Io scelgo

Due sono le scelte che hai.
La prima scelta è di decidere di vivere con i limiti, imposti da te o da altri, cintando di paletti la tua esistenza.
Così facendo forse sarai più tranquillo, ma nel tuo cammino, quando incontrerai porte chiuse,

porte

molte, per i limiti e i paletti, non potrai aprirle.
Ti resterà la curiosità, forse, e alla fine ne farai l’abitudine come se ciò fosse davvero vita. Perderai occasioni, incontri, conoscenze.
Tu stesso metterai porte blindate alla tua casa, affinchè nessuno entri a violare i tuoi limiti.
Di sicuro il tuo giardino recintato da paletti sarà florido e ben tenuto, ma ti accorgerai solo alla fine che della fortezza che hai costruito, resterà solo un arido rudere, desolato, avvizzito.IMG_0434

La seconda scelta è di rifiutare i limiti.
Accogliere la vita con tutte le sue sfumature, entrare nelle porte aperte e bussare a quelle chiuse, incontrare, conoscere, intendere, fuggire, rimanere.
Questa via è più faticosa, certo, più rischiosa; non ci sono paletti a delimitare il tuo giardino, chiunque può entravi la notte a fare razzia dei tuoi sogni ma vi può entrare anche chi, i tuoi sogni, vuole prenderli tra le mani per cullarli un po’.
E’ una scelta difficile; molte volte potrà portarti alla solitudine se sarai fiero di far valere il tuo pensiero e le tue decisioni; ma è una scelta fatta di sincerità e speranza, che conduce sempre avanti.

Io, io scelgo questa.

strada

E tu?

Chiara

 

 

17 pensieri su “Io scelgo

  1. Anch’io non amo i paletti, ma è la scelta più difficile anche se non si può chiamare scelta credo, è questione di carattere….
    buona domenica

  2. Gli esseri umani affinano la conoscenza attraverso l’esperienza. Se ad essa si impongo paletti, si resterà forse salvi ma non certi coscienti. Preferisco rischiare di conoscere la verità. 🙂

  3. io ho vissuto creando paletti qua e la per stabilizzarmi la vita, per difendermi.. ma non è che sia tutto sto gran che di felicità.. devo aver sbagliato qualcosa!

    • Se te li sei creato da te, è perché ti servivano, ma se li sai riconoscere, forse puoi anche toglierli o modificarli, che ne pensi?
      Il peggio accade quando te li fanno mettere e tu non ti rendi conto che sono tali.
      Non so se hai sbagliato, hai fatto una scelta, a ognuno la sua.

  4. Io scelgo il secondo per due validi motivi
    il primo l’essere solo nel mio bunker alla fine stanca e diventi arido come il deserto.
    il secondo sono curioso e mi piacciono le novità. Tutto quello che si affaccia nel mio orticello è il benvenuto, anche se talvolta ci si rimane mal.
    Serena serata

  5. Quante riflessioni arrivano da questo tuo post. Non so dirti però cosa ho scelto. Non so la direzione precisa in cui si orienta la mia vita ora, so che ho passato tanto tempo a mettere “paletti” per poi scoprire che non erano “paletti” miei che mettevo, erano i condizionamenti, le paure, gli strati di corazza a stabilire i confini.
    E così è iniziata la pulizia, sto “sbarbando la cipolla” come si dice dalle mie parti, per arrivare al centro, al cuore. Poi si vedrà.
    Mi è piaciuto leggerti.

    • Molti dei nostri paletti sono condizionamenti, paure di perdere le persone, di non essere all’altezza delle situazioni. Secondo me imparare a conoscerle, a darle un nome è già un passo avanti.
      Bella questa pulizia della cipolla, basta che non faccia piangere troppo
      Grazie per essere passata di qua

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