Il silenzio che cura.

Non so se è successo anche a voi, ma ho notato, tra le pagine dei social, nei dialoghi con le persone, un acuirsi delle delusioni nei rapporti umani.
Ci si scontra con l’indifferenza, la solitudine, con il tradimento, le offese, l’opportunismo.
E’ tutto una rabbia, un’arroganza. Un voler prevalere, offendere, denigrare.

C’è uno scadimento tangibile nei rapporti tra le persone, anche tra famigliari ed amici. Leggo, ascolto, principalmente lamentele, di abbandoni, di persone che usano e poi gettano, che scompaiono. Di gente che non esita a distruggere pur di salire sul carro del vincitore, abbandonando il perdente. Di gente che si crede furba e frega senza problemi. Di altri che pretendono la ragione solo perché senza coraggio per essere se stessi.

C’è una potenza nuova nel mondo ed è quella della delusione, del tutto e subito, del passare sopra senza rimorsi, senza attenzione.
E in questa spirale di odio, si arriva a glorificarsi, inneggiando a sé come superiore e agli altri come feccia.

E c’è un’altra potenza, che è quella del silenzio, parola mai così abusata. Il silenzio contro gli idioti, il silenzio per ferire, il silenzio dell’indifferenza. Il silenzio come arma, come minaccia, subdolo e cattivo.

Io, invece, vivo il silenzio come un’opportunità.
Per curarsi dentro.

Chiara

 

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17 pensieri su “Il silenzio che cura.

  1. Lo vivo allo stesso modo anch’io. E trovo sia una via ancora inesplorata dai più. La bellezza racchiusa dal silenzio merita di essere condivisa. Mi piacerebbe che i bambini avessero più possibilità di esplorare il silenzio.

  2. C’è silenzio e silenzio.
    Nei social network solitamente la delusione arriva perché ognuno deve stare al centro del mondo ed essendo questo impossibile la delusione, per colpa dell’altro, è inevitabile. Il silenzio invece arriva per mancanza di argomenti, essendo ognuno un’isola separata e distante concentrata solo sulle proprie spiagge.
    La centralità ed il silenzio che ne consegue sono causa di delusione.

  3. Ma quanto hai ragione! Ognuno si sente autorizzato ad essere deluso…o come dicevo nell’ultimo post ad essere infelice. Facile, quando si pretende dagli altri e non ci si guarda sinceramente allo specchio. Sul fatto che sia una “moda” dei tempi attuali ho qualche dubbio….in fondo 2000 anni fa qualcuno parlava di travi e pagliuzze… 🙂

    • Diciamo che ultimamente, complice la visibilità dei social, se ne sente parlare di più.
      Pensa che novità sarebbe, se invece del video, ci trovassimo uno specchio, come dici tu; chissà se punteremmo lo stesso il dito contro tutti.

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