La cracking art, esperienza di rottura nel mite e immobile territorio biellese.

Cosa ti aspetti da una città laniera, lavoratrice e un po’ musona? Cosa ti aspetti da una città ai piedi delle prealpi biellesi, costretti i confini dai monti da un lato e aperta verso il mare e le grandi città? Grandi città mai troppo lontane ma nemmeno troppo vicine, collegate con treni fantasma e con autostrade solo ideate?
Cosa ti aspetti da una città un po’ grigia, detta “il pisciatoio d’Italia” perché piove un giorno sì e uno sì, da una città senza Università, senza lavoro dopo la crisi del tessile; cosa ti aspetti da una città dove non c’è mai nulla da fare e quando c’è tutti lo criticano?

Una rottura.
Una rottura profonda, una scossa, un cambiamento forte.
Il progetto Cracking Art nasce a Biella nel 1993 con la stesura di un manifesto ufficiale e trova riuniti gli artisti Ronda, Angi, Rizzetti, Kicco, Nucara e Veronese. E’ un progetto innovativo, colorato, un progetto d’arte che vuole farsi notare, tra il grigio dei tessuti classici che vengono prodotti in queste terre e il verde, grigio e bianco dei monti.
Il materiale di rottura? La plastica.

Ed è così che il torrente Cervo, impaziente e solerte, acqua da dedicare alle filature, alle fabbriche e ai loro ingranaggi, diventa teatro e palcoscenico di colori.

Il ponte dei pinguini

Il ponte dei pinguini

Pinguini in marcia, in fila stretta, una danza allegra e insolita.

Cracking art

Però, sia chiaro, anche se sono pinguini, meglio mettersi una sciarpa per sfuggire al freddo che arriva dalla valle!

cracking art

 

Come si è detto, è il colore e la materia che fanno la rottura. E’ l’inserimento degli oggetti d’arte in luoghi dove non te li immagini nemmeno.
Sui muri

Cracking art

appese tartarughe rosse segnano cammini invisibili in terre nuove ed immaginarie

cracking art

ridisegnando ingressi, portoni di lavoro.

cracking art

 

E questo il nuovo scenario di Biella?
La cracking art in questi anni ha saputo conquistare i mercati, le piazze, i negozi, i musei, le strade, le piazze di tutto il mondo, a passi lenti, con lemuri, montoni, chiocciole, topolini, pinguini e tartarughe.
Un nuovo colore al quotidiano.

E voi? Avete mai visto un animale della Cracking art nella vostra città?

Cracking art (qui il sito)
Cracking art ( qui la pagina Facebook) 

Chiara 

 

 

 

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14 pensieri su “La cracking art, esperienza di rottura nel mite e immobile territorio biellese.

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