“Ragazzi, datemi un consiglio per scrivere”: Vai a fare un picnic!

Chi va con lo zoppo impara a zoppicare, diceva un antico adagio.
Sarà che chi va con i tramisti impara a tramare?
Seguo da tempo Gaia Conventi (qui il suo blog, Giramenti, oggi è venerdì,  tramisti in agguato) e trovo interessanti e sagaci le sue recensioni e i suoi post su chi tenta con ogni sforzo, di scrivere. Come se scrivere fosse la meta, il desiderio unico ed eccelso, l’unica speranza di vita.
Peccato che, come spesso fa notare Gaia, sarebbe meglio che qualcuno si desse, che so, al giardinaggio, all’ippica, ai giochi di società.

Il mondo della scrittura, come tutti i mondi specifici, è un mondo in cui solo chi ha una spintarella emerge; solo chi ha l’idea geniale data alla persona giusta ( beh, basta anche solo la persona giusta); solo chi ha i soldi pubblica, solo chi ha conoscenze arriva alle grandi case editrici. Questo è, mettete tutti da parte le illusioni di bravura e capacità eccelse. Mettete da parte grammatica e cura. Uscite, fatevi vedere, incontrate gente e forse così vedrete il vostro libro pubblicato. ( nel frattempo fatevelo scrivere da un altro, tanto è di moda)

Ma sognare è per tutti, gratis e illimitato. Ecco quindi il fiorire di scrittori, in ogni campo, in ogni dove, complici le tanto amate-odiate case editrici a pagamento. Scrivi, imposti, rileggi, comperi il tuo Isbn e con un clic pubblichi all over the world.
Aggiungi scrittore al tuo profilo facebook o al tuo blog, crei una pagina dedicata al tuo libro e la spammi nei messaggi a tutti, amici e non e via, verso mete gloriose. Dieci copie vendute, una per la zia e nove per la mamma.

Almeno qui c’è il testo, l’idea realizzata e un plauso va alla fatica fatta. Se il risultato è quel che l’è, pazienza, basta non spenderci soldi e lo scrittore scomparirà nell’oblio.

Ma c’è chi fa anche peggio.
Ed ecco che entra in gioco Gaia. Vedo tramisti ovunque, leggo che la gente si da da fare per rendersi ridicola.

Ad esempio qui

scrittori della domenica

“Ragazzi, datemi un consiglio per scrivere”
Già la domanda è assurda, ma perché c’è gente che perde il proprio tempo a tentare di dargli un consiglio???
E’ proprio necessario scrivere? Se non hai idee, vai a zappare la terra, magari fai qualcosa che serve!

Chiara 

Ps: un ringraziamento va a Gaia perché mi ha rovinata! 🙂

“non sei tu che scrivi, è la storia che vuole essere scritta”
No, ma io sto male!

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39 pensieri su ““Ragazzi, datemi un consiglio per scrivere”: Vai a fare un picnic!

  1. Non scrivo e quindi non posso giudicare, ma ho sempre pensato al saper scrivere come a un dono, come quelli che sanno suonare o dipingere o simili. Sinceramente però non capisco some possa essere una cosa forzata, l’ho sempre inteso come un’ispirazione, dettata da emozioni o sentimenti o vicissitudini del momento.
    Buona giornata Chiara 🙂

    • Non scrivi ma leggi e questo fa di te persona in grado di giudicare, anzi, ne hai il diritto. Perché è solo così che scegli il libro da leggere, quello che ti piace, quello che ti appassiona.
      In effetti, chiedere un consiglio per scrivere, è una forzatura, un tuttologo della scrittura…mah.
      Buona giornata a te 🙂

      • sai, sinceramente il problema è un altro…. poco tempo fa mi sono cancellata da un blog di poesia perchè ultimamente leggere quei post mi dava malessere, c’erano post mirati verso alcuni specifici blog con nome e link ,evidenziando gli errori che avevano commesso, o le rime e le poesie giudicandole stupide senza senso.
        Ti dirò che anch’io sinceramente a volte leggo poesie veramente assurde, ma non sopporto l’arroganza di mettere al bando le persone in questo modo, in fondo che diritto si ha di ergersi giudice insindacabile di quello che viene scritto dagli altri? Siamo così certi di non fare mai errori? ….
        Un altro discorso è quello che fai tu dicendo che alcuni potrebbero evitare di scrivere…..e su questo siamo d’accordo! 😉

  2. Bè, io avrei riposto: “un consiglio per scrivere? Impugna la penna con la mano destra (se non sei mancino) e poi inizia, magari sotto dettatura…anche la televisione in questi casi può andare bene….E vedrai che alla fine scriverai. Qualcosa di certo scriverai” 🙂 (alle volte mi sento malvagio)

  3. Che cosa assurda…. Mi vien male solo a pensarci…. Chiedere consiglio su cosa scrivere, si vede che è una persona dotata di grande fantasia, sicuramente portata per scrivere… Mah…
    Ora io dovrei stare zitta perché io scrivo, ma proprio perché lo faccio mi pare cretino che uno vada a chiedere consiglio.
    Sinceramente mi sembra un po’ una moda ormai, come il sadomaso dopo 50 sfumature, adesso tutti devono scrivere, tutti sono papabili scrittori. Se non hai idee perché ti viene in mente di scrivere? Assurdo…

