Pietra tombale

Bieche deviazioni strattonano la pelle
lasciando ferite superficiali che affondano,
paradossi della mente inquinano albe sdraiate
di cuori bramosi d’ira e odio.

Non sono avvezza alla vita ( questo lo sapete)
non voglio collari per cani pulciosi,
non carica la molla delle mie intenzioni
se anche pensate che io sappia giocare

UN GIOCO NON SONO.

Mi sporgo di poco, una spinta ed il burrone che cade
nessuna attenzione, occorre fare in fretta,
i corpi che scivolano in basso, la mente s’allevia
le anime pure risalgono come fiati sgonfiati.

Ero un palo conficcato, un letto per paralitici,
un nido per pazienti psichiatrici, un laccio,
tre morse inutili e madide di illusi disincanti
fermavano il mio sangue.

UN TAGLIO NETTO

Tutto finisce, il parto divide feroce
tre embrioni ora disciolti da abile chirurgo
non vi è altro modo per abitare dentro di me
e io, ora, sono libera da questa pazzia.

Chiara

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