Non si confonda l’amore con l’ossessione ( biasimo alla poesia d’amore contemporanea)

Parlare d’amore è d’ozio e d’abitudine da che  il mondo è nato, ma di gran lunga s’è accresciuto l’interesse di questi tempi.
All’epoca medievale, sonetti odorosi di mughetti profumavano i cuori e tal Shakespeare nel 1500 seppe immaginar mai storia d’amor più passionale e profonda di Romeo e Giulietta stretti d’amore e morte.
Echeggiano i versi di Keats a deliziare i sensi e languide ninfee paion riverberare in ampolle di lacrime.

Tutto era amore, ed era sentimento bruciante e passione, addolcito, ricamato di fine bisso ed organza. Tutto era sentimento puro di riverenza pieno e di tenero ristoro.

Ora pare che il senso dell’amore si sia perso, spezzato, lordato, distrutto, in catene di vincoli villani. Solo soffrendo si sente amore, ( così dicono i poeti contemporanei)  solo chi muore di passione riceve vita; solo chi resta inchiodato alla croce di un sogno, vittima consapevole dell’illusione di un amore eterno, è salvifico portatore d’amore.
L’amore deve lacerare se no non è amore
L’amore deve far morire se no non è amore
L’amore deve vincolare se no non è amore
L’amore deve togliere sonno, fame, vivere d’inedia è amare

Sciocchi! Quello di cui parlate è solo un cappio al collo delle vostre vite noiose!
L’amore è tutta un’altra cosa!

Chiara

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Devo paragonarti a un giorno d’estate?

Tu sei più amabile e moderato:

venti impetuosi scuotono gli incantevoli boccioli di maggio

e il corso dell’estate ha durata troppo breve;

talvolta l’occhio del cielo splende troppo intensamente,

e spesso il suo volto aureo viene oscurato;

e ogni bellezza dalla bellezza talora declina,

sciupata dal caso o dal mutevole corso della natura.

Shakespeare