Il curriculum vitae

Andrebbe istituito e reso obbligatorio, un curriculum vitae come accade per lavoro, nei fatti della vita.
Per creare relazioni, che siano d’amore, amicizia o solo passione; che sia lavoro, convivenza, matrimonio; che sia il vicino di casa, d’autobus o di volo; che sia un figlio, madre, nonno.
Un curriculum in cui si scriva il vero e non l’inventato, che non sia la bella copia che vogliamo che gli altri leggano di noi, come accade vivendo, d’altronde; ma un resoconto veritiero dei fatti, senza sipario, senza manomissioni.

Se si è riso dietro ad un collega, se si è rubato al supermercato, se si è donato un anello e l’hanno rifiutato.
Se si è mentito per stare sereni, se si è inventato per ingelosire, se si è convinto per ingannare.

Una mappa attenta e precisa, redatta per ogni evenienza, così da scegliere il faldone che serve all’uopo. Da sfogliare come una rivista di moda o un’enciclopedia, una bibbia.
O decidere da sé ch’è meglio la sorpresa e l’ignoranza, talvolta paga più di mille verità.

Ma se ci fosse, e fosse obbligatorio, si potrebbe premunirsi, proteggersi, ribadire, ribaltare, spingersi oltre, costruire, non frenarsi.
Perché chi è umile resta tale, chi è sorridente, sorride; chi mente mentirà sempre; chi invidia invidierà.
Chi è  imbranato non si disimbranerà; chi sa suonare il piano lo suonerà, chi amerà il calcio lo amerà.
Chi è leale lo resterà, chi crede sarà fedele al suo credo.
Io non credo ai cambiamenti radicali nelle persone. Certi tratti son nostri, nati con noi, costruiti con l’esperienza e cementati co la stessa.
Un manualetto d’istruzioni sarebbe utile, talvolta, per chi non ama, alle volte, troppe sorprese e colpi di scena.

Conosco un altro modo per leggere il curriculum vitae: si chiama confidenza e complicità.
Il modo che più preferisco.

Chiara

Come sono i vostri lettori?

Pausa riflessione, ogni tanto ci vuole nella corsa quotidiana.  Pausa riflessione su questo blog che ha ormai quasi due anni.
Un gioco, un modo per condividere, per dividere, scambiare. Non è una vetrina questo mio luogo, non mi espongo, ma propongo.
Propongo idee, pensieri, riflessioni, arte, creatività. Tengo da parte le tristezze, le rabbie, non riverso odio e rancori o invidie, non offendo, non piango; questo non significa che io sia sempre cuor contento, ma che ritengo la vita sia già complessa e difficile di suo per non riversare su queste righe, al pubblico pasto e ludibrio, ogni mio più intimo pensiero.
“rallegriamoci!” e viviamo in serenità.

Viene da sé che questa mia scelta discerne i miei lettori. Che sono diversi e che partecipano alla mia vita da blogger rendendola accattivante. Ed ecco che nella migliore tradizione dei blogger, mi viene da stilare una lista dei miei lettori, per come la vedo e la sento  io da qua, dall’altra parte dello schermo.

1) il lettore solo follower, quello che c’è ma che non c’è
2) il lettore del “mi piace” che afferma la propria presenza, la condivisione, restando distante. Una sorta di “ciao, ciao ” con la mano.
3) il lettore commentatore, attivo e puntuale. Presente alle discussioni, porta per ogni commento la propria visione e ne discute con passione.
4) il lettore amico, che crea un avatar solo per commentare un post che gli è piaciuto
5) il lettore amico, follower, “mi piace” colui che c’è quasi sempre e con la sua presenza e parole, rasserena e rende speciali le giornate
6) il lettore che ti riblogga e rende ancora più speciali le tue parole perché le condivide in toto.
7) il lettore che prende spunto dalle mie parole e ne fa, condividendo e ringraziando, un nuovo post. Questo aiuta a credere maggiormente in quello che si fa.
8) il lettore silenzioso, che non è follower ma che WordPress mi evidenzia nella pagina delle statistiche; quelle visualizzazioni che non sai da dove vengono, ma che dicono che qualcuno ti legge.
9) il lettore che legge e che riporta le tue parole sul suo blog. Succede, è successo. Colui che passa, silenzioso, in puntissima di piedi, come se non fosse passato, prende le tue parole e ne fa quello che vuole, molto spesso scempio e critica quando ancor peggio, giudizio.
10) il lettore silenzioso che legge e dice “ma parla di me!” quale che sia l’argomento del post. Questo lettore è divertente e mi permette di fare un’ultima riflessione:

Tutti noi, blogger, sappiamo bene di avere un’arma. La parola scritta è più tagliente di un coltello. Il coltello è lì, lo vedi, sai che se te lo tirano addosso ti taglierà. Non sai bene dove, ma se stai attento alla mano che lo regge, più o meno comprendi e puoi spostarti, difenderti, scappare. Dalla parola non ti esenti. Non scappi.
Chi scrive ha un’arma potente e io so che, per voi lettori, io posso far scoppiare bombe di parole che provocherebbero in alcuni violente tempeste.  Potrei parlare di razzismo, violenze, omosessualità, amore, tradimenti, passioni, truffe e a seconda di come io userei le parole,  in ciascuno di voi scatenerei una reazione diversa”
E per alcuni, una reazione violenta, quasi letale.

Un bel peso, no?
Ma anche un bel divertimento, per le cose sciocche intendo. Per prendere in giro, talvolta serve scherzare, no?

E voi, che genere di lettori avete?
Ve lo siete mai chiesto?
E voi, che genere di lettori siete?

Buona giornata miei cari lettori
Chiara