Oltre

Mole_Torino_Palazzo_Reale

C’è sempre un muro davanti ai nostri occhi, un filtro, un condizionamento, una prigione. Stretti tra le pareti, vediamo la nostra meta da lontano, la rimiriamo, ma siamo troppo spesso poco disposti a fare il passo, aprire la finestra, sporgerci oltre e dirigerci avanti.
Costa fatica tutto questo, costa coraggio; meglio ripararci dal freddo in anguste e ristrette pareti di quotidiana insoddisfazione e noia.
Salvo, talvolta, soffermarci davanti a quello spicchio grigio di libertà, sospirando di altre vite, libere.
Chiaravalle_Milano_foto_amico_che_vale

C’è sempre un mondo nuovo sopra di noi, le cui radici ci entrano dentro e anelano ed attingono alla nostra linfa. Sono mondi in cui splende il sole e noi, da sotto, li rimiriamo.
Ma siamo sempre troppo distratti dal solito ripetersi degli atti quotidiani, della paura della solitudine, del nuovo, e preferiamo rannicchiarci sotto il nostro buio tetto, tra disordinati eventi e pareti ormai ammuffite di vita piuttosto che provare a prendere una scala e guardare di sopra, oltre noi.

Chiara 

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19 pensieri su “Oltre

    • Ma se uno se ne rende conto, forse può porvi rimedio.
      Il peggio è quando ce ne rendiamo conto, ci lamentiamo, invidiamo, ma non facciamo nulla per cambiare, convinti di non poterlo fare, di non esserne capaci e di meritarci quello che abbiamo.
      Peggio ancora quando il nostro immobilismo è dettato da sensi di colpa verso gli altri.
      buona domenica

      • Nel mio caso un mescolone, ma direi più stanchezza che altro. Di quella profonda che ti fa pensare che tanto non ne valga più la pena. Poi di fatto non lo penso e quindi continuerò a muovermi, a scrivere, a provare a non essere inghiottita dalle mie stesse sabbie mobili. Buona domenica anche a te. Bel post Chiara, come sempre a dire il vero …

        • Se noti, molto spesso scrivo post con la prima personale plurale “siamo”.
          Non sono esente a certi comportamenti.
          E so quanto sia tutto, alle volte, maledettamente difficile.
          Ma consapevole che, alle volte, si può fare. E leggendoti, considerate tutte le difficoltà pesanti che hai superato, a parer mio, tu ce la fai ogni giorno. Io tifo per te!
          Grazie del complimento.

  1. Muri a protezione nei momenti di disagio, per ricaricarsi… studiare una strategia…ritemprarsi, misurarsi eppoi …spiccare il volo, liberi sempre + in alto

    • In questo caso sono muri che aiutano, ma troppo spesso sono muri che scoraggiano e che non osiamo superare pur guardando oltre con invidia per chi lo ha fatto.
      I muri che proteggono, ne parlo spesso, e li uso anch’io. Sono muri nei quali si resta in silenzio, ci si guarda dentro e si cresce, facendo spazio ed ordine.

  2. I muri molto spesso sono protezioni che vengono create per proteggerci dalle avversità. Purtroppo spesso ci si ritorcono contro e si trasformano in un nemico insormontabile.
    E’ vero quando si dice che “Tu sei il peggior nemico di te stesso”…

    Ti auguro di passare una piacevole fine serata

    • Certi muri sono di comodo, perché varcarli costa fatica. E si preferisce vedere oltre al vetro, perennemente arrabbiati piuttosto che decidersi.
      E’ vero anche che sono protezioni di cui alla fine non sappiamo più renderne conto.
      Speriamo di far pace con noi, meglio non aver nemici.
      Ricambio il tuo gradevole augurio

  3. Hai scritto di Domenica quando il tempo rallenta e forse la percezione di sè e del resto cambia. Penso che sia la pigrizia e la paura il freno maggiore alle aperture cui ti riferisci. Ma non c’è solo quello: aprirsi significa studiare, studiarsi, rendere elastica la mente ma non significa adeguarsi: invece spesso è questo oggi il vessillo di chi afferma di aprirsi, allinearsi alla tendenza del momento in modo supino. Se non ci si apre a se stessi, alle proprie miserie e ai propri limiti, se non si impara come siamo diventati così e da dove veniamo, qualunque apertura è una chiusura camuffata e comoda.

    • Sicuramente la domenica, soprattutto piovosa, è indolente e porta a vedere. Ma poi sai, ultimamente quando vedo scorci da fotografare, non so come, ma si tramutano subito in pensieri.
      Quello che dici è molto vero: paura e pigrizia. E aprirsi è fatica e coraggio. Ed è conoscersi per proseguire, non mero cammino.
      Grazie del tuo apporto, Enzo.

  4. La paura dell’ignot, si quello che ci potrebbe essere dietro la siepe ci fa stare chiusi nella nostra stanzetta, pensando di stare al caldo e in sicurezza. Così rinunciamo a mettere la testa fuori e rimpiangiamo quello che avremo desiderato fare ma non abbiamo fatto.

    • E invidiamo chi invece ha preso coraggio ed è uscito.
      Non è facile vivere, e tutti faremmo a meno delle difficoltà, ma è così breve la vita per viverla in angusti spazi.
      E non parlo solo di uscire fuori in senso fisico: molto spesso gli spazi angusti sono quelli della mente.

      • Certamente. Quando parlare di saltare oltre la siepe senza sapere cosa si nasconde dietro lo intendevo non solo fisicamente ma anche psicologicamente. Superare convinzioni, accettare il diverso, convivere con altre etnie o altre persone è soprattutto un esercizio psicologico che non sempre riusciamo afarlo.

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