Una sfida ai limiti della vita.

In questi giorni seguo con attenzione il Tor Des Geants, una delle corse in montagna più dure.
Trail della Valle d’Aosta, 330 km, 24.000 m. di dislivello.
E’ una gara che mi appassiona, affascina. Una sfida durissima contro il tempo, la montagna, la natura, se stessi.
Una corsa al limite della vita.
Una gara che non contempla il riposo, ma solo la corsa fino allo spasimo.
Ieri, il primo giorno di gara ha visto morire uno dei suoi concorrenti, scivolato lungo il percorso reso viscido dalla pioggia. Decine di corridori sono stati portati a valle sofferenti di ipotermia.
Una sfida ai limiti della vita.

E così penso a noi esseri umani, alle sfide continue a cui siamo sottoposti e a quelle che forzatamente ci imponiamo, come sovrapprezzo alla nostra felicità. Una corsa verso limiti sempre più alti, più estremi.
Sfide positive e sfide negative; sfide volute , sfide trovate.

Penso a chi vive il lavoro come la stessa vita e dedica allo stesso tutto il tempo disponibile, in una sfida alla salute e alla perdita degli affetti.
A chi continua ad inseguire sogni irrealizzabili mettendo a seria prova la stabilità mentale ed emotiva.
A chi insiste nel fare qualcosa per cui non ha talento necessario, intestardendosi e rendendosi la vita pessima.

Siamo in grado di riconoscere una volta per tutte i nostri limiti senza rischiare il precipizio?

Chiara

Tor Des Geants

Tor Des Geants

4 pensieri su “Una sfida ai limiti della vita.

  1. È vero, la gente sente il bisogno di mettersi alla prova, di sfidare se stessi, di vedere fino a dove arriva il limite delle proprie possibilità. C’è chi mette alla prova la propria forza, chi la resistenza, chi il coraggio, sempre pronti ad affrontare una nuova sfida, una nuova battaglia, nel tentativo di dimostrare qualcosa a sé stessi o agli altri. Da giovane sono stato anch’io così, sfidavo sempre la paura mettendo a rischio la mia vita, non so cosa mi spingesse a farlo, forse il bisogno di mettermi in mostra o soltanto il desiderio di essere più forte delle mie debolezze. Oggi non mi importa più, forse la maturità o l’aver trovato un equilibrio mi impediscono di fare pazzie come quella che descrivi in questo post.
    Una buona giornata.

  2. ci sono limiti che rispondono al proprio buon senso, e altri “imposti” come il giusto riferimento ai ritmi di lavoro, quelli di sopportazione, penso per esempio ai soprusi
    e sono tutti evidentemente soggettivi. conoscerli è essenziale, riconoscerli più difficile

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