Poi scompare e appare il luccichio.

Risveglio lento come ogni mattina, a fare tardi si riesce benissimo. Caffè, corsa, i ragazzi, le parole ammonticchiate ai lati di un forzato sorriso. Ho sonno; cedo al piacevole gioco del respiro notturno e pago, al mattino,  il faticoso declino degli anni.
Al lavoro, recupero il sentire dei pensieri, il caffè conduce i nervi  a inusitate accelerazioni – dannata pressione bassa, se fossi un chirurgo o un pilota d’aereo, a quest’ora avrei più rimorsi di cadaveri che ore di vita -.

Le mani, in completa autonomia, accendono il computer e digitano tasti da bravi alunni senza cappello d’asino – primo banco, sorriso dipinto, grembiule stirato- ; la strada è la stessa di ogni mattina, compilano schemi senza anarchia.

“Non temere il quotidiano, apparecchia la tua tavola con precisione e rendi il tuo vivere quieto” ripete lenta la scritta che scorre sulle pareti del cervello; il quotidiano non crea scompiglio, non crea affanno; il ripetere è sicurezza, una briglia lassa, senza coercizione, ma vigile e rassicurante.

E’ l’imprevisto che accade che strappa i confini; l’imponderabile, l’incomprensibile che soffoca il respiro, lo azzera, spara i battiti del cuore oltre limiti immaginati.

Nel silenzioso scorrere del fiume oltre le finestre del mio studio, apro un file jpg con una foto usando Picasa ( programma di elaborazioni e catalogazione di immagini) ; il file raffigura il luccichio del sole sul pelo dell’acqua. Mi aspetto di rivedere la stessa foto, ma per pochi secondi, con una nitidezza precisa, appare sul video un volto, i vestiti e  lo sfondo che conosco e una mano, la tua,  in primo piano, ad indicare vittoria.

Poi scompare e appare il luccichio.

Quella foto  non esiste nel mio computer, non esiste semplicemente perché non l’ho mai avuta, non l’ho mai fatta, nessuno l’ha mai fatta, nessuno me l’ha mai mandata.

E’ l’imprevisto che accade che strappa i confini; l’imponderabile, l’incomprensibile che soffoca il respiro, lo azzera, spara i battiti del cuore oltre limiti immaginati.

Poi scompare ed appare il luccichio.

Chiara
e se viene da chiederti se questa storia me la sono inventata, sappi che ti stai sbagliando.

Riflessi  Chiara 2013

Riflessi
Chiara 2013

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10 pensieri su “Poi scompare e appare il luccichio.

  1. Ma siamo davvero sicuri che l’imprevisto strappi i confini e non serva, forse, a ricordarci che viviamo catalogati e schedati dentro la cassettiera della vita?
    Le foto più belle sono quelle non scattate ma che rimangono dentro.
    Un abbraccio, amica mia!!!

    • Apri uno spiraglio, la mia mente ha scattato una foto che aveva dentro e gli occhi l’hanno intravista per un solo attimo: sono stata fortunata!
      Però…l’imprevisto è sempre gradito, è l’incomprensibile che spiazza.
      Un abbraccio a te, amico blogger.
      L’ho già detto, vero, che mi piace quando ci sei? 🙂
      ciao

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