L’amore, quello vero.

La mia contorta natura mi fa porre domande. Una vera fissazione, che io vivo in maniera positiva: amo fare domande, simile in tutto al fare l’amore, scoprire l’altro nel profondo, senza barriere. Forse per chi mi sta accanto una piaga; ecco perché uso questo mezzo coercitivo e molto liberale che è il blog per diffondere, come virus, le mie domande. Chissà che qualcuno le colga!

La mia attenzione oggi è andata sul cartellone di uno spettacolo teatrale presentato  nella mia città: “L’amore quello vero- Chiara e Francesco, il musical” . Non è la prima volta che assisto a spettacoli che narrano la storia di Francesco d’Assisi, ove viene raccontato questo amore sublime, superiore; un amore forte e potente, che supera ogni raziocinio; uno tra tutti “Francesco Principe e Servo” opera teatrale in due atti scritto e musicato da un amico, Fabio Lamanna.  E come non ricordare lo sceneggiato prodotto dalla Rai radiotelevisione italiana, “Chiara e Francesco”  o ancora il più conosciuto “Fratello Sole e Sorella Luna” di Franco Zeffirelli?

Qualche anno fa sono stata ad Assisi. La natura mi ha accolta e la fede, seppur vacillante, è entrata dolcemente in me, tale è il sentire di Francesco e della sua umiltà in quella terra. Nella Chiesa di Santa Chiara, nella cripta ove è conservato un ciclo di affreschi sulla sua vita, vi sono anche dei cimeli. Sono rimasta colpita dai sai di Francesco e Chiara vicini, uniti, simulacro di vita vissuta in comunione.
Ne è nato uno scritto, al quale sono molto legata, “Il Saio” 

Saio di Chiara e Francesco

Saio di Chiara e Francesco

Chiara e Francesco sono il simbolo dell’Amore, di un amore che travalica le catene e le sofferenze  cui spesso viene abbinato. Rappresentano la purezza, la semplicità, l’appartenenza senza desiderio alcuno di possesso. La loro unione è salda e veritiera e non teme, non si isola, non si chiude nella coppia, ma nutre ed alimenta l’amore del mondo.
“L’amore quello vero” è un titolo che mi ha colpita, perché rappresenta bene quello che vado pensando da sempre.

Ma allora, se Chiara e Francesco, esempi alti ed eccelsi di cristianità e fede; Santi acclamati e  venerati in tutto il mondo, seguiti nel loro esempio forte e puro, rappresentano l’Amore, quello vero, e sono un uomo e una donna,
perché i preti e le suore, discepoli di due meravigliose figure di Santi, non possono amare, non possono sposarsi, non possono stare insieme ma devono fare voto di castità?
Non pare questa una vera distorsione della natura?
Dell’amore, quello vero?

Chiara  

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14 pensieri su “L’amore, quello vero.

    • Splendida visione, come sempre le tue, leggiadre visioni poetiche dell’essenza umana e divina.
      Ma io la domanda la rivolgo agli uomini, a coloro che hanno fatto dell’amore verso Dio una religione costretta nelle regole.
      Onorata di averti amico.

      • A casa tua circola amore (spero), ma ci sono anche delle regole (immagino). Se ciò è possibile a casa tua perché non nella Chiesa?
        Ma io sono d’accordo con te (svisceratamente).
        La similitudine tra fare domande e fare l’amore la trovo fantastica!
        (dovrò stare attento a farti domande d’ora in poi)
        L’onore è mio.

    • Un sacramento così nobile come il matrimonio, suggellato davanti a Dio e agli uomini: quale premio migliore per coloro che poi quello stesso Dio ce lo raccontano ed insegnano!
      Splendida stagione la primavera per Assisi…splendida sempre 🙂

  1. Assisi è un luogo magico dove, per me, è caduta una pioggia di emozioni che si sono fissate nell’anima. Chiara e Francesco sono stati capaci di annullarsi per vestire il mondo di amore. Ho avuto il piacere di conversare con un frate che vive nell’eremo, i soli suoi occhi gioiosi erano fonte di tante risposte …. Un abbraccio

  2. Assisi, è un caldo ricordo lontano…d’amore.
    Una tonaca, un saio, sono abiti a coprire comunque dei cuori e sono convinta che se talvolta sotto quegli abiti, c’è una malcelata manchevolezza di qualcosa, questa penso sia umanamente dettata da una “scontentezza naturale”.
    Ovvio, indossare abiti monastici è senza dubbio una scelta molto ben ponderata…ma “dentro” c’è un essere umano con tutte le sue fragilità…forse di quegli scontenti, con un’apertura mentale diversa della Chiesa, si avrebbero anche sacerdoti e religiose migliori.
    Assisi…èun’apertura di cuore e anima.
    Ben lieta di averti letto.
    Abbraccio Sorriso 🙂

  3. forse perché, splendida la tua riflessione per altro, Chiara e Francesco non erano una coppia, nemmeno spiritualmente, c’era un Terzo tra loro, quel Terzo che entrambi amavano e seguivano, Cristo ed è il principio di ogni vocazione alla vita religiosa o almeno dovrebbe esserlo, perché non serve farsi frate o suora se vuoi vivere il tuo amore a Dio con un compagno o una compagna in questo cammino, ci sono molti santi marito e moglie, specie in tempi recenti, nella Chiesa. Loro scelsero Altro, come Altro (che ha un nome, un Volto e una identità) dovrebbero aver scelto tutti coloro che li seguono su questo cammino.
    Chiara definisce sempre se stessa come “pianticella del Beato Padre Francesco”, quindi al limite il solo rapporto concepibile tra loro, separati per altro da 12 anni, era quello padre – figlia.

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