Il Sigillo di Grazia – Anno 2813

Anno 2813, nello spazio siderale governa un vuoto di materia assoluto.
Anni di lotte intestine hanno portato alla completa distruzione della terra, sommersa da detriti cosmici. Lo spazio occupato da meteoriti e pianeti assillati da esiliati dalla terra, da bande di nuovi eversori e pacifisti, è esploso oramai da 500 anni  in un reloop del primigenio Big Bang, collassando su di sé.
Un buio nero pece colora il vento che naviga libero.
Dalla navicella Starmet il comandante John Piller lancia sguardi vuoti all’esterno, nel nulla silente.
Non è felice del suo ruolo di unico sopravvissuto, non lo avrebbe augurato nemmeno al suo peggior nemico, ma ha dovuto suo malgrado accettarlo.
Quando gli venne dato il Sigillo di Grazia, sapeva che non avrebbe potuto mai pentirsi nè tradire quel dono: il dono della vista e del ricordo. Il dono dell’immortalità era prezioso quanto unico e serviva a preservare la specie nella speranza di una rinascita.
Lui era la fine ed il principio, un uovo che racchiude il germoglio della vita e il decadimento della stessa.
I saggi dell’Universo, la grande mente del Costruttore, lo avevano creato prima dalla distruzione. Sapeva e ricordava ogni evento accaduto, un immenso registratore umano di informazioni, salvato nell’eventuale rinascita di forme di vita.

Quel giorno John non sapeva liberarsi dal ricordo della fine.
Era il 2713, cento anni prima.
La terra e i pianeti erano già un lontano ricordo e solo le grandi Menti animavano il cosmo.
Erano Menti elette che interloquivano con il pensiero, scambiando opinioni e costruendo un mondo virtuale nuovo, dinamico, progressivo, in continua evoluzione. Menti fervide nate dai libri, dalla conoscenza, da domande ed ascolto.
Un mondo in armonia, albero di rami prolifici e generanti nuovi semi e destinazioni.
La Mente che governava in accordo era quella del Costruttore, stimolo fervido a proseguire nella ricerca, senza interferenze. Era una Mente disponibile, attenta ed aperta; non imponeva giudizi ma insegnava la via della certezza.

Avvenne che nel governo delle Menti elette comparisse una Mente nuova, generata da un acerbo passato non elaborato. Una Mente che non sapeva ascoltare ma che, in virtù di presunti torti subiti, deteneva lo scettro del debito e lo imponeva come lama feroce su tutti. Lo sprezzo che aveva del suo passato incompiuto, generava una distorsione della realtà e un desiderio neanche troppo soffocato di distruzione. Il suo ingresso fu sorridente, ma il piano nella sua mente era già prefissato: la completa distruzione di tutte le Menti ed il potere assoluto.

Nulla fermava la Mente che, ad ogni proposta, opponeva un diniego, ad ogni parola aggiungeva un disprezzo,  metteva ostacoli sul cammino delle altre menti e, nel segreto, le metteva una contro l’altra, denigrandole una alla faccia dell’altra.
Anelava al potere con la distruzione e solo con quella. Si insinuava nelle menti con fare delicato, salvo, in seguito corrodere i loro pensieri, lentamente, opponendo una subdola forza, obbligandoli a sentirsi feriti, depredati, offesi, fino alla loro morte definitiva. Operava con precisione chirurgica, una Mente dopo l’altra, con sorrisi sguaiati e costruendo una torre difensiva sempre più alta e solitaria.
Era la mente dei Distruttori, lei sola, nessun legame le era possibile se non quello della sua arroganza e solitudine.

Come cancro si insinuò nelle Menti elette e distrusse, quale suo compito. Le Menti iniziarono a vacillare, una contro l’altro, soffocate dall’inganno, non seppero più riconoscersi e il dubbio albergò in loro. Bugie vennero dette senza essere pronunciate e l’armonia s’incrinò fino a diventare lotta ed odio.
La Mente del Costruttore, la sua disponibilità, venne duramente attaccata, derisa, opposta. Il suo tramite di pensieri s’affievolì e le Menti smisero di comunicare.
John Piller venne creato allora, recipiente di nozioni e ricordi.

Poi, esplose una luce, un boato possente e la distruzione fu definitiva.

Chiara

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Un pensiero su “Il Sigillo di Grazia – Anno 2813

  1. L’ha ribloggato su squarcidisilenzioe ha commentato:

    Talvolta accade di trovare sotto il tappeto, nei cassetti, ripiegati e dimenticati, pezzi di noi che non ricordiamo, oggetti, regali, ricordi.
    Così succede oggi con “Il Sigillo di grazia- Anno 2813” da me scritto e pubblicato nel marzo 2013.
    Di questo racconto breve ricordo il tempo, la metafora che vi appare, il senso che ho tentato di dargli e ve lo rendo, così, nella sua integrità.
    Non è mai male rileggersi.
    Chiara

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