    • Infatti. Non è come dire “oggi c’è il sole, vorrei fare una passeggiata, mi date un consiglio su dove andare?”
      Ma nemmeno il “non sei tu che scrivi, è la storia che vuole essere scritta”.
      Per scrivere, secondo me, un testo, un racconto, un romanzo, una poesia, occorre un tema preciso, che si conosce e poi da lì si parte con le parole.
      Scrivi? Ma io ti seguo? No! Ora si 🙂

      • Ciao sì scrivo, sul blog, parlo della mia seconda passione, il tema vittoriano. In realtà la più grande è il fantasy, infatti il mio libro è un fantasy, di quello potrai trovare qualche notizia nella categoria “il mio libro”. Ho voluto mettere sul blog un romanzo a puntate vittoriano per distaccarmi dal tema del libro e per sfidarmi a scrivere qualcosa di diverso dal fantasy. Il fantasy sarà una saga di sei libri, di cui io sinceramente ho già scritto tutti i riassunti. Anche prima di iniziare a scrivere il primo libro ho fatto un sacco di schemi, caratteri dei personaggi, aspetto ecc, idem per i luoghi e quanto altro. Ci vuole un minimo di organizzazione e di umiltà, io non posso mettermi lì a buttare giù idee a caso, meglio prima fare uno schema preciso della storia e della direzione che desideri che prenda, altrimenti vai per cartoni. Sicuramente c’è chi è bravo a improvvisare e scrive dal niente 500 pagine senza studiarci, io non voglio dire che non esistano persone così, per cosa mi riguarda preferisco studiare bene prima di iniziare a scrivere. L’attimo d’ispirazione va bene per buttare giù un’idea su una scena, un dialogo, un luogo, ma l’elaborazione del tutto per me è un po’ diversa.

        • Grazie del tuo racconto, so anche quanto ti costi oggi. Quello che dici sa molto di scrittore professionista. Scrivere è certo un talento, ma è dedizione, attenzione e cura. Solo questo fa di un testo normale, un testo apprezzato.
          Più tardi, finito il lavoro, leggerò nel tuo blog.
          Grazie ancora e in bocca al lupo

          • Grazie a te dei tuoi commenti e dell’interessamento per mio padre. Quando il libro uscirà avviserò tutti 😀
            Il romanzo a puntate come qualità è meno studiato, diciamo che per me è più una sfida personale. Il libro ci ho messo un anno a scriverlo e ancora adesso sto correggendo e rifinendo. Sono 464 pagine al momento.

  4. A queste persone va tutto il mio piú assoluto disprezzo.
    Non ultimo il motivo che rompono le scatole alle persone normali con la loro spazzatura che ritengono debba essere amata per forza.

      • Potrebbero farmi tenerezza se non fossero cosí arroganti.
        Odio la loro prosopopea e la loro certezza di dover essere pubblicati, altrimenti non si autopubblicherebbero, accetterebbero invece il fatto che scrivere può essere una passione, e qui sopporto poco quelli che parlano di “obblighi” o “necessità”, perché il piú delle volte non lo sono, ma non per forza un mestiere e non per forza il prodotto della loro passione, essendo proprio un hobby debba essere la cosa piú bella del mondo.
        In questa risposta ci sono censure ripetute e quindi la risposta può risultare non omogenea o confortevole nella lettura, me ne rendo conto.

        • Il senso si capisce, ma non è obbligatorio censurarsi. Non qui almeno. Al limite ti cancello 🙂
          Il tema della scrittura è talmente vasto da scriverci dieci bibbie, ma mai si arriva al punto fermo. E’ un mestiere facile, basta una tastiera e la voglia di fare clic, anche senza rileggere il testo.
          La mancanza di ispirazione però, credo che sia la peggiore peste. Se non ce l’hai, fai altro no?
          Pazienza, allietano le nostre giornate ( dell’arroganza non dirò)

  5. Che ognuno svolga il mestiere che gli compete.
    Questi sedicenti critici autoproclamatisi – e non solo, il panorama, in realtà, è piuttosto vasto – credo siano fondamentalmente spinti da un’insoddisfazione di fondo, un senso d’inferiorità, che pensano di estinguere investendosi di qualità che li rendano visibili all’attenzione, apprezzamento, ammirazione altrui.
    E le proprie castronerie non le vedono.
    Essere qualcuno.
    Ma – Essere – sarebbe già un successo.
    Dal mio canto non mi sognerei mai di ergermi a censore o meno di un lavoro letterario, non ho nè competenze, nè cultura adeguate. Diventerebbe addirittura una perdita di tempo, un nonsenso.
    Avrei buone maniere, questo sì, c’è modo e modo di dire e di parlare; il piacere o meno è soggettivo, non universale, esiste l’opinione, il parere – preferibilmente se richiesto – il gusto, il punto di vista, non il vomitare addosso.

    Ciao Chiara

    P.S. La grammatica è tutto un discorso a parte 😉

    • Beh, tu parli probabilmente di testi poetici e quindi in questi casi spesso è proprio l’ìntimo che si narra.
      Ovvio che ci sono anche testi storici, narrativi, didascalici e per quelli occorre un tema chiaro, del quale avere padronanza. Vanno bene quindi in questi casi le influenze esterne, ma non come soggetto narrante del proprio scrivere. Se non hai ispirazione, come detto, fa’ d’altro.

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