Il gioco è questo.

Eron

Eron – Davide Salvadei

Scrivere un blog è un bel modo di farsi sentire e anche, come dico spesso, profonda condivisione.
E così poco fa, leggendo il post “Fragilità – La cerco lì” scritto dal blogger Erre, ove si parla di un muro ispezionato con i sensi per trovare l’impercettibile crepa di fragilità, mi sono trovata a commentare così:

Leggendoti, Erre, mi hai fatto venire alla mente una notizia di qualche giorno fa.Ravenna, Museo d’Arte. Davide Salvadei, riminese, già eletto miglior “street artist” italiano, crea l’installazione Eron. Uno specchio a terra e sul muro, un buco ombreggiato come di chiodo strappato, dipinto con la tecnica tromp l’oeil. Un dipinto così veritiero da parere un vero buco, tanto che l’imbianchino chiamato ad allestimento finito, decide di stuccarlo.

E tu, Erre, sei capace di distinguere le vere fragilità da quelle fasulle?
Quella crepa impercettibile, quanto sei sicuro sia vera e non inventata?
Ah, ovvio che la domanda la rivolgo anche a me. Comprendere la verità e non farsi confondere da menzogna e falsità soprattutto nella fragilità…mica facile…”

Perché molto spesso è così. Quante volte si resta attratti da persone che piangono, si lamentano, che mettono nelle nostre mani i loro dolori e sofferenze, le loro infinite fragilità e noi, spinti dallo spirito francescano, del buon samaritano, dalla pietà, li seguiamo, li ascoltiamo. Quante volte giungiamo a sacrificare noi stessi per il loro benessere, convinti che quello che mostrano sia una vera fragilità.

Quante volte poi accade di capire che ci hanno mentito? Che hanno usato la maschera della fragilità solo per attirare attenzione su di sé? Per far fronte ad una profonda solitudine?

Capire la vera fragilità, senza inganni, pulita e vera, è molto complicato, ma d’altronde smettere di ascoltare le persone per timore di essere presi in giro è un limite alle relazioni.

La vita è un teatro.
Ma chi vuole togliersi la maschera e mostrarsi per quello che è?

Chiara 

23 pensieri su “Il gioco è questo.

  1. Sai io l’ho letto in maniera diversa il post di Erre……nel senso proprio di non fidarsi mai delle apparenze e andare “oltre”, perchè spesso è proprio in chi si manifesta duro e sicuro che si nasconde la fragilità……
    Personalmente non mi fido mai molto delle “ostentazioni”….di qualsiasi tipo 🙂
    Ti auguro una buona giornata!

    • Il post di Erre si espone a parecchie interpretazioni. Io sono rimasta colpita dal muro e così l’ho legato alla notizia che avevo appena letto. E’ il bello della scrittura; di dare adito a diverse visioni e riflessioni 🙂
      Buona giornata a te 🙂

  2. Ho letto anch’io…
    Ogni persona ha proprie fragilità. Ogni cosa ha un punto di rottura.
    Mostrare i propri limiti, le proprie angosce, saper essere anche fragili….
    Mi pare che la chiave di volta che regge tutto sia al contrario saper mantenere l’equilibrio dei pesi, onde evitare il disastro.
    Non è solo questione di maschera, ma di sopravvivenza.
    Vero che il coraggio di vivere bene con se stessi e farsi accettare con tutte le debolezze del caso, non è cosa da poco, ma quel tipo di coraggio , quando esiste, determina regole di comportamento assolutamente sogggettive che non sempre vengono comprese.
    Un sorriso.
    Giancarlo

  3. Dici bene quando scrivi che la paura della menzogna pone un limite alle relazioni. Personalmente preferisco rischiare nella buona fede anche se questo non mi impedirà di incastrarmi tra fili di ragno piuttosto che tra quelli di seta perchè come dici tu (e anche qui dici bene) mica è facile distinguere nella fragilità la falsità dalla verità.
    Ciao 🙂

    • E’ buona cosa avere voglia di fidarsi. Apre la mente e predispone.
      Conta essere consapevoli appunto che si potrebbe finire anche nella tela di un ragno; imparare a venirne fuori è difficile ma c’è la vita e l’esperienza per quello no? 🙂
      ciao 🙂

  4. Ho letto anch’io quel post stamani prima di uscire quando non ho quasi mai, oggi sicuramente, il tempo di commentare. Ora so che posso evitare perchè condivido interamente il tuo pensiero e, presumo, il tuo commento a quel post.
    Ciascuno di noi, spontaneamente o artatamente, è un attore sul palscenico della vita e recita la sua parte con maestria o meno lasciando che siano gli altrei, gli spettatori a stabilire la nostra credibilità “artistica” o il nostro inganno. E’ pacifico che più siamo bravi a recitare e più riusciremo ad ingannare l’uditorio. E’ il gioco delle parti nel teatro della vita. Pirandello, ce lo spiega, mirabilmente, nel suo ultimo romanzo, “Uno, nessuno e centomila” attraverso i monologhi dei suoi personaggi che cercano di coinvolgere gli spettatori con le loro esemplificazioni. Anche lì, il palcoscenico, gli attori ed il pubblico!
    Ciao,Chiara. Buon pomeriggio.

    • Bel libro come tutte le novelle di Pirandello. Intelligente, acuto, attento osservatore dell’animo umano.
      Un grande autore!
      Grazie per avermelo ricordato, credo ne farò una rilettura.
      Ciao
      Buon pomeriggio a te

  5. Concordo con te e con i commenti.
    Le maschere cadono, ad un certo punto, o vengono fatte cadere
    Allora ci si ritrova a fare i conti con se stessi, con chi si ha di fronte
    Si svelano, si sciolgono le fragilità in un abbraccio, in una dolcezza rassicurante, nella consapevolezza di essere capiti, ascoltati, visti, o in un silenzio denso e forte di presenza
    O si denudano le menzogne e, allora, chissà se ne è valsa la pena.

    • Sai che non sono mica convinta che le maschere ad un certo punto cadano? E nemmeno che si sia, parlo per me, in grado ci capire chi recita e chi no.
      Come dice bene Osvaldo poco sopra di te, ci sono attori con rara maestria.
      Occorre fidarsi, cosa non sempre facile, lo so.
      Ciao bella e buona giornata

      • Cadono quando la faccia – coscienza? verità? – non le regge più
        Non è detto che, poi, lo si venga a sapere

        Occorre fidarsi, o, magari,ascoltarsi un po’ di più, a volte percepiamo barlumi che potrebbero metterci sulla buona strada, ma non ce ne accorgiamo abbastanza, o abbastanza svelti
        Il fatto è che quando ci si rapporta con gli altri, parlo per me, non lo si fa da prevenuti, ma con naturalezza e spontaneità, non si pensa certo di stare all’erta, con calcolo
        Si vive

        Ciao, buona giornata anche a te

  6. Pingback: Sai riconoscere un’opera d’arte? | squarcidisilenzio

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