoli o alle parole crociate.
E così m’è venuta da pormi la domanda se ciò che scriviamo sia il nostro specchio, quello intimo, non quello che appare. Perché se mentre ti parlo, posso inventarmi un sorriso, un abbraccio che non c’è, una cadenza molle del respiro, mentre scrivo, io penso, l’unico a cui mento, se mento, sono io.

E per quanto uno scrittore sia bravo, sento che la mano più che il cuore, si dovrebbe ribellare alla finzione, i tasti inchiodarsi, il pensiero svicolare.
Si, perché se mentre ti guardo i sentimenti si possono fingere, nascondere, posso farti credere che sono felice, sorridendo di plastica e silicone, mentre scrivo, no, non lo posso fare e se lo faccio, ahimè, cosa resta dentro se non un buco sofferente di me?

E quindi, leggendo alcuni blog, comprendo le persone. Che sia nel bello, nel brutto, nel vero, nel sogno, comprendo le persone. Quello che sono state, anni fa, quello che sono ora.
Nello stile e nella creazione, perche siamo, mentre scriviamo, un tutt’uno con la vita.

Chiara 

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49 pensieri su “Dammi il tempo per non fingere

  1. Io credo che la maggior parte delle persone trovare il proprio, si scrive tutto quello che c’è dentro, dentro la propria anima, e molte volte si trova in difficoltà di farlo nella vita reale modo di esprimersi qui in questi svariati blog,

  2. Interessante… Tolto la sindrome da “mi piace” dato in 9 decimi di secondo su post di 4 pagine, dove cioè ti viene il sospetto che sia stato dato tanto per fare, penso e spero che non ci sia troppa finzione; non dico la sincerità assoluta, quantomeno onestà. Si possono avere mille finalità nel tenere un blog e partecipare a quelli degli altri, però ecco si, si spera nell’onestà.

    • Quella del mi piace dopo un nanosecondo dalla pubblicazione mi ha sempre incuriosito, come il mi piace a post dove avevo tolto la possibilità di mettere mi piace ( e quindi possibile solo dalla home).
      Per il resto, sai, io non dico solo nel bene, nel senso dell’onestà, privata e pubblica, ma proprio di quello che siamo. Si leggono testi anche violenti e pare assurdo siano veri, ma questo siamo, dentro: bianchi e neri, angeli e demoni e la scrittura lo sa.
      La sincerità assoluta? Forse non è nemmeno giusto che sia.

    • Mi fa piacere che cogliete il senso positivo del post, ma io riflettevo proprio sulla predominanza della scrittura su di noi, come una mano che ci obbliga a dire quello che sentiamo davvero, quasi una forza. E accade che quello che scriviamo e che quindi gli altri leggono, sia la vera essenza. E non sempre un’essenza bella.
      Oppure accade che si dica che non si è quello che si scrive, ma io non lo credo.

  3. È molto interessante quel che dici. Sono anni che sostengo che la scrittura è come il linguaggio del corpo. Nel senso che il contenuto di un post sta alle parole dette in una conversazione come lo stile col quale si scrive sta al linguaggio del corpo. Se leggi qualcuno e lo fai con la giusta sensibilità, coglierai tra le righe tratti caratteriali che sono indipendenti da quel che scrive. Il punto è “come”. Interpretare gli stili è ben più complesso che interpretare il linguaggio del corpo, perché i segnali sono assai più deboli.
    Per quanto riguarda la parte sulla scrittura che ci domina, io credo che l’apparente protezione che viene da un anonimato fatto di nickname e di invisibilità, di nascondiglio comodo dietro uno schermo e una tastiera, siano un buon aiuto per lasciarsi andare e tirar fuori quel che davvero si ha dentro.
    E sono totalmente e incondizionatamente d’accordo sul fatto che siamo bianco E nero, non bianco O nero. Che è una delle ragioni per cui amo tanto la quantistica… 🙂 Brava Chiara, bel post ed eccellente spunto di riflessione.

    • In effetti, adesso che mi ci fai pensare, dovrei riflettere anche su chi, come te, molto spesso nei suoi post usa citazioni d’altri. Si leggerà di loro anche da lì?
      Ciao bella Marta e benritrovata a te 🙂

  4. A proposito del “mi piace” io lo considero come un atto di presenza, come dire “ci sono, ho letto, non commento ma ti seguo”. Le parole scritte danno sempre un’opportunità in più alla conoscenza e alla riflessione.
    Io, dal mio canto, sono sincera fino a quando la fantasia non afferra le mie dita per vestirmi con abiti rubati al vento.

  5. Credo che chi finge abbia i secondi contati prima di essere smascherato. I blog fasulli, quelli che raccontono troppo bello o troppo brutto siano facilmente individuabili. Chi racconta questioni personali dubbie o poco aderenti al suo vero status si annusano.
    Almeno questo è il mio pensiero.

      • Dal tuo blog arriva una meravigliosa padronanza della lingua italiana e la straordinaria capacità di racchiudere in poche frasi concetti difficili. Si è capito che sono una passeggiatrice abituale? 👍👍👍

        • Apperò, divento rossa. Ma pensa che in terza liceo sono stata rimandata proprio di italiano, con 4! Però avevo 9 di filosofia:) (a mia discolpa posso dirti che negli altri anni d’italiano avevo 8 e quindi l’incidente della 4 è da annoverare nel “stavo sulle palle alla mia insegnante, poi andata in pensione per fortuna)
          Mi piace pensare, tutto qui. C’è chi giustamente dice che lo faccio troppo, è un difetto, lo so.
          Ma comunque grazie, i tuoi complimenti toccano il mio cuore. E si, me ne sono accorta.
          E io giro qui e là, ma a random tra i blog e leggo, quello si, tanto, di voi tutti.
          Grazie ancora.

